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Psicologia

Quando mostrare le nostre carte e trarne profitto (II Parte)

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30/05/2019 15:00

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Nella prima parte dell’articolo dedicato all’opportunità di mostrare le carte o meno, vi avevamo lasciati con i primi due requisiti necessari per fare la giusta scelta.

Erano in tutto tre e ve li riportiamo per rinfrescarvi la memoria:

  • Chiedersi se l’avversario è reattivo
  • Avere l’esatta consapevolezza del modo in cui il nostro avversario reagisce
  • Sfruttare quel tipo di reazione a nostro vantaggio 

L’importanza di capire in quale modo i nostri rivali reagiscano all’atto di mostrare le nostre carte, ha occupato l’ultimo paragrafo del precedente articolo e riprendiamo proprio da lì.

Le domande da porsi

Paragonare un giocatore che reagisce istintivamente a uno che lo fa logicamente, significa porsi delle domande. 

La seconda tipologia potrebbe chiedersi il perchè della nostra scelta di mostrare la mano e fare il corretto aggiustamento in futuro. 

Se avessimo mostrato un bluff potrebbe chiedersi: “perchè dovrebbe mostrarmi un bluff se avesse intenzione di bluffarmi di nuovo nel prossimo futuro?” 

Dobbiamo stare molto attenti ai giocatori che reagiscono in maniera logica, anzi, dobbiamo essere sicuri di essere avanti con il nostro livello di pensiero e di metagame per poter realizzare un profitto contro di essi.

Come sfruttare le reazioni degli avversari

Non è sempre sufficiente pensare che A sia uguale B, dovremmo completare il concetto dicendo che se A è uguale a B, noi dovremmo utilizzare le opzioni C, D ed E.. 

Facciamo un esempio. 

Poniamo il caso di mostrare un bluff ad un giocatore infastidito da questa azione, per poi tribettarlo da BB dopo una sua apertura da Bottone in una delle mani successive con 76s. 

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Perchè dovremmo farlo? 

Perchè essa fa parte della nostra strategia predefinita con una certa frequenza.

Questo può essere corretto in alcuni casi, ma in che modo è redditizio un comportamento del genere contro un avversario di medio valore?

La risposta è un misto di combinazioni di Fold Equity pre flop, FE post flop e giocabilità della mano.

Se dovessimo analizzare la mano al netto della Fold Equity, la nostra 3Bet diventa molto debole e un call sembrerebbe la scelta più corretta.

Ma in questo caso la 3Bet assume un valore importante, saremo spesso chiamati pre flop, ma molto meno al flop se la texture non ci è del tutto sfavorevole, e la nostra Cbet convincente, gli Assi saranno nostri amici così come tutti i flop Dry. 

Se otteniamo resistenza da Villain è il momento di valutare bene come proseguire la mano, ma qui entrano in gioco anche le caratteristiche del nostro rivale e queste le conosceremo partita per partita.

Assicuriamoci di pensare a come le nostre carte mostrate avranno un impatto sulle nostre scelte future e non solo su quelle dei nostri avversari. 

Pete Clarke, PokerStarsSchool

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