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Phil Hellmuth: analisi di una mano contro Poker Ho

Ogni anno faccio un pokerino nella mia città natale, Madison, in Wisconsin. Quest’anno è stata una partita da 1.000$ di buy in con bui a 5$/5$ per un evento di Pot Limit Hold’em. Il gioco è iniziato alle 4 del pomeriggio e alle due di notte già c’erano sul tavolo più di 50.000$.

Con stack così deep sei in grado di giocare il 40% delle mani distribuite e fare ancora soldi. Giocare così tante mani però richiede il giusto mix di fegato, cuore e abilità di bluffare.

Ho giocato una mano con il Pro di UltimateBet.com conosciuto come Poker Ho. Con bui saliti a 10$, Poker Ho e Jon Green hanno limpato e ho chiamato anch’io dal bottone con j 6 . Al flop è sceso: J – 5 – 2 rainbow (di semi diversi). Poker Ho esce puntando 50$, Green chiama e io decido di puntare il piatto. I giocatori sui bui foldano e Ho controrilancia 520$, un raise dunque di 320$. Green folda e io chiamo il reraise di Ho. Il turn è un 8. Ho punta il piatto ed io velocemente foldo la mia mano. E’ stata un’ottima mossa. Poker Ho più tardi mi ha detto di aver floppato set di 5.

Rivediamo la mano:
adoro la puntata di 50$ di Poker Ho al flop con il set di 5. L’alternativa poteva essere di slowplayare la sua super mano e puntare 20$ o addirittura checkare al flop, ma poi avrebbe rinunciato ad ogni chance di vincere un grosso piatto. Checkare il flop sarebbe stata comunque l’opzione peggiore per lui, poiché avrebbe negato agli altri 3 giocatori la possibilità di check-raisare il piatto, costando potenzialmente ad Ho molta azione. Se uno dei blinds avesse provato un check-raise con, diciamo, J-2, J-5, 5-2 o K-J e poi tutti avessero fatto check, ogni giocatore avrebbe potuto poi temere che la sua mano non fosse più buona e avrebbe avuto sicuramente meno voglia di mettere altri soldi nel piatto al turn. Anche un 6, un 4, un 3 o un Asso avrebbe limitato l’azione di Ho, poiché poteva temere che uno degli avversari avesse scala.

L’altra possibilità ragionevole che aveva Poker Ho era di fare una puntata inferiore al flop. D’altra parte una puntata di 20$ avrebbe concesso l’opzione a qualcuno dei bui di fare un check-raise o far entrare nel piatto un altro giocatore con una coppia di 2 o con in mano Asso carta alta. Una puntata simile avrebbe attirato anche il call di un giocatore con una scala ad incastro (6-4, 6-3, A-4 o A-3) che avrebbe così guadagnato un grosso piatto se avesse poi completato la sua scala. Quindi: mi piace la puntata di 50$ più che una da 20$. Il check invece sarebbe stata una brutta mossa.

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La mia puntata di 260$ al flop è stata ragionevole. Ho rilanciato il piatto perchè pensavo di avere probabilmente la mano migliore e volevo capire dove stavo esattamente nella mano. Mi piace moltissimo il reraise di 310$ di Poker Ho, specialmente perchè lo ha fatto alla velocità della luce e mi ha lasciato un po’ perplesso. Odio il mio call di 310$. Ho rilanciato al flop per vedere dove stavo e il reraise di Poker Ho mi diceva che ero sconfitto, ma ho chiamato lo stesso! Nice playing Phil.

Non sono d’accordo con la puntata del piatto di Ho al turn. Perchè farmi abbandonare la mano quando aveva una monster?  So perchè l’ha fatto comunque. Voleva accertarsi che non chiamassi con 4-3, che lo avrebbe battuto nel caso in cui un fortunato A o 6 cadesse al river. La sua puntata sostanziosa mi ha dato l’opportunità di allontanarmi facilmente e abbandonare la mia mano marginale.

Tratto da: “La mano della settimana” a cura di Phil Hellmuth.