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Continuation bet nel No Limit Hold’em: cinque situazioni in cui evitarla

La continuation bet è uno strumento molto potente ed efficace nel No Limit Hold’em, ma siamo proprio sicuri che sia una mossa obbligatoria? Non sempre andare in c-bet è la cosa giusta da fare, anche se abbiamo aggredito prima del flop.

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09/10/2018 17:03

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L’aggressione è considerata uniformemente come il modo migliore per affrontare il No Limit Hold’em. Tra le mosse di iniziativa, sicuramente la continuation bet è tra le più diffuse, nonché la più semplice da capire: prendo le redini del colpo prima del flop, esco in puntata al flop.

Ma è giusto andare sempre in c-bet ogni volta che siamo noi a comandare le operazioni? Ecco cinque buoni motivi per evitare la continuation bet in altrettante occasioni.

Continuation bet

Avete mancato completamente il flop

Non vogliamo certo essere prevedibili e puntare solo quando abbiamo qualcosa, facendo check in tutte le altre occasioni, ma quando il flop non ci aiuta, non sempre è giusto andare in continuation bet.

Quando il flop è coordinato e/o pensate possa aver centrato il range del vostro avversario, valutate se valga la pena piazzare una c-bet o meno. Se per esempio avete rilanciato pre-flop da middle position con A K , il bottone fa call e il flop è J 10 9 , il check qui è totalmente accettabile – così come lo diventa foldare qualora il vostro avversario puntasse.

Se foste voi a puntare e l’oppo chiamasse, vi sentireste a vostro agio a continuare a giocare al turn, anche se dovesse scendere un asso o un re?

Siete fuori posizione

Non sempre capita di rilanciare pre-flop ed essere in posizione al flop. Capiterà spesso di essere l’aggressore prima del flop e ritrovarsi a parlare per primi al flop, magari contro avversari particolarmente bravi e preparati.

E questo è un altro buon motivo per valutare se sia il caso di andare in continuation bet o meno. Un esempio? Rilanciate da cutoff con 10 10, chiama il bottone, e il flop è K J 4 . Se puntate e venite chiamati, proseguire nel colpo non è semplice.

Anche se il flop fosse stato meno sfavorevole, fare check-call da fuori posizione per impedire che il piatto diventi troppo grosso non è una soluzione da scartare.

Il piatto è multiway

A prescindere dalla posizione in cui vi trovate, se il vostro rilancio pre-flop ottiene diversi call, è normale che la continuation bet diventa un’opzione tutt’altro che automatica. Contro due, tre o addirittura più avversari, senza un flop favorevole è molto rischioso fare una c-bet.

Chiaramente questo non è un dogma: in determinate situazioni e partite, anche la c-bet è una mossa giusta contro più avversari, ma questo è un tema di livello molto più avanzato rispetto agli obiettivi di questo articolo.

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Avete contro un avversario aggressivo

Contro avversari particolarmente aggressivi, lasciare l’iniziativa post-flop e fare in modo che siano loro a puntare può essere una linea profittevole, soprattutto se dopo il flop avete chiuso un punto di forza medio-alta.

Da fuori posizione potete fare check, dando all’avversario aggressivo la possibilità di puntare e a voi di fare call e slowplay, oppure di piazzare un check-raise e cominciare a ingrandire subito il piatto.

Agli occhi di avversari particolarmente loose e non troppo skillati, la continuation bet vuol dire tutto e vuol dire niente: probabilmente neppure si renderanno conto del significato della vostra mossa!

Volete bilanciare il vostro gioco

Nel poker, una delle leggi fondamentali da rispettare è non ripetere la stessa azione in maniera così continuativa da permettere agli avversari di individuarla e sfruttarla.

Ad esempio, fare continuation bet ogni volta che avete rilanciato pre-flop, ma non farlo solo in determinate circostanze facili da leggere, è un ottimo modo per dare informazioni gratuite e preziosissime agli opponent più attenti.

A volte è meglio fare check al flop anche con una mano decente, giusto per bilanciare il vostro gioco e non essere così prevedibili.

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