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Psicologia

La “fallacia dei costi irrecuperabili” e i suoi effetti devastanti sul poker

La "Fallacia dei costi irrecuperabili" è una distorsione cognitiva che può avere effetti negativi su molti aspetti della nostra vita. E sì, anche sul poker.

Scritto da
02/06/2020 12:05

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Barry carter è un autore pokeristico di spessore, che forse conoscerete già per il fatto di essere co-autore dei due celeberrimi “The Mental Game of Poker“, insieme a Jared Tendler. In un interessante articolo apparso su Poker Strategy, Carter parla di un bias, di una distorsione cognitiva che può avere ripercussioni anche pesanti sulla qualità del nostro gioco e delle nostre scelte al tavolo. Si chiama “fallacia dei costi irrecuperabili”, detta in italiano anche “effetto del Concorde”.

Barry Carter

Cos’è la “Fallacia dei costi irrecuperabili”

Si tratta di qualcosa molto comune, parecchio diffuso nella vita di tutti i giorni. Per costo irrecuperabile si intende qualcosa che abbiamo già pagato e che non è in alcun modo rimborsabile. Tuttavia, in svariati campi del nostro vivere (dal campo lavorativo all’ambito sentimentale) spesso si fa una grande fatica a liberarsene. Può trattarsi di un progetto lavorativo in cui abbiamo investito molto tempo e denaro, oppure una relazione sentimentale tormentata. Nel primo caso, mentre abbandonare il progetto aiuterebbe a limitare le perdite, noi proseguiamo generando altri costi irrecuperabili. Nel secondo caso, quante volte vi è capitato di vivere – o sentirne dai vostri amici – una relazione che non funziona più, nella quale non intravedete alcun futuro ma che faticate a chiudere proprio per il molto tempo che le avete dedicato? Ecco, questi due esempi rientrano pienamente nella “fallacia dei costi irrecuperabili”.

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Si tratta di comportamenti paradossali, che investono moltissime aree del quotidiano, anche non fondamentali come un progetto lavorativo o un rapporto d’amore. E’ la stessa distorsione cognitiva che ci porta ad accumulare cianfrusaglie che faremmo meglio a gettare nella spazzatura, ma per noi hanno un valore affettivo e dunque continuiamo a tenerli affollando ripostigli, solai e cantine. Cosa c’entra tutto questo col poker? Ce lo spiega proprio Barry Carter.

L’effetto sul poker

“L’applicazione più immediata di questo effetto sul poker è proprio una singola mano di poker. Facciamo finta che vi troviate al turn, o al river, con 30 big blinds già investiti nel piatto. Una situazione in cui emotivamente si fatica a “giveuppare”. Magari avete mancato il vostro progetto, oppure l’avversario vi ha dato segnali di avere un punto molto forte, ma spesso la tentazione di provare un bluff estremo per cercare di riprendervi quanto avete già investito affiora nella mente. In questo caso non vi state preoccupando di vincere, ma di recuperare ciò che era vostro.”

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“Nel momento in cui mettete i soldi nel mezzo, non sono più vostri”

Proprio per questo, Carter sottolinea un aspetto da mettere in grassetto: “una volta che i soldi (o le chips) attraversano la betting line, non sono più vostri”. Anche un appiglio matematicamente valido come quello delle pot odds a volte cade in questa fallacia. Nella realtà, la “fallacia dei costi irrecuperabili” è un concetto difficile da conciliare con la matematica delle pot odds. Un esempio? Quando ci vengono offerte buone odds per un piatto, ciò non significa necessariamente che dobbiamo mettere i soldi dentro con qualsiasi cosa. A volte la matematica può apparentemente giustificare un call orrendo, in cui appunto ci stiamo scavando la fossa da soli. Ci vogliono esperienza ed equilibrio per imparare a distinguere quando è il caso di prendersi delle buone odds e quando invece è meglio limitare le perdite.

La “Fallacia” e l’effetto sul bankroll

Un altro aspetto potenzialmente dannoso in cui la fallacia dei costi irrecuperabili può colpire nel poker riguarda il bankroll management. Mettiamo il caso che il nostro bankroll sia di 1.000€, per giocare sit da 10€. A un certo punto, dopo vari downswing, lo stesso bankroll si è ridotto a 500€. La cosa più saggia ed umile da fare sarebbe un level down ai buy-in da 5€, per una serie di ragioni sia tecniche (magari il nostro gioco ha qualche difetto da correggere) che mentali (il tilt porta a giocare peggio). Qui però interviene spesso la “fallacia dei costi irrecuperabili”, che secondo Barry Carter ci suggerisce “non solo di evitare il level down, ma addirittura di provare a giocare i 20€ per recuperare più in fretta.”

Questi due sono solo i più evidenti motivi per cui dovremmo in ogni modo cercare di lasciare da parte ogni scoria di emotività, quando si devono prendere decisioni importanti. Al tavolo da poker ciò si traduce in un argine a perdite altrimenti rovinose, mentre nella vita di tutti i giorni daremo meno possibilità al nostro passato di tenerci sotto scacco.

 

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