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I’ll do my own damn killin’ – la biografia di Benny Binion

Secondo molti appassionati di libri di poker, poche altre biografie sono tanto appassionanti quanto quella di Benny Binion, fondatore delle World Series Of Poker e proprietario dell’ Horseshoe Casino: “I’ll do my own damn killin‘” è la sua biografia, scritta da Gary Sleeper nel 2006.

La vita di Benny Binion sembra scritta da un abile scenografo, tanto è stata avventurosa e per certi aspetti ambigua. Originario di Dallas, Benny Binion è sempre stato coinvolto in affari non esattamente limpidi: nato nel 1905, da adolescente si dedica alla distillazione clandestina del whisky per poi interessarsi di scommesse illegali. Nella sua vita è stato anche autore di alcuni omicidi, venendo tuttavia sempre scagionato (o quasi…) in quanto gli veniva riconosciuta la legittima difesa. Il Texas allora decisamente non era un posto adatto a tutti…

A Dallas fu autore di una vera e propria guerra con la malavita di Chicago, che nella seconda metà degli anni Quaranta si era spostata a Dallas per coltivare i propri interessi.

Trasferitosi quindi a Las Vegas, sarà il primo a sposare una filosofia che vuole il giocatore lusingato e soddisfatto, con moquette sotto i piedi ed un bicchiere di whisky in mano, perché a suo dire: “Good food, good whiskey, good gamble“. E visto il successo che raggiungerà a Sin City, non solo grazie all’ Horseshoe, c’è da credere che avesse ragione.

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La sua vita è insomma degna di un film, e nelle 288 pagine di questo volume ne viene fuori una storia – specie quella del periodo di Dallas – che in qualche modo negli anni è passata un po’ sotto traccia. Sfogliare le pagine di questo libro vi farà venire in mente un film dei fratelli Cohen, ed a tratti faticherete a credere che tutto quanto vi sia raccontato sia effettivamente accaduto, a ben guardare neppure troppo tempo fa.

Corredato di diverse pagine di fotografie che ritraggono molti dei personaggi raccontati, “I’ll do my own damn killin’” vale certamente la vostra attenzione, se amate le storie dove gangsters, azione e gioco d’azzardo si intrecciano in un nodo indissolubile. Un mondo, quello vissuto da Benny Binion – morto nel 1989 a seguito di un arresto cardiaco – destinato a non tornare: se rimpiangerlo o meno, starà al lettore deciderlo…