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Storie di Assopoker

Intervista ad Andrea Carini: “non credo nel talento se non è accompagnato dalla disciplina”

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15/11/2019 16:30

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Le nostre “Storie di Assopoker” sono andate a trovare Andrea Carini, uno di quei giocatori che hanno continuato a ottenere importanti risultati anche in momenti in cui il poker ha vissuto le fasi più critiche.

Andrea Carini

Andrea “OMG?_?JOKER” Carini, famiglia, lavoro e successo

Vive a Piacenza dove ha formato una bellissima famiglia alla quale è legatissimo e che è diventata il centro della sua esistenza negli ultimi anni. Non ha mai smesso di vincere ed è il prototipo del giocatore che crede nello studio, nella disciplina e nel lavoro serio e costante.

Le Storie di Assopoker hanno fatto quattro chiacchiere con Andrea “OMG?_?JOKER” Carini.

Ciao Andrea, so che ogni tanto vieni a trovarci per leggere i nostri articoli, saprai quindi che la prima domanda della nostra rubrica è sempre “a piacere”. La maggior parte del field che gioca sul .it sa certamente chi sei, ma una rinfrescata non fa mai male. 

“Ciao Andrea! Ultimamente quando non passo il tempo a lavorare (lato poker grinding e studio) dedico la mia vita principalmente alla famiglia che è la più grande soddisfazione che si possa avere dalla vita. Condividere esperienze e quotidianità con chi veramente ti vuole bene è qualcosa a cui penso ognuno nella vita debba ambire. 

Quando proprio ho tempo dedico anche qualche ora agli e-sport dei quali sono molto appassionato e dove ho anche degli ottimi risultati”.

Vita privata nella tranquillità di Piacenza

Come è Piacenza? Ne parlano tutti in modo positivo. Tu che la vivi quotidianamente, se dovessi sponsorizzarla per l’ufficio del turismo, come la descriveresti?

“Piacenza la ho scelta perché è una piccola provincia tranquilla dove la mia famiglia può crescere con serenità.

Tra l’altro io vivo sulle colline in mezzo a un bel paesaggio, aria sana e ottima cucina 😂😂”

Ci conosciamo dai tempi in cui il poker cominciava a entrare con una certa frequenza nelle abitudini degli italiani, i live erano tanti e facevano il pienone e i garantiti delle room online attiravano molti più giocatori ricreativi. Quali sono le differenze che più ti fanno pensare a quel periodo rispetto ai giorni nostri?

Le differenze sostanziali sono 2: essendo un gioco “nuovo” c’era molta hype e si vivevano appieno le emozioni (con grandi montepremi e non), la gente in genere non “haterava” e c’era un habitat divertente fra amatori e professionisti.

Seconda differenza: essendoci molta più liquidità nell’ambito poker si guadagnava quasi 5/10 volte all’anno in più rispetto a quello che si guadagna ora e questa scomparsa di liquidità è dovuta a più fattori che tutti conosciamo…”

In virtù di questo, come ha fatto Andrea Carini a rimanere un giocatore vincente che continua a far registrare risultati su risultati? Esiste un segreto particolare oltre, immagino conoscendoti, al metodo e all’aggiornamento? 

“Fondamentalmente il mio carattere è molto disciplinato e lo è soprattutto nell’ambito lavorativo per cui, anche se i guadagni sono inferiori ad anni fa, sono comunque superiori alla maggior parte dei lavori che esistono attualmente. 

Detto questo abbandonare la conoscenza che ho immagazzinato nel tempo sarebbe stato uno spreco troppo grosso. Quindi ho continuato a studiare ed applicarmi anche un po’ affascinato dall’evolversi del gioco.

Il segreto non c’è, ho creato il mio mindset nel tempo e me lo porterò dietro in tutti gli ambiti della vita”.

Marco Bognanni compagno inseparabile

Dopo tanti anni un giocatore tende a selezionare le persone con cui si misura per i post sessione, per un colpo particolare, per lo scambio di informazioni. Detto tra noi, ci leggeranno solo 3.000 persone, chi sono i tuoi interlocutori preferiti?

Di colleghi nell’ambito del poker con cui mi confronto ne ho tanti e dovrei veramente elencarne troppi, però diciamo che circa 13 anni fa abbiamo intrapreso un percorso insieme io e Marco Bognanni essendo entrambi di Piacenza. Quindi attualmente penso sia la persona con cui mi confronto di più oltre che una persona che stimo in ambito extra-poker (cosa fondamentale).

Da sinistra Carini, Stevanato, Fratti e Bognanni

Come si sviluppa, e che caratteristiche ha, se esiste, un tuo classico post sessione?

“In genere il mio post sessione penso sia quello classico di tanti professionisti: nei periodi di grinding minore aumenta lo studio e, viceversa, diminuisce all’aumentare degli impegni sul campo per non pesare troppo mentalmente sul periodo e rimanere focused. 

Di solito vario fra l’analisi delle mani utilizzando software e guardando video di professionisti generalmente .com”.

Lontano dalle polemiche

Il tuo atteggiamento dentro e fuori dal tavolo non ha mai cessato di essere piuttosto lontano dalle polemiche, almeno da quelle pubbliche. Il modo di porsi di ognuno di noi dipende ovviamente dalle esperienze, ma che vantaggi dà, se li dà, non essere praticamente mai fuori dalle righe?

“Personalmente credo che il poker vada interpretato come un lavoro e tutto quello che succede al di fuori dei tavoli debba essere preso con le pinze. Per cui penso che “haterate” e discussioni varie, siano una perdita di tempo, tempo prezioso da dedicare ad altre cose fondamentali extra poker.

Già di per sè il poker è un gioco che ti porta ad essere abbastanza asociale, se poi il resto del tempo lo dedichiamo solo ad esso, finiamo per chiuderci la mente in un solo ambito e non è quello che voglio dalla mia vita.

Io penso che bisogna avere una vita sociale extra poker così da “capire come va il mondo reale”, purtroppo molti/tanti pro non si rendono realmente conto di quello che capita lontano dal tavolo”.

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Spesso parlo coi giocatori di “atteso annuo”, che penso sia il paradigma rispetto al quale ruota un’eventuale decisione di rimanere in questo mondo o uscirne del tutto per battere altre strade. È così anche per te? Oppure gli obiettivi sono altri, oltre a quello economico?

“Parlando di lato economico, l’atteso annuo è troppo basso se dovessi ricominciare da zero e non consiglierei di approcciarsi a dei novizi.

Troppa pressione psicologica (soprattuto senza un mindset ben formato), troppa concorrenza e poche gratificazioni future almeno in ambito italiano.

In ambito estero c’è molta più possibilità di fare meglio ed arrivare a guadagni consistenti, ma il mio obiettivo è quello di guadagnare costantemente nel tempo utilizzando la mia esperienza e il mio studio senza sentire troppa pressione.

Diciamo che i guadagni grossi li ho fatti nel passato e momentaneamente mi va bene così”.

Non sono onestamente a conoscenza di eventuali periodi della tua carriera in cui hai provato l’esperienza .com, ma non voglio credere che tu non ci abbia quanto meno pensato… È una questione di aver trovato la tua dimensione sul .it, oppure sotto sotto l’idea di confrontarti coi più forti al mondo ti solletica l’ego?

“Sicuramente la voglia di confrontarsi con i più forti c’è e ci sono un po’ di rimpianti per non averlo mai potuto/voluto fare, ma dall’altra parte ho una famiglia che mi da soddisfazioni quotidiane più grosse di quelle che eventualmente avrei trasferendomi e lasciandoli soli a Piacenza”.

Quando ci siamo messi d’accordo per questa intervista stavano per partire gli ICOOP, così, a bruciapelo, come sono andate?

“Queste ICOOP hanno dato poche soddisfazioni fra alti e bassi, diciamo che la ciliegina sulla torta e il riassunto di quella serie di tornei, è il colpo che ho perso 15 left all’evento finale con KK contro AK e 20k al primo.”

Andrea Carini

Talento e disciplina

Il bel shot di tre settimane fa ha scatenato un bel po’ di commenti sulla tua bacheca. Uno mi ha colpito particolarmente, parla di organizzazione e disciplina ed è esattamente quello che gli osservatori, anche quelli che ti conosco meno, pensano di te. Quanto è importante l’assenza di improvvisazione nel tuo gioco? 

“Io sono uno di quelli che non crede tantissimo nel talento: in questo gioco vale ben poco, se non è accompagnato da una ancor maggior disciplina e mindset.

Diciamo che ci sono esempi, e non voglio fare nomi, che sono durati mesi o qualche anno ma che poi sono finiti inevitabilmente verso la strada “road to broke”.

In questo gioco sono in pochi quelli che rimangono per tanti anni costantemente e quelli sono dotati di vera disciplina e talento”.

Come vedi il futuro di Andrea Carini? Il poker ti farà compagnia ancora a lungo? O pensi di tradirlo con qualcos’altro?

Attualmente il mio futuro è il mio presente perché lo vivo bene e in tranquillità, questa è la mia ricetta attuale.

Se dovesse cambiare non mi sentirei troppo preoccupato..nella vita e nel lavoro nel tempo ho fatto tanti cambiamenti e mi sono sempre adattato abbastanza bene, quindi pensiamo a vivere bene il presente che è fondamentale. 

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