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Legge di Bilancio: “più tasse nel gioco”, a pagare saranno i gamblers problematici di Slot e Vlt. Piano per le agenzie di scommesse

Le novità e le tasse nel gioco pubblico introdotte dal Governo con la Manovra economica per il 2019, Una stangata per i gamblers ed i piccoli gestori. Settore da 10 miliardi di gettito fiscale e 200.000 occupanti a rischio.

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16/10/2018 11:03

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Approvata la manovra economica per il 2019 (Legge di Bilancio) del Governo Conte: previste più tasse nel gioco pubblico. Durante la conferenza stampa l’esecutivo ha spiegato nel dettaglio quali saranno le principali misure che saranno adottate ed anche i giochi saranno interessati.

Il ministro del Lavoro Di Maio ha dichiarato che giochi sono “una piaga sociale da combattere” rimanendo coerente con l’obiettivo più volte dichiarato dal Movimento 5Stelle e da Beppe Grillo: il reset del mercato legale del gioco pubblico.  Un target di medio termine che Di Maio ed i suoi stanno cercando di raggiungere ad ogni costo (vedi Decreto “Dignità“), ignorando il destino di circa 200.000 lavoratori impiegati nel settore e di un gettito fiscale di oltre 10 miliardi di euro l’anno. Un chiaro favore al mercato illegale e all’evasione fiscale considerando che i giocatori ed i ludopatici difficilmente si rassegneranno di fronte alla carenza (o minore competitività) dell’offerta degli operatori legali e cercheranno altrove di sfogare i loro “vizi”.

Legge di Bilancio: prime indiscrezioni

In ogni caso, dai primi rumors romani, dovrebbe esserci un disegno legge collegato alla Legge di Bilancio che dovrebbe riformare il settore atta a disciplinare nuove forme di prelievo per slot, videolottery e lotterie classiche. Inoltre dovrebbe essere introdotta una disciplina nazionale sulla distribuzione delle agenzie (e corner) di scommesse.

Aumento del PREU per slot e vlt: più tasse nel gioco pubblico

Secondo le indiscrezioni raccolte dall’agenzia Agimeg, in realtà non dovrebbe esserci alcuna nuova forma di prelievo, ma semplicemente sarà aumentato il PREU del 2% sulle slot e dell’1% sulle videolotteries e la nuova tassazione (che si aggiunge all’aggravio fiscale previsto nel Decreto Dignità) andrà ad incidere sul payout, in poche parole saranno ancora una volta tassati-tartassati di più i giocatori problematici, destinati a perdere più in fretta ed in modo pesante.

Nessuna lotta alla ludopatia: si colpiscono i giocatori problematici

Altro che lotta alla ludopatia, si sta perseguendo l’esatto contrario, ovvero far perdere sempre di più i giocatori che, secondo una ricerca dell’Istituto Superiore della Sanità, per l’85% sono problematici e sono dipendenti dalle macchinette (a prescindere dal payout continueranno a giocare). Inoltre queste misure andranno a colpire pesantemente i piccoli gestori a rischio fallimento e disoccupazione. Tutto a favore dei circuiti illegali.

Tra distanze, orari imposti ed altri limiti, nuove tasse e una campagna mediatica populista contro il settore, è un mix micidiale: il rischio non è irrealistico nel medio termine di lasciare per strada entrate fiscali per 6 miliardi di euro e circa 150.000 posti di lavoro.

Mentre il Decreto dignità è oggetto di due reclami alla Commissione Europea per “aiuti (illeciti) di Stato” alle lobby di settore.