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Antony Bottiglieri: “nelle scommesse, l’unico metodo giusto è puntare per valore”

Intervista con il bettor professionista Antony Bottiglieri che dispensa consigli agli appassionati di scommesse di Assopoker.

Scritto da
24/01/2019 13:22

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Antony Bottiglieri è un brillante scommettitore professionista/sport trader, molto popolare anche sui social che opera anche come consulente. Avevo in passato letto delle sue analisi e confrontandomi con lui, ho avuto riscontro della sua preparazione tecnica ed un approccio mentale nel betting e nell’exchange che è difficile riscontrare nella media dei bettors. Senza dubbio i lettori di Assopoker possono prendere spunto da alcune sue considerazioni.

Antony Bottiglieri

Ciao Antony, da quanto fai lo scommettitore professionista?

Faccio lo scommettitore professionista da 6 anni, contemporaneamente ho svolto anche altri lavori nel campo digitale, ma ho deciso di concentrarmi solo sulle scommesse dal 2015 in avanti.

Ti possiamo chiedere come hai acquisito know-how in un mercato così difficile? Con l’esperienza oppure hai seguito dei coach?

Sono un auto-didatta, ho la fortuna che le mie due grandi passioni combaciassero: matematica e scommesse. Il mio è un percorso e una formazione che sono maturate con l’esperienza, ma devo dire che frequentare persone che hanno il mio stesso stesso mindset, mi ha aiutato molto per fare il salto di qualità (esperti di finanza, pokeristi professionisti ecc).

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Operi principalmente sui canali tradizionali delle scommesse o nel betting exchange?

C’è il falso mito che l’Exchange sia il professionismo, ed i canali tradizionali non il professionismo. Dicono che il mercato delle scommesse italiano non sia granché, ma non è così. Anche perché la stragrande maggioranza delle cose fattibili in Exchange, è possibile farle anche nei canali tradizionali. All’estero c’è la possibilità di accedere al mercato asiatico che è il più ricco del mondo, e non è Exchange.

Tu operi però nell’exchange se non ho capito male.

Si, fatta questa premessa, io opero quasi esclusivamente in Exchange.

C’è uno sport oltre al calcio e al tennis che secondo te si presta al betting e all’exchange e che è un mercato sottovalutato da molti?

Mi diletto molto con la F1 e quando sono in Italia scommetto su questo sport anche in agenzia.

Secondo te però se operi su book molto famosi, il ban non arriva facile per i vincenti?

Ci sono metodi per non farsi bannare da colossi del tradizionale. Per esempio, io tendo a piazzare lì le coperture delle operazioni fatte in Exchange, perdo qualche tick, ma ho la possibilità di operare su mercati più esotici.

Qual è il tuo approccio al betting e al trading?

Sono contrario a qualsiasi tecnica. Trovo che siano inefficienti. Così come trovo inefficiente il discorso legato a statistiche e classifiche. Io semplicemente faccio Value Betting, mi aiuto grazie ad un software creato da me, e all’esperienza che ho accumulato. Riesco ad individuare le quote dei book con precisione millimetrica molto spesso(sbaglio al massimo di 3/5 tick), quando le mie quote sono molto discordanti da quelle dei book allora entro a mercato.

Secondo te perché in Italia si continua a sottovalutare il concetto di value betting nelle scommesse?

Perché in Italia tendiamo a cercare di rendere tutto semplice, e avere un “metodo” rende il tutto meccanico e molto più semplice da comprendere. Questo è il motivo per il quale il Value Betting non è molto in voga, nonostante sia l’unico modo per fare profitto. Le cose serie interessano a pochi. Ma devo dire che anche all’estero il livello non è molto alto, anzi. Se in Italia si parla poco di Value Betting, all’estero se ne parlerà anche, ma in maniera molto superficiale.

C’è qualche consiglio che ti senti di dare per chi vuol provare a seguire il tuo stesso percorso?

Studiare, studiare e ancora studiare. Oltre che testare e temprare il carattere. A me sono tornate molto utili le nozioni basiche di matematica finanziaria e matematica attuariale, mi approccio ai mercati come fa un investitore(del resto, parliamo di investimenti a tutti gli effetti). Invito anche a non sottovalutare nulla…

Per esempio? Sei del partito delle short odds oppure delle quote più alte?

In UK ci sono professionisti che giocano massimo a quota 1.40/1.50, in Italia c’è la convinzione che si debba “bancare basso e puntare alto”, è errato. Bisogna semplicemente trovare il valore. Anzi, spesso più la quota si alza, più il payout si abbassa. Quindi c’è meno valore.

Grazie Antony!

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