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Scommesse

Esistono tipster affidabili? Ecco 6 ragioni perché scommettitori vincenti vendono pronostici

Una bassa percentuale di tipster nelle scommesse è vincente: vi spieghiamo le motivazioni che li spingono a condividere le loro previsioni.

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18/04/2017 12:03

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Nel mercato del betting si è diffusa la moda del tipster, ovvero di colui che vende o regala pronostici. E’ bene dire che nelle scommesse non è così facile essere vincenti e così anche tra i “segnalatori” vi è una bassa percentuale di fonti affidabili. E’ molto difficile valutare se un “informatore” è vincente e può portarvi ad ottenere un ROI positivo. Spesso leggiamo di statistiche e di guadagni importanti da parte di perfetti sconosciuti ma anche di note piattaforme che offrono servizi dei loro guru. Però non è giusto neanche affondare l’intera categoria. Esistono anche tipster vincenti. Vi spieghiamo perché….

LE RUN POSSONO ESSERE FUORVIANTI

Iniziamo però affrontando un altro problema quando si parla di tipster: anche quando i dati e lo storico sono attendibili, lo yield positivo può essere frutto solo di una run vincente. Il campione di bets è fondamentale. 100, 200 scommesse non vogliono dire nulla. Non è assolutamente facile valutare lo spessore di un esperto di betting nel long term, perché se nel poker le run sono spesso importanti, nel betting sono ancora più decisive e fuorvianti. Questo aspetto crea spesso confusione e incertezze anche nel mercato degli informatori.

RECENSIONI E TEST

Il mercato comunque vi può offrire degli spunti interessanti. Vi abbiamo spiegato un metodo molto semplice (leggi qui) ma ce ne sono altri. Vi sono inoltre in Gran Bretagna dei portali che fanno recensioni molto oneste e puntuali (dopo lunghi test effettuati da esperti) sulle società di tipster che possono risultare utili.

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AVVERTENZE

Andateci con i piedi di piombo perché il 90% dei tipster non sono realmente vincenti e di quel 10% spesso le run vi traggono in inganno. Prima di poter “investire” su un esperto (i più bravi lavorano in privato e solo con un numero ristretto di clienti) dovete aver fatto diverse verifiche. Valutate molto bene anche come scommette, con che quote e su quali eventi sportivi e se è specializzato o meno su un mercato.

I FALSI MITI SUI TIPSTER E LA DEMAGOGIA….

Ma oggi il punto è un altro. Spesso sui tipster se ne leggono di tutti i colori, soprattutto sui social: “ma se uno scommettitore è vincente perché vi deve passare i suoi pronostici e vendere le sue strategie? Se è un vincente e conoscere il metodo per guadagnare perché dovrebbe condividerlo con voi?”.

Sbagliato! Questa è una delle più grosse fesserie mai sentite, ma è anche un luogo comune che su Facebook e sugli altri social network si leggono più di frequente. Oramai su alcune piattaforme regna la demagogia e si ragiona solo attraverso slogan, schemi e pregiudizi. Ma sostenere una cosa del genere è la chiara dimostrazione che non si conoscono le dinamiche del mercato delle scommesse che ben differente dal poker (anche se il livello del gioco è diventato più duro negli anni proprio per la condivisione delle strategie etc).

 

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VENDITORI DI FUMO HANNO ROVINATO CREDIBILITA’ MERCATO

Purtroppo però queste affermazioni sono spesso ritenute sentenze inappellabili, solo e perché molti “tipster”improvvisati vendono fumo ed hanno distrutto il mercato degli informatori, vendendo sistemoni di multiple senza senso proprio sulle piattaforme più frequentate come Facebook.

E’ vero che 9 tipster su 10 non sono affidabili (il fenomeno si è allargato a macchia d’olio) ma ci sono almeno 6 ragioni perché uno scommettitore vincente vende i suoi pronostici o rivela i suoi metodi. Eccole:

1. BAN DEI BOOKMAKERS

Proprio perché vincenti, spesso gli scommettitori sono oggetto di ban da parte dei bookies o di forti limitazioni nelle puntate. L’anno scorso abbiamo assistito a migliaia di account bannati in Gran Bretagna e in Spagna, solo perché i bettors avevano battuto ripetutamente il banco. E diversi scommettitori, stufi di dover aprire account su account su altre compagnie (o a nome di parenti etc) o pagare percentuali ad amici (anche l’1% può essere determinante nel betting) hanno deciso che il vero business sono i servizi. Inoltre, uno spirito di vendetta nei confronti dell’industria del settore, li rende ancora più motivati.

2. PROBLEMI DI BANKROLL E ROI BASSO

La maggior parte degli scommettitori vincenti che sono riusciti a battere il banco (ed abbattere la percentuale di allibramento), hanno un ROI comunque relativamente basso, spesso i più bravi riescono ad arrivare nel lungo periodo al 3%-4%. Quindi per fare il professionista occorre investire molto denaro ed avere un bankroll profondo.

Parecchi non se lo possono permettere e per finanziare la loro “attività” hanno bisogno di entrate extra o di “quotisti” e “azionisti”. Il modo migliore per mettersi in luce è condividere i propri pronostici sia gratuitamente (più raro) che a pagamento. Con la vendita dei servizi possono iniziare ad avere maggiori entrate da re-investire nei loro piani di betting. Inoltre, con uno storico certificato da parte di una piattaforma affidabile possono trovare finanziatori o sindacati di scommettitori che si affidano a loro.

3. VARIANZA, ESIGENZA DI DIVERSIFICARE E CONDIVIDERE IL RISCHIO

Come detto in precedenza, in questo settore, anche per i più forti, la run è decisiva e spesso il bettor può andare incontro a run negative molto lunghe e questo periodo negativo può minare anche mind set di ferro.

Ci sono molti fattori imprevedibili che influenzano il risultato finale di un evento sportivo che possono ribaltare pronostici sensati. Anche i migliori hanno di fronte sempre l’ignoto, sono consapevoli che dopo aver vinto per anni tutto può cambiare sul mercato (magari il sistema di calcolare le quote o la gestione del rischio delle società di scommesse). C’è quindi l’esigenza di diversificare, ridurre la varianza con entrate fisse, vendendo i propri segnali o pronostici. E’ un modo anche questo per condividere il proprio rischio.

4. PROBLEMI DI DISCIPLINA, BANKROLL MANAGEMENT E PRESSIONE (DENARO)

Capita che tipster di talento siano scommettitori con grosse skill e preparazione (quelli vincenti in genere hanno un approccio matematico-statistico e l’istinto c’entra poco) ma con un pessimo mind-set o disciplina. Sentono la pressione nell’investire sulle proprie scommesse ingenti somme di denaro, oppure sono dei gamblers e in passato hanno commesso dei gravi errori di bankroll management.

Quando inizia una run negativa, lo scommettitore indisciplinato spesso alza il suo livello di puntata solo per recuperare le perdite. Esce dalla gestione del bankroll e va in rovina. Spesso, bettor teoricamente vincenti sono dei pessimi gestori delle loro risorse ed alla fine, una volta compreso il problema, si trasformano in tipster molto affidabili per continuare a guadagnare con continuità ma senza la pressione di dover rischiare il proprio denaro.

5. FINANZIARE MODELLI E SOFTWARE

Perché i bookmakers guadagnano e il 90% degli scommettitori perde? Per il semplice fatto che il banco ha alle spalle metodi e modelli matematico statistici per gestire il rischio nel migliore dei modi, al contrario dei bettors che si affidano solo sull’istinto e la propria sensibilità. Con l’istinto non si va da nessuna parte.

Quelli vincenti, in genere, riescono a capire quali sono i dati sensibli che, nella maggior parte dei casi, condizionano l’esito finale di un evento e sviluppano software e database per rendere efficenti nei migliori dei modi i loro sistemi. Operazioni che richiedono tanto tempo (che ha un costo) e investimenti. Spesso, per un lasso di tempo limitato, vendono le loro informazioni. In Gran Bretagna vi sono parecchi esempi viventi, in particolare traders di Betfair come Dan Weston che ha sviluppato un enorme database sul tennis maschile con software capaci di estrapolare dati sensibili e decisivi. Il suo blog è molto seguito.

6. MANIPOLARE IL MERCATO O ACCRESCERNE A PROPRIO FAVORE LA LIQUIDITA’

La liquidità nel mercato del betting è importante e spesso condiziona prezzi e mercati. Per questo motivo alcuni tipster vendono o regalano propri segnali, spesso vincenti, ma a volte inseriscono delle previsioni solo per manipolare la linea delle quote. Più sono credibili (e quindi vincenti come informatori) e più possono condizionare il mercato. In mano a loro c’è un enorme potere che si creano però dopo molti anni.

Bisogna fare la massima attenzione in questi casi. In una nota piattaforma di tipster, un esperto di calcio brasiliano adottava una strategia del genere ed ogni tanto inseriva la “sorpresina” che mandava fuori strada molti bettor, i quali però godevano anche di segnali vincenti e continui. Ma i casi e gli esempi si sprecano.

Ci sono inoltre trader che vendono o regalano strategie di Betting Exchange solo ed unicamente per accrescere la liquidità del mercato. Tanto non esistono strategie vincenti a prescindere: dipende sempre dalle skills e il mind set del trader. Sono queste le qualità che fanno la differenza ma spesso, per il trader vincente, la liquidità è un aspetto vitale per i suoi trade quotidiani.

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