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Scommesse

Scommesse UK: a rischio lo streaming delle partite sui bookmakers, scontro con il Governo

Conflitto evidente e rottura totale tra le società di scommesse britanniche ed il Governo: l'ultima proposta populista riguarda gli appassionati di sport e chi ama il fascino della FA CUP.

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13/01/2020 12:30

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Oramai le soluzioni “populiste” (poco efficaci ma di facciata) sono diventate una pericolosa moda quando si parla di gioco legale, in particolare nell’opinione pubblica e tra i politici in tutta Europa.

Sono innumerevoli i “regali” fatti in questi mesi dai Governi di Italia, Belgio e Spagna (pensiamo solo al ban totale della pubblicità) alle società che operano senza licenze (in particolare ringraziano quelle asiatiche) favorite indirettamente da norme la cui efficacia sul freno delle ludopatie sono del tutto inefficaci ma fanno rumore. Il “pressapochismo” è dilagante anche in Gran Bretagna patria da sempre delle scommesse sportive ed ippiche. La lobby dei book è sempre stata forte ma negli ultimi anni il vento è girato.

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Il braccio di ferro tra il Governo ed i bookmakers è evidente e a farne le spese sono i semplici appassionati e scommettitori della domenica che ora vedono a rischio anche la possibilità di seguire gli eventi sportivi in streaming sulle piattaforme di betting legali, quando diversi bookmkaers stranieri (anche russi) trasmettono di tutto, hanno un palinsesto da fare invidia anche alle televisioni satellitari.

La FA, la federcalcio inglese, è ora sotto pressione con il Governo del Regno Unito perché ha siglato un contratto di trasmissione delle partite di FA CUP con alcune gaming company che possono, dalle loro piattaforme, rendere visibile ai propri clienti le partite della manifestazione più antica del calcio europeo.

Nicky Morgan, Segretario di stato per la cultura, i media e lo sport, ha invitato l’organo esecutivo del calcio inglese a “riconsiderare” i suoi accordi commerciali con i bookmaker online, dopo che è stato reso di dominio pubblico un messaggio di Bet365 che ha chiesto ai propri clienti di avere almeno 5 sterline depositate sui propri conti gioco per guardare i match di FA CUP. Stiamo parlando di un deposito minimo di 5 sterline, non di 500…. Ma il fatto ha scatenato un vero polverone mediatico.

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Bet365 ha ribadito che per vedere lo streaming, in realtà, basta anche una sola sterlina.

La maggior parte dei bookmakers del mondo trasmette eventi sportivi richiedendo dei depositi simbolici proprio per testimoniare che il conto sia attivo. In genere questi streaming attirano giocatori low stakes.

Nel 2017 la FA (federcalcio inglese) ha firmato un accordo di 6 anni con l’agenzia IMG, la quale era libera di vendere diritti in streaming anche per match della Coppa d’Inghilterra alle società di betting. IMG a sua volta ha stretto deal con Bet365, Betfair e Ladbrokes Coral Eurobet.

A seguito dell’intervento di Morgan. Bet365 ha dichiarato di non avere un accordo esclusivo con la FA CUP. GVC (proprietario di Ladbrokes Coral oltre che di Bwin e PartyPoker) e Flutter (Betfair e PaddyPower) hanno dichiarato che la trasmissione degli eventi riguarda solo clienti attivi (che avevano scommesso nelle 24 ore precedenti all’evento).

Altri Ministri si sono schierati per la rescissione dell’accordo in corso. Nigel Adams, ministro dello sport, ha dichiarato: “Il quadro sul gioco d’azzardo è cambiato dal 2017 quando questo accordo è stato firmato. Tutti gli enti sportivi devono essere consapevoli dell’impatto che il problema del gioco d’azzardo può avere sui più vulnerabili”.

Fine delle trasmissioni? Ci sarà presto un oscuramento generale? Domande legittime, mentre i bookmakers russi ed asiatici ringraziano e sono pronti a rilanciare e rendere visibile qualsiasi manifestazione sportiva, ora più che mai.

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