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Strategia MTT: concentrazione e metagame

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08/07/2010 06:26

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Continuiamo con la traduzione della guida sui Multi-table Tournament scritta da Tony “Bond18” Dunst. Nell’appuntamento di questa settimana, il professionista americano ci parla di metagame e concentrazione al tavolo.

“Per molto tempo non mi sono interessato granchè al metagame. Aprivo 8-12 tavoli e passavo all’auto-pilota, e poi se arrivavo ad un final table allora cominciavo a concentrarmi. Non pensavo troppo agli altri giocatori e tanto meno m’interessava molto come loro mi percepissero. Questo atteggiamento mi capita di averlo anche di questi tempi, soprattutto se ho una tonnellata di tornei aperti, ma comunque cerco di fare uno sforzo per prendere note o per ricordare che tipo di immagine ho in un particolare tavolo che possa poi influire sulle mie decisioni.

Innanzitutto partiamo dalle basi. Per fare del multi-tabling serio servono Pokertracker ed un HUD. Qualcuno dice che prestando la giusta attenzione questi strumenti non servono, ma io non sono d’accordo. Se avete 6 tavoli aperti, è difficile stabilire se un giocatore è tight: potrebbe essere un po’ card dead, oppure davvero un mega nitty. Ma quanto l’HUD ti dice che è un 7/5 su 150 mani allora potete foldare facilmente ai suoi raise in spot dove potevate anche agire in un altro modo. E poi le informazioni finiscono immagazzinate anche per le volte successive: davvero molto utile.

Come seconda cosa, voglio parlarvi di ciò che osservo negli altri giocatori. Molte volte non si sa esattamente cosa scrivere nelle note, ed inserire soltanto ‘loose-aggressive’ oppure ‘tight’ può essere molto vago. Ecco cosa invece segno io:

1. A volte scrivo un’intera mano giocata da villain così che potendola leggere più avanti posso capire parecchie cose su di lui.

2. Osservo sempre con che cosa min-raisano pre-flop e lo segno nelle note. In particolare, guardo quelli da early position (che sono normalmente fatti con mani forti) e quelli da cut-off/bottone (di solito con spazzatura). Fino a prova contraria, considero queste due cose assolutamente vere, ma nel momento in cui posso vedere le loro carte dopo un min-raise segno quello che avevano in mano.

3. Sulla scia del punto 2, segno anche con cosa re-raisano pre-flop. Poichè di solito lo fanno con le monster, devo sapere se sono in grado di 3-bettare anche con un range wide oppure solo che le mani più forti.

4. Sicuramente prendo nota di quali avversari raisano/foldano con 13-20 BB. Non potete sapere su quanti bravi giocatori ho segnato questa cosa. Comunque, quando incontrate al tavolo uno davvero in gamba è raro che accada una cosa del genere.

5. Tengo traccia sempre di quelli capaci di fare un re-steal. Specialmente nei limiti medio-bassi, ci sono tonnellate di giocatori che non hanno questa mossa nel loro arsenale. Perciò, sapere chi sa farlo può essere di grande aiuto nel prosieguo del torneo. Mi segno anche i re-stealer abituali.

6. Guardo quelli che diventano molto aggressivi sul flop senza un piano oppure in spot dove non ha senso farlo. L’esempio più ovvio è quando qualcuno fa un grosso raise/check raise e poi, dopo che ricevono una 3-bet, si bloccano chiedendosi cosa fare oppure lasciando tutto lo stack in brutti spot soltanto perchè si sentivano pot-committed. Contro questi giocatori, agisco più fast perchè mi aspetto che siano più spewy.

7. Quando possibile, mi segno i range di openshove degli avversari. Alcuni con 11 BB, da middle position e con le ante in gioco, pushano tutti i suited connectors, i suited 1 gapper, tutti gli A-x, ogni coppia, ecc. Altri soltanto AJ+/66+. Aiuta decisamente sapere con chi si ha a che fare.

8. Noto come reagisce un oppo ad una mia giocata particolarmente aggressiva e dopo che ha visto le mie carte. Scrivo quindi “villain sa che posso essere molto spewy/aggressivo”, perchè mi può aiutare in situazioni future. Come prima, a volte riporto l’intera mano.

9. Segno quelli che vogliono dominare in zona bolla. Potete punire la loro aggressività con le 3-bet, poichè molti giocatori (compreso me stesso) iniziano a rilanciare parecchio se il tavolo non reagisce in nessun modo.

10. Segno cosa significano le bet size degli altri. Per esempio, ci saranno persone che useranno un certo ammontare quando sono chiaramente per valore. Prendo nota, inoltre, con cosa gli altri overshovano il piatto, poichè per alcuni significa un draw e per altri il nuts. Anche il min-raise sul flop, che tende ad essere o un draw, o un raise per info o – più comunemente – una mano monster (specialmente se fatto sul turn). Sapere cosa vuole ottenere l’avversario con una bet è fondamentale.

Bene, tutto ciò aiuta sicuramente a rimanere concentrati al tavolo. Se invece, mentre giocate, volete continuare a vedere la TV, chattare o altro, sappiate che questo inciderà di molto sui vostri profitti. Essere consapevoli della proprio immagine è una cosa che si acquista con l’esperienza, ma più avanti arrivate in un torneo e maggiore sarà la sua importanza, perchè gli avversari presteranno più attenzione a quello che succede al tavolo.“

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