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Sei troppo fortunato? Smetterai di giocare a poker!

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05/10/2013 06:58

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I giocatori né vincenti né perdenti giocano più mani longtermUna ricerca ha indagato il nesso fra i risultati che i principianti hanno nelle primissime mani online, e la probabilità che ne giochino un gran numero in futuro: i risultati, per certi aspetti, sorprendono.

Analizzando infatti un campione di un miliardo di mani relativo ad oltre un milione di giocatori di poker diversi, la Skill in Game LLC – società statunitense che compie analisi statistiche per l’industria del gaming – ha notato una correlazione apparentemente inattesa.

Prendendo infatti in esame le prime 100 mani giocate, e verificando quanto si sia vinto in questo mini campione, si è constatato come sia chi perdeva molto che chi vinceva molto aveva scarse probabilità di giocare un gran numero di mani nel lungo periodo.

In altre parole, si trasformavano più spesso in player abituali quelli che inizialmente avevano avuto risultati sostanzialmente breakeven. Com’è possibile?

Se infatti è pienamente logico che chi perda molto fin dall’inizio sia più propenso ad abbandonare il gioco, appare controintuitivo che chi vinca fin da subito non si appassioni al poker, ma anzi lo abbandoni, sebbene dopo un lasso di tempo minore rispetto ai primi, come evidenzia il grafico a sinistra.

I più fortunati smettono dopo i più sfortunati, ma prima dei 'medi'Si è quindi passati ad esaminare che tipo di varianza abbiano vissuto i giocatori nell’arco di queste cento mani, in base ad esempio al numero di cooler o di bad beat ricevute, evidenziando nella distribuzione campionaria con colori caldi chi abbia avuto molta fortuna o sfortuna, e con colori freddi chi invece abbia vissuto un’esperienza di gioco meno influenzata dal caso, sia in termini positivi che negativi. Nel grafico a destra, i risultati: cosa sembrano suggerirci?

Secondo i ricercatori, se chi è “sfortunato” non si diverte a perdere fin da subito – e quindi associa questo tipo di frustrazione al poker in generale – e smette, chi è molto fortunato nella sua prima esperienza tenderebbe a crearsi aspettative irrealistiche, che in seguito venendo disattese li spingerebbero comunque ad abbandonare il gioco dopo un po’.

Il grafico evidenzia anche una correlazione diretta fra l’esperienza maturata ed i risultati. I giocatori più perdenti sono rappresentati dai cerchi più grandi, che non a caso si posizionano nelle code più basse del grafico, laddove il vertice – quello dei player che giocano un maggior numero di mani – è formato da cerchi più piccoli, che evidenziano i vincenti.

In entrambi i casi, chi abbandona lo fa perché le proprie aspettative legate all’esperienza di gioco non vengono soddisfatte: chi perde molla perché si aspettava di vincere, chi vince molla un po’ più tardi perché comincia a credere di dover vincere nel lungo periodo così come gli è accaduto all’inizio.

Al contrario, appare logico supporre che chi abbia risultati breakeven sia più motivato ad impegnarsi per migliorare e finalmente vincere, diventando più frequentemente competente abbastanza tanto da trasformarsi in giocatore assiduo.

Per questo, i ricercatori suggeriscono alle aziende del settore di educare fin da subito i player a nutrire aspettative realistiche, magari ricordando sia a chi perde troppo che a chi vince in egual misura che non può sempre andare avanti così. 

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