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ABC del Poker · Strategie di Poker

Non riesci a vincere a poker? Allora stai commettendo questi 10 errori comuni

Prima di pensare di vincere a poker come fanno i top player mondiali, bisogna cominciare innanzitutto a smettere di perdere. Se sei un giocatore amatoriale, e più che andare in pari non riesci a fare, probabilmente stai incappando in uno (o più) di questi 10 diffusissimi errori.

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30/11/2018 18:30

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Per vincere a poker serve un mix di talento, tecnica, disciplina, pazienza, gestione del bankroll e – naturalmente – fortuna. Tutte qualità che si acquisiscono con l’esperienza (talento a parte, s’intende): più si gioca, più si migliora.

I player alle prime armi, tuttavia, spesso rallentano il proprio processo di crescita non riuscendo a distaccarsi da una serie di errori piuttosto comuni, che impediscono loro di fare quel salto di qualità da giocatori perdenti (o che vanno al massimo in pari) a giocatori profittevoli.

Eccoli, questi 10 errori comuni.

 

Vincere a poker

 

Basarsi troppo sull’istinto

L’istinto, per carità, è un tratto fondamentale per vincere a poker. Ma questo è un gioco prevalentemente matematico, dove la capacità di calcolo e la conoscenza delle percentuali spesso è l’unica cosa che conta.

Ai giocatori amatoriali viene abbastanza naturale affidarsi troppo all’istinto, in mancanza di basi tecnico-strategiche solide. Ma questo è il modo migliore per finire nel baratro… over, and over, and over again!

 

Lasciare che l’ego prenda il sopravvento

Nel poker, non c’è nulla da dimostrare, a nessuno: c’è solo da vincere quante più chip possibili. Punto. Molti giocatori (e non solo quelli alle prime armi), a volte si lasciano prendere dalla volontà di fare una giocata che sanno essere sbagliata, pur di non apparire deboli o troppo passivi agli occhi delle altre persone.

Giocare fuori bankroll

Un grande classico di chi cerca di vincere a poker bruciando le tappe. Qui però non parliamo soltanto di quei giocatori che si siedono a tavoli dove non possono permettersi di perdere, ma anche dell’esatto contrario.

Molti giocatori, pur giocando a limiti loro consoni, scelgono di sedersi al tavolo con uno stack troppo piccolo (parliamo di cash game naturalmente): se si tratta della volontà di sfruttare le strategia short stack ok, ma se non è questo il motivo, di solito si tratta di una certa timidezza di fondo che porta ad effettuare giocate subottimali.

 

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Giocare troppo a lungo

Un altro errore che condiziona l’esito di una sessione. Molti giocatori non sono in grado di capire quando la stanchezza o le mutate condizioni del tavolo consigliano di alzarsi, e rimangono seduti a giocare finendo magari per bruciarsi tutto il profit.

Peggio ancora, questo atteggiamento si può tradurre nel trasformare una sessione moderatamente negativa in una altamente negativa, innescando una spirale ‘più perdo, più voglio recuperare, più rimango seduto, più perdo’ difficile da interrompere.

Non praticare una buona game selection

Ci sono tavoli e tavoli, partite e partite, avversari e avversari. Spesso, l’esito di una sessione di un giocatore è segnato già dal momento in cui prende posto. D’accordo la voglia di giocare, ma perché sedersi ad un tavolo 6-handed già occupato da cinque squali? Meglio attendere tempi migliori.

Aspettarsi di perdere

 Vincere a poker è anche questione di forma mentis. I giocatori scarsi, o alle prime armi, di solito sono bravissimi nel pensare ‘ok, ho questi €100 da giocarmi, tanto anche se li perdo non è un dramma’. E poi li perdono, ovviamente.

Abusare del fatalismo

“Tanto lo so già che se chiamo perdo”. E poi chiamano. Tipico dei giocatori perdenti, vero? Per quanto ci piace l’idea che lassù ci osservino gli dei del poker, severi nel punirci quando non li adoriamo, e generosi di regalarci gioie se li coccoliamo, le uniche divinità che regolano il poker sono la varianza e la matematica: non sprechiamo tempo ed energie mentali dove non serve.

Non aggredire abbastanza con una mano forte

Vincere a poker richiede un gioco aggressive. I giocatori perdenti spesso fanno check quando dovrebbero puntare, o quando puntano scelgono una size troppo piccola, dando all’avversario ottime odds per chiamare.

Allo stesso modo, raramente rilanciano o controrilanciano quando sono loro a dover affrontare una certa aggressione, vincendo molto meno di quanto potrebbero quando sono in possesso di una mano molto forte.

Bluffare troppo poco

Ok, il bluff non è un’arma di cui abusare, ma neppure da dimenticare nel cassetto. Se giochiamo contro principianti totali, allora una strategia piuttosto scolastica (punto se sono forte, non punto se sono debole) può pure essere sufficiente, altrimenti stiamo semplicemente perdendo denaro nel lungo periodo.

Pensare troppo spesso che l’avversario stia bluffando

Uno dei tarli più difficili da rimuovere nella testa dei giocatori perdenti è l’idea che l’avversario stia bluffando per fargli mollare il colpo. Bluffare troppo è un errore così come bluffare troppo poco, e i buoni giocatori questo lo sanno.

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