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Strategia di poker: il double barrel

Con il termine double barrel si fa comunemente riferimento ad una seconda puntata effettuata al turn dopo che si è scelto di attuare una continuation bet al flop. La scelta se farla o meno è naturalmente influenzata da diversi fattori, e risulta quindi impossibile approntare delle regole precise valide in ogni occasione.

Tuttavia si possono tracciare alcune linee guida che aiutino nel processo decisionale, esattamente il compito che si è prefissato il giocatore e coach Andrew “muddywater” Wiggins in questo suo articolo strategico.

“Molti dei player ai limiti bassi utilizzano in maniera eccessiva le double barrel. Con l’idea di giocare LAG, tendono a ritenere che un approccio del genere debba richiedere un gran numero di bluff. Tuttavia lo stile loose aggressive è in verità basato essenzialmente sull’uso della posizione e sul proiettare una immagine al tavolo che faccia credere agli altri che si sta giocando più loose di quanto invece si stia facendo realmente. A questo scopo, è ovvio che di tanto in tanto bisogna sparare una bet sul turn anche con niente in mano.

In molte situazioni e soprattuto agli stakes più bassi, dopo una standard c-bet al flop è invece meglio arrendersi se la vostra mano non ha improvato. L’efficacia di una double barrel risulta certamente maggiore ai limiti più alti, per via della minor presenza delle calling station. Personalmente faccio una second barrel in circa il 20% dei casi, cosicché le mie puntate possano continuare ad essere rispettate. Credo infatti che questo fattore sia tra i più importanti, e visto che parecchie volte al turn avrò poco o niente è meglio che quando punto gli altri credano il contrario.

Andrew 'muddywater' WigginsLo spot più facile dove piazzare una second bet è quando l’avversario è chiaramente in floating. Se vi accorgete che un giocatore lo fa spesso, allora è il momento di sbarrellare ancora perché di solito vincerete diversi piatti mandando al contempo anche un preciso segnale all’altro. Prima di considerare una second c-bet osservate sempre la texture del board e la velocità della partita. L’ideale è che al turn scenda una scary card per procedere.

Ad esempio: se il board è q 7 2 e sul turn arriva un a , potrete rappresentare l’Asso e piazzare un’altra puntata. Se invece su quello stesso board scende al turn un 2 la situazione naturalmente cambia, perché se prima potevate indurre al fold una coppia di Q nel secondo caso è improbabile che invece la passi.

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Se sul board c’è una seconda carta vicina in valore a quella più alta, esiste la concreta possibilità che l’altro abbia chiamato la vostra c-bet con la second pair.

Mi spiego meglio: se il flop è k j 4 , l’oppo potrebbe callare spesso con una mano come a j per poi foldare ad una second barrel se al turn arriva una blank. Situazioni buone sono anche quelle dove è possibile piazzare un semi bluff, anche se dipendono di più dalla vostra lettura dell’avversario. Infatti, se bettate turn e l’altro vi check-raisa allora spesso non avrete altra scelta che foldare. L’eccezione sarà quando avrete già messo nel piatto parecchio denaro e avete in mano un combo draw: le odds saranno quelle giuste per pushare.

Con una second barrel impedirete agli altri di prendersi una free card, ma osservate sempre le loro tendenze ed in particolare due fattori: 1) se fanno slow play con le mani forti e 2) quanto spesso vanno in check-raise. Prestate attenzione anche ai time tells: un insta-call al flop di solito significa debolezza.

In definitiva, comunque, la cosa più importante da tenere a mente è che la frequenza con cui fare double barreling va mantenuta bassa. Serve a bilanciare il vostro gioco e a creare azione quando avrete mani forti. Ricordatevene la prossima volta che farete una second bet con la convinzione che l’altro sia debole pur senza averne alcun motivazione plausibile.”