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Il gruppo FCA (ex FIAT) entra nel poker con il brand Jeep come sponsor

In Italia siamo al paradosso ed i bookmakers e le poker rooms sono costretti, per via delle nuove leggi volute dal Governo Conte, a non investire più nel calcio e nello sport italiano.

Devono guardare e spendere i loro budget marketing all'estero: i club stranieri concorrenti ringraziano per le risorse extra. Peccato che lato giocatori non ci sono tutele: i brand principali e più famosi del mercato delle scommesse continuano ad essere visibili sulla televisione italiana durante la trasmissione dei principali campionati esteri. L'ennesimo pasticcio all'italiana con leggi scritte con i piedi che non rispettano il quadro normativo d'insieme (Costituzione, Principi europei e normative precedenti, come sottolineato da AGCOM).

Negli Stati Uniti si fa invece il percorso inverso ed i brand extra settore investono nel poker. Può sembrare un fatto assurdo ma è quello che sta accadendo in queste ore. E questo marchio ha un sottofondo tricolore (altro paradosso).

Quello che è stato un tempo il principale gruppo industriale italiano (ed ora si è trasformato in un gruppo internazionale a seguito dei mutamenti voluti dal compianto Sergio Marchionne), gruppo FCA (ex FIAT) sta investendo proprio nel poker per dare visibilità ad uno dei suoi brand più famosi: Jeep.

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Notizia di queste ore: nascerà un nuovo premio il Jeep High Roller of the Year.

La leaderboard relativa verrà calcolata sui punteggi degli high roller trasmessi dal noto canale di streaming Poker Central (Poker Central’s High Roller Triple Crown). Il primo giocatore a vincere uno degli eventi sponsorizzati dal noto canale è stato Sam Soverel.

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E' senza dubbio una notizia che dà l'idea della popolarità e del seguito di un gioco competitivo e divertente come il poker.

Deve far riflettere che un marchio tradizionale del settore automobilistico  guarda al poker da investitore: alla fine questo skill game può garantire (soprattutto negli Stati Uniti) una buona visibilità e potrebbe aprire la strada ad altri sponsor.

Jacks Links (carne in scatola) è stato in passato sponsor delle WSOP mentre la birra Budweiser aveva firmato nel 2005 un contratto con il World Poker Tour.

Nel 2015 la stessa Chrysler ha ingaggiato un testimonial d'eccezione con Phil Ivey mentre Daniel Negreanu aveva un accordo con Pepsi. Nel 2005, all'apice della popolarità di questo gioco negli States, invece ricordiamo il doppio deal di Antonio Esfandiari e Phil Laak con Yahoo.

Quello inviato da Jeep è senza dubbio un segnale forte e positivo almeno negli Stati Uniti, la patria del texas hold'em.

Editor in chief - Giornalista e analista betting
Luciano Del Frate è giornalista iscritto all’Ordine da oltre 25 anni e vive a Malta dal 2012. Laureato in Giurisprudenza, è specializzato nei sistemi regolatori del settore gaming e nella comunicazione del gioco legale in Italia. Dopo gli inizi tra quotidiani e televisioni, dai primi anni 2000 lavora nel mondo delle scommesse come consulente, approfondendo da vicino le dinamiche del mercato internazionale. Dal 2010 fa parte della squadra di Assopoker, dove racconta poker, betting e industria del gioco con un approccio tra analisi, esperienza e passione. Malato di sport fin da bambino, non ha mai smesso di inseguire quel sogno nato sfogliando il Guerin Sportivo