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Alla scoperta delle chip nel poker: ecco come vengono create e da chi

Non ci sarebbe partita di poker se non esistessero le chip, strumenti indispensabili nonché croce e delizia di milioni di appassionati di tutto il mondo. Ma come vengono fatte e quali sono i produttori più famosi?

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25/10/2019 11:00

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Un tavolo, un mazzo di carte da 52, un set di chip: togliete un elemento dall’equazione e, semplicemente, non avrete una partita di poker come si deve. Tra questi tre capisaldi del gioco che tanto amiamo, le chip rappresentano la valuta senza la quale il gioco perderebbe totalmente di senso.

Alcuni gettoni dell’italiana Abbiati

 

I principali produttori

Ma come vengono prodotte e da chi? Quali sono le tipologie di chip più in uso, le migliori, e quelle che potrebbero rivoluzionare il gioco in un futuro prossimo? Ce ne parla un post molto interessante pubblicato sul blog di PokerStars.com. Tra i principali produttori di chip, utilizzate non solo ai tavoli da poker ma anche e soprattutto negli altri giochi da tavolo dei casinò, l’Italia può vantare un’assoluta eccellenza in Abbiati. Validissimi anche i prodotti della giapponese Matsui e della Gaming Partners International, azienda francese recentemente acquistata dalla giapponese Angel.

In realtà di compagnie che producono strumenti per casinò ce ne sono davvero tante, molte delle quali offrono prodotti di minore qualità, destinate ad un pubblico commerciale. Basti pensare ai set di chip che si vendono anche nelle cartolerie, a prezzi contenuti.

Certo, il peso di questi gettoni e la sensazione al tatto, la loro maneggevolezza, non hanno nulla a che vedere coi prodotti d’elite… ma quando giochiamo a poker a casa di un nostro amico, diciamocelo, questo è l’ultimo dei nostri pensieri!

La struttura delle chip

Ciascun produttore ha tre o quattro strutture di base, tutte personalizzabili a vari livelli, ma in generale la dimensione varia dai 39 ai 48 millimetri di diametro, anche se le chip più diffuse sono quelle da 39 e 43 millimetri.

In America apprezzano in particolare i gettoni di argilla, anche se in realtà il materiale è composto da una sostanza plasticosa, compressa e cotta fino a quando non si indurisce. Poi ci sono le chip “iniettate”, solitamente fatte di plastica sui bordi con un’intarsiatura di metallo. “Iniettate” perché vengono decorate con vari materiali colorati.

Le aziende non vendono mai due volte lo stesso design e naturalmente più un gettone comprende vari elementi, maggiori sono le combinazioni esistenti. Gli inserti all’interno vengono aggiunti separatamente e il loro design, solitamente decalcomanie, sono completamente personalizzabili in base alle esigenze dei clienti.

Fun fact: vi siete mai fermati a pensare come mai alcune chip sembrano più adatte di altre ad essere impilate, risultando più ferme e stabili? Se dovessimo guardarle al microscopio, vedremmo tante piccole punte che aiutano la stabilità dei gettoni quando vengono messi gli uni sopra gli altri

Vari layout della Matsui

La sicurezza

Potrebbe sorprendervi sapere che le chip vengono trattate un po’ come le banconote. Solo pochi dipendenti delle aziende produttrici hanno accesso al cuore delle operazioni di smistamento, e spesso il trasporto verso i casinò viene effettuato su percorsi che rimangono segreti. Anche perché riuscire a contraffare questi strumenti è esattamente come contraffare le banconote.

Ecco perché i casinò si affidano alle aziende più famose, che garantiscono alti standard di qualità. È fondamentale che tutti i gettoni di un set siano identici, senza variazioni di dimensione, layout o colore: “Se tutte le chip sono diverse, come fai a identificare un falso?”, ha dichiarato una fonte anonima – che lavora in un’azienda produttrice – al blog di PokerStars.com.

Le aziende, inoltre, inseriscono nei gettoni un materiale sensibile ai raggi UV, di modo che i floorman e i pit boss (gli ispettori dei casinò) possano utilizzare una luce ultravioletta portatile per evidenziare eventuali falsi – un po’ come la filigrana all’interno delle banconote, ma con un grado maggiore di sicurezza.

Le chip del futuro

I miglioramenti tecnologici hanno permesso negli ultimi anni lo sviluppo della radio-frequency identification, meglio nota come RFID. In pratica, nelle chip viene inserito un minuscolo microchip che può essere letto da uno scanner speciale: in questo modo può essere verificata facilmente l’autenticità del gettone, ma anche il suo valore, il casinò per cui è stato prodotto, da dove arriva e tante altre informazioni.

La tecnologia RFID, in combinazione con le loyalty card, permette inoltre ai casinò di sapere con esattezza quanto ha scommesso un determinato giocatore, informazione utile per la concessione di bonus particolari.

Grazie alla RFID, in futuro potremmo anche assistere a partite altamente tecnologiche, durante le quali la dimensione degli stack di ciascun giocatore di poker seduto al tavolo sia immediatamente visibile su display a tutti, e il piatto venga calcolato automaticamente e senza possibilità di errore, velocizzando il gioco live.

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