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Costantino Andrea De Luca, l’ex grinder diventato star di Facebook grazie alla Storia

La storia di Costantino Andrea De Luca è un esempio delle chance che oggi offre l'era dei social network. Il 24enne padovano è diventato una star di Facebook e sogna una carriera da divulgatore scientifico. Anche grazie al poker online...

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17/11/2019 12:00

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Nel poker si incontra un sacco di gente forte ma un po’ appiattita, che è troppo focalizzata su range e bilanciamenti per coltivare altri interessi. Non sempre, però. A volte questo giochino nasconde storie e persone che meritano assolutamente di venire raccontate, come nel caso di Costantino Andrea De Luca.

Diciamo subito che Costantino non è più un giocatore attivo e che ho appreso della sua esistenza da un’intervista apparsa su Open, il quotidiano online di Enrico Mentana. Da lì la curiosità di approfondire e una lunga telefonata che mi ha dato il privilegio di raccontarvi questo personaggio.

La storia di Costantino in pillole

  • 2005 – È un bambino appassionato di storia
  • 2014 – Si iscrive all’università, ma sceglie Economia
  • 2015 – Inizia a giocare a poker online
  • 2016 – Fa terzo a un Sunday Special
  • 2017 – Vince un Explosive Sunday
  • 2017 – Pensa di trasferirsi a Malta per giocare online, ma poi smette
  • 2017 – Apre una pagina Facebook di “pillole di storia antica”
  • 2019 – Tra Facebook e Instagram, supera i 200mila follower
  • 2019 – La pagina diventa un libro, autoprodotto coi soldi del poker
  • 2019 – Attira l’attenzione di Newton Compton, che decide di pubblicare il suo libro
  • 2020 – Si laurea in Economia e si iscrive alla facoltà di Storia

Costantino Andrea De Luca

Costantino Andrea De Luca, ovvero come (ri)trovare la propria strada

Trovare la propria strada nella vita non è cosa semplice. C’è chi impiega anni e chi non ci riesce affatto, accontentandosi di qualche alternativa scoperta per caso. C’è chi invece la propria strada la scopre davvero per caso, o sarebbe meglio dire la riscopre. Open ha intervistato De Luca perché da una sua pagina Facebook è nato un libro e molto altro, compresa una possibile futura carriera da divulgatore di storia antica. Così si scopre che Costantino coltiva la passione per la storia fin da piccolo, poi la accantona e intraprende studi universitari in Economia. Nel frattempo si appassiona al poker online e diventa talmente bravo da mantenersi, anche se non adora quel tipo di vita. Al contempo decide di aprire una pagina Facebook di “Pillole di storia antica” e la cosa va talmente bene da attirare l’attenzione di alcune case editrici, che gli propongono di far diventare tutto questo un libro. Non solo, perché l’andamento delle cose induce Costantino Andrea De Luca a intraprendere un nuovo percorso universitario proprio in Storia.

Intervista a Costantino (non in pillole)

Leggendo la tua intervista con Open inevitabilmente la curiosità è andata su quel periodo in cui ti mantenevi giocando a poker. Con gli altri hai abbastanza glissato sulla cosa ed è comprensibile, in un portale generalista ma noi vogliamo saperne di più. Cosa giocavi? Su quali room?

Dunque, come moltissimi avevo scoperto il poker giocando con gli amici. Poi vedevo che nelle partitine casalinghe da 5€ andavo sempre molto bene e, incuriosito, decisi di aprire un account su PokerStars. Scelsi come nickname “Ashlender” e ricordo che versai 30€ e per un po’ di tempo giocavo solo Spin da 1€. Poi mi capitò un buon moltiplicatore con vincita da 200€ e così provai a cimentarmi anche negli MTT. Il primo risultato carino fu un tavolo finale a un Sunday Evening in cui vinsi più di mille euro. Quindi cresce la fiducia e arriva il mio miglior risultato di sempre: un terzo posto con deal al Sunday Special, che mi frutta 14mila euro.

Nel frattempo avevo aperto account anche su altri circuiti come People’s e iPoker. Qui, sempre come “ashlender”, vinsi un Explosive Sunday per più di 7mila euro. Oltre a quello ci furono altri risultati che fecero crescere la mia fiducia.

Ho letto che a un certo punto eri lì lì per trasferirti a Malta. Non sei andato fino in fondo perché non ti piaceva abbastanza quel tipo di vita o c’è dell’altro, come il conflitto etico a cui accennavi nell’intervista a Open?

L’adrenalina dell’arrivare in fondo a un torneo è qualcosa di inimitabile, ma in generale è una vita che ti obbliga a ritmi prettamente notturni. E poi sì, è vero che avevo un certo malessere ma non era un vero e proprio conflitto etico. Ero e rimango convinto che se uno si impegna e si allena di più è giusto che guadagni di più rispetto a chi lo fa solo per passatempo. Il mio conflitto era più che altro relativo al dedicare tutta la mia vita a un gioco. Era quello che volevo evitare e così è stato, ma non rinnego nulla dell’esperienza da grinder. Anzi, quando ho deciso di fare della pagina un libro mi sono autoprodotto la prima edizione grazie ai soldi del poker, e devo dire che me ne sono rimasti ancora un po’.

La chat di Whatsapp da cui tutto ebbe inizio

Una cosa che mi interessa moltissimo è il fatto di essere tornato alla tua passione dopo un percorso strano, accidentato ma maledettamente personale. Hai mai pensato al fatto che in qualche modo fosse destino che tu ti riappropriassi così del tuo amore per la Storia?

Ci ho pensato e devo confessarti, da buon pokerista, che non credo nel destino. Tuttavia ammetto che sembra proprio una storia scritta da qualcuno. Quel messaggio che mi ha mandato la mia amica, invitandomi a scriverle una pillola di storia al giorno, è stato come una rivelazione. Da lì è nato tutto, da lì è nata l’idea di creare una pagina e il resto è storia.

Il resto è storia in tutti i sensi, direi. Ma cosa c’è dietro a una pagina Facebook come la tua? Alla fine la divulgazione in pillole sembra un metodo azzeccato per l’Italia di oggi, in cui il cittadino medio legge meno di un libro all’anno e spesso si ferma solo al titolo di una notizia…

Dunque, ogni pillola mi porta via circa 5 ore, tra ricerca e incrocio delle fonti. La scrittura del post è solo l’ultima parte ma non meno importante, anche per le ragioni a cui accennavi tu. Fondamentale è la brevità e colpire subito con la prima frase, ma anche un’immagine attraente.

Hai parlato di fonti. Quali sono le tue? Per chi si occupa di storia sono fondamentali ma anche per la società attuale, così pervasa di fake news…

Ho la casa invasa da saggi storici e sono abbonato a due riviste, “Archeo” e “Storica”. Con qualcuna di queste potrei anche collaborare, in un prossimo futuro. Ma la cosa buffa lo sai quale è? Oggi parlare di fake news è di estrema attualità, ma non avete idea di quante fake news circolino nel mondo della storia. Io ne sono affranto, confesso che ero ingenuo e non immaginavo ci fossero così tante fake news storiche. Mi sono reso conto che sono ovunque e provengono anche da fonti che ritenevo rispettabili.

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Certo il mondo dei social network ha cambiato tanto il volto alla nostra società. Per molti aspetti si tratta di cambiamenti peggiorativi, ma non solo. Ad esempio, mi viene in mente che 20 anni fa non sarebbe mai stato possibile, che un ragazzo appassionato di storia attirasse l’attenzione di una casa editrice importante come la Newton Compton.

Verissimo quello che dici. Il discorso che la maggior parte delle persone si ferma al titolo e persone senza scrupoli ne approfittano è un dramma da cui non vedo uscita. Però sì, storie come la mia non sarebbero state possibili una volta. Ancora oggi vedo delle resistenze della cultura cosiddetta alta, quella accademica. Ma oggi i social hanno rivoluzionato queste logiche e anche se sei arroccato nel tuo palazzo universitario, devi comunque uscire e scenderci un pochino a patti.

A tal proposito, anche tu mi sembra sia disposto a scendere a patti iscrivendoti a un vero e proprio corso di laurea in Storia. Ma perché lo fai?

Mi sono iscritto in parte per avere un foglio di carta e venire rispettato anche da quel mondo là. La vera motivazione è però il volermi immergere nella forma mentis che sviluppano gli storici nella loro formazione universitaria. Vorrei apprendere quegli strumenti per diventare un divulgatore. Mi ci iscriverò l’anno prossimo perché ora mi mancano 3 esami a Economia e devo finire quella…

Costantino Andrea De Luca quando centrò il tavolo finale del Sunday Special. Alla fine “Ashlender” chiuse al terzo posto.

Quindi il corso di studi che avevi intrapreso “a caso” alla fine lo completerai. Bravissimo! Del resto credo che non avere le idee chiare a 18 anni non possa mai essere una colpa. Come mai accade, secondo te? Qualcosa di sbagliato nel sistema dell’istruzione, aspettative eccessive e “scentrate” sui ragazzi o altro?

Secondo me il problema è a monte. Le persone che hanno passione per i campi umanistici (lettere, storia, filosofia, archeologia, arte etc) sanno già che in Italia faranno molta fatica a trovare lavoro, quindi intraprendi un percorso di studi sapendo già (o facendo finta di non sapere) che avrai poche o zero possibilità di inserimento nel mondo del lavoro. Eppure l’Italia ha tante di quelle risorse culturali che non capisco come si faccia a non investire in cultura. Si creerebbero indotti notevoli e si darebbe finalmente valore a un settore fin troppo sottostimato.

Chiudiamo con una battuta. Tu hai citato Timoleonte come un personaggio storico affascinante ma che è totalmente sconosciuto. Ecco, secondo te chi è il Timoleonte del poker italiano?

Ahahaha in realtà nel periodo in cui giocavo seguivo molto ma non conosco molti giocatori, anche se apprezzo moltissimo Musta, Palumbo e Sammartino. Però posso dirti che ho un ricordo nitidissimo di tutti i colpi più importanti che ho giocato, come un flip 12 left nel Sunday Special in cui poi vinsi 14k. Avevo JJ, l’avversario era più deep e aveva AQ, board liscio e vado io. Essendo gli MTT così belli e al tempo stesso crudeli, il Timoleonte del poker potrebbe essere un qualunque giocatore molto preparato, che però perde sempre i flip a due tavoli left.

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