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Scommesse

Scommesse: partite truccate e pronostici “sicuri” al 100%, le ultime truffe sui social. I trucchi

Sui social è diventata sempre più una giungla con truffatori che promettono scommesse e pronostici sicuri su presunte partite truccate. Vi sveliamo i loro trucchi per truffare ingenui e/o avidi utenti su Facebook, Youtube ed altre piattaforme.

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06/12/2018 16:03

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Il paradosso dei paradossi è che su Facebook da anni operano indisturbati migliaia di truffatori che difficilmente verranno mai bannati o se sono raggiunti da un provvedimento restrittivo, oramai è troppo tardi. E’ una delle tante facce di quella che è oramai diventata una giungla. Altre piattaforme come Youtube sono infestate di video e pagine di venditori di fumo e veri e propri truffatori nelle scommesse che promettono segnali vincenti e sicuri su partite truccate.

Purtroppo c’è un esercito di ingenui pronti a cascare in questi scam. Si illudono del guadagno facile, ma nessuno ti regala nulla sul web.

Le false promesse delle partite sicure e taroccate

Capita a volte (soprattutto per coloro che sono in gruppi di scommesse) di essere contattati da sedicenti “guru” del betting che propongono di vendere pronostici al 100% safe su partite truccate per le scommesse (in genere calcio e tennis), quello che viene definito “match fixing”.

In genere in cambio di soldi o di una semplice affiliazione ad un bookmaker (vi mandando link di affiliazione): siete obbligati a versare una cifra iniziale e tenere i soldi sul vostro conto, nella più tranquilla delle ipotesi.

Anche se fosse vero sarebbe comunque un reato punito penalmente (essere complici di giro di eventi sportivi truccati). Ma in realtà sono al 100% truffe (anche perché chi trucca le partite si guarda bene di sbandierarlo ai quattro venti).

I metodi per i “polli”

I criminali seguono vari metodi nei quali i potenziali “polli” possono cascarci (su grandi numeri riescono comunque a trovare persone troppo ingenue e/o avide). Uno dei metodi storici e più efficaci è il 9-3-1.

Il sito “IoGiocoPulito.it” denuncia il fenomeno: “se cercate su Google “Match fixed tipsPronostici partite truccate”, vi escono davanti agli occhi tantissimi siti e pagine Facebook, quasi tutti dell’Est Europa, che vertono sull’argomento. Questi siti/pagine dicono di offrire, dietro pagamento, il risultato di partite di campionati minori che sono state truccate. Non è raro trovare anche foto, retrodatate ovviamente grazie alla apposita funzione di Facebook o comunque ritoccate con PhotoShop, per far vedere l’autenticità della giocata ed invogliare gli ingenui acquirenti”.

Il metodo 9-3-1

Come detto, uno dei metodi più usati e da sempre in voga è quello chiamato 9-3-1.

In cambio del segnale vogliono €100/€200 (o l’affiliazione online ad un bookmaker) e una percentuale sulla vincita in cambio del segnale “sicuro”. Sicuro si…. per i loro guadagni truffaldini.

Ma come riescono ad essere credibili? Grazie allo spam selvaggio con, a volte, la conferma, dei fortunati vincitori che, ingenuamente, diventano loro complici. La domanda è? Ma a seguito di uno spam così massiccio, come fanno i social network a rimanere indifferenti? Stiamo parlando di un enorme bug nella sicurezza di queste piattaforme.

La vendita di 9 segnali: il trucco

Lo schema è quello di vendere tipo 9 segnali: 3 sul segno 1, 3 sul segno X e 3 sul segno 2 della stessa partita naturalmente. Una volta venduti tutti i 9 segnali hanno già in tasca qualcosa come una cifra che varia dai 900 ai 1.800 euro.

Poi giocano una schedina da 10/20 euro sul segno 1, una sul segno X e una sul segno 2. Quella con il pronostico esatto verrà in seguito pubblicata sulla loro pagina Facebook o Instagram ed iniziano a fare brag e vantarsi che i loro segnali sono sicuri al 100%.

Dopo questo passaggio, naturalmente bannano i 6 ingenui perdenti che oltre ad ever pagato per il segnale avranno perso parecchi soldi nelle scommesse. Una volta bannati non possono più contattarli né interagire nella pagina dei presunti Guru del betting.

Rimangono i 3 vincenti che gasati dalla vincita  proveranno a comperare un nuovo segnale, questa volta anche ad un prezzo più alto. Stesso schema di prima: ad uno sarà assegnato il segnale sull’ 1, all’altro sulla stessa partita il segno X ed infine ad un terzo il 2. Il vincitore è sicuro mentre gli altri due saranno bannati.

A questo punto per il vincitore degli altri due round (delle due precedenti scommesse) verrà chiesta una bella cifra che difficilmente esiterà a non versare (considerando anche le vincite delle ultime due bet) mentre i commenti negativi degli altri due truffati saranno bloccati e cancellati. Tutto alla luce del sole senza che nessuno intervenga.

Il sistema di affiliazione ai bookmakers

Se invece i criminali non chiedono soldi in cambio ma solo l’iscrizione ad un bookmaker con il versamento di soldi per il primo deposito, il loro guadagno sarà dato dal gioco perdente (che con questo schema è garantito) degli utenti che sono cascati nella trappola.

Quando sarete contattati da questi truffatori conviene mandare una segnalazione su Facebook, al bookmaker (in caso di link di affiliazione) e alla polizia postale. Farete un favore a voi stessi e alla comunità.

I paradossi di Facebook: concorrenza falsata, i ban discriminatori

Infine un pensiero finale: Facebook continua a bannare in modo random le pagine sul poker, spesso ha oscurato account senza criterio, anche quelle dedicate solo alle news, in particolare quelle autorizzate dallo stesso social network, censurando il legittimo diritto di cronaca dei siti internet di informazione e danneggiando non solo la libertà di stampa ma anche la concorrenza nel settore, visto che senza criterio alcuni competitor possono lavorare ed altri (precedentemente autorizzati) no, dopo il Decreto dignità (?).

Lo stesso sta accadendo ai concessionari, ovvero ad operatori che hanno una concessione dello Stato (perché il gioco è LEGALE): alcuni si trovano bannati, altri no. Invece molti criminali che operano sul web difficilmente vengono bannati se non dopo molto tempo.  Siamo oramai al paradosso.

La speranza è che i social network migliorino i loro servizi, vi sia maggiore attenzione alla sicurezza e tutela dei propri utenti, con maggiori e più efficaci controlli di qualità. Ma spetta anche agli utenti di queste piattaforme fare la loro parte, denunciare e segnalare sempre chi truffa.

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