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Analisi di una mano con Daniel Negreanu: un raise for info

Scritto da
22/02/2011 09:19

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A volte si rilancia per costruire un piatto mentre in altre occasioni serve ad indurre al fold un avversario. Tuttavia, un’altra ragione altrettanto valida per piazzare un raise è quella di voler scoprire la forza relativa della propria mano usando la posizione al tavolo e la misura del proprio stack come fondamenta su cui basera le proprie decisioni.

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Ed è quello che ci dimostra infatti il noto Pro Daniel Negreanu in questo spot capitato al WPT Championship del 2010.

Con bui 100/200, il giocatore online Steve “MrTimCaum” O’Dwyer decide di limpare, e Negreanu rilancia invece da bottone con a 10 per 700 chips. Gavin Smith chiama da small blind e O’Dwyer aggiunge la differenza.

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Il flop porta a j 7 e Smith fa check. Steve punta allora 1.300 e la parola passa a Negreanu che ha una top pair con kicker decente. “Lui non aveva rilanciato pre-flop” racconta KidPoker, “per cui escludevo che avesse AK ma poteva invece nascondere un set. Normalmente, in quei casi mi limito al call, perché credo che sia la miglior giocata da fare. Se lui sta bluffando, con A-10 sono avanti, ma se rilancio e lui mi chiama, allora parto da dietro praticamente sempre. Sul board non c’erano vere possibilità di draw, ed allora ho deciso di scoprire subito se ero battuto o meno.”

Per ottenere questa informazione, Daniel rilancia fino a 3.500 – una mossa che poteva certamente permettersi visto che lo stack di partenza era da 100.000 chips. “Ero davvero molto deep”, continua Negreanu che in carriera ha vinto due titoli del World Poker Tour e quattro braccialetti WSOP.

“Se avevo poche chips, optavo certamente per un call. Se ad esempio avevamo 25.000 o 30.000, mi limitavo a chiamare. Ma con 100.000 potevo permettermi anche di foldare su un suo eventuale re-raise. Con 3.500 chips in meno avrei mantenuto praticamente intatto il mio stack.”

Smith folda e lo stesso fa O’Dwyer: “Bene, non aveva niente, ma se mi controrilanciava passavo serenamente. Non volevo trovarmi in una situazione in cui, dopo aver chiamato al flop, al turn scendeva una blank e lui puntava ancora per un altro mio call e poi al river lui bettava grosso e io non sapevo che fare. Quel giocatore proveniva dall’online, ed ero praticamente certo che potesse 3-barrellarmi in puro bluff.”

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