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Come si gioca a short-deck poker? Gli highlights dell’high roller vinto da Phil Ivey

Lo short deck poker è la variante del momento nelle partite che contano. Ecco le regole e gli highlights dell'high roller vinto da Phil Ivey in Montenegro

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16/05/2018 10:45

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Lo short deck poker è una variante del Texas Hold’em che sta diventando estremamente popolare in Asia, dove attualmente si tengono le partite più alte al mondo. Come sempre in questi casi, c’è chi snobba il nuovo gioco pensando che sparirà con la velocità con cui è spuntato fuori e chi invece si butta a capofitto provando a far valere un edge che per diversi mesi (se non anni) potrebbe essere altissimo.

Apparentemente, lo short deck poker sembra essere qui per restare, non solo perché il mercato asiatico ha una forte influenza su tutto il mondo del poker, ma anche perché è una variante estremamente amata dai giocatori amatoriali. Il motivo è semplice: trattandosi del Texas Hold’em senza tutte le carte da due a sei, è molto più facile chiudere punti e quindi c’è molta più action rispetto al gioco a cui siamo abituati. L’edge dei professionisti è ridotto e i “random” hanno più occasioni di chiudere la sessione in attivo.

La popolarità dello short-deck poker ha subito un’impennata recentemente, quando si è giocato il primo high roller in questa variante. Il torneo si è tenuto in Montenegro, all’interno della kermesse Triton Super High Roller (il circuito creato a Macao e gestito dai boss del Big Game asiatico), e ha fatto segnare una ottima affluenza considerando la novità che rappresenta e il buy-in: ci sono state 61 entries da 250.000 HKD (pari a circa $31.000) per un montepremi finale di oltre 1.9 milioni di dollari americani.

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Phil Ivey vince il primo high roller di Short Deck Poker

Come abbiamo visto, alla fine è stato il leggendario Phil Ivey a vincere e a incassare la prima moneta di 604.992 dollari americani. Non è stata una sorpresa, non solo per il talento naturale di “King Phil” ma anche perché è uno dei professionisti occidentali più esperti in questa variante, ormai la preferita ai tavoli high stakes di Macao.

Il successo del professionista americano (che ha rappresentato anche il suo ritorno ufficiale sulla live) ha portato una grandissima attenzione sullo short-deck poker. Sarà questo il gioco del futuro? Per ora è impossibile dirlo, ma sicuramente è una buona idea studiare questa variante del Texas Hold’em, perché se dovesse esplodere (magari in seguito all’introduzione su una poker room internazionale come Pokerstars) i più preparati potrebbero vincere molto bene nel primo periodo, come successo agli esperti italiani di cash game nel 2011, con l’introduzione di questa disciplina sulle poker room .it.

Come si gioca a short deck poker

Non essendoci risorse a disposizione, il modo migliore per imparare lo short-deck poker è osservando i professionisti mentre lo giocano. Quale occasione migliore del final table dell’high roller vinto da Ivey per iniziare a capirci qualcosa? Prima di portarvi alle immagini del successo di Phil, però, riportiamo le regole di questa variante e qualche consiglio tecnico da parte di Dan “Jungleman12” Cates.

Come avevamo riportato, si tratta di una variante di poker chiamata anche Six-Plus Hold’em. La caratteristica principale è che le carte nel mazzo non sono 52 ma 36 perché vengono eliminati tutti i 2, i 3, i 4 e i 5. Questo aspetto aumenta notevolmente la action e rende il gioco molto più simile al gambling che a uno skill game, proprio come desiderano i player cinesi delle partite high stakes.

Un’altra caratteristica è che spesso e volentieri si gioca senza blinds ma semplicemente con l’ante, altro fattore che rende tutto più folle e varianzioso.

È una versione semplificata di poker, ma è molto più simile al PLO che al NLH“, disse Dan Cates. “È simile al PLO non per il modo in cui si gioca, ma perché le percentuali delle mani sono sempre molto vicine. È un gioco con molto gambling, come il PLO ma con più all-in, perché si gioca No-Limit. Chiaramente con 36 carte cambiano anche le percentuali: A-A vs J-J preflop è qualcosa come un 70-30. J-10s vs A-K è un 50-50″.

Fondamentale anche un altro fattore: in questo gioco, come nel poker all’italiana, il colore batte il fullhouse.

Phil Ivey in una mano contro Dan Cates nel torneo di short deck poker

Gli highlights del final table vinto da Phil Ivey

Dopo la teoria, ecco l’applicazione pratica dello short deck poker. Al final table dell’evento Ante Only erano presenti Dan Cates e Phil Ivey e alla fine sono stati proprio i due reg del Big Game asiatico a lottare la prima moneta di oltre $600.000 nell’heads-up finale. Un testa a testa tra questi due mostri sacri è sempre un’occasione imperdibile per qualunque appassionato di poker, ma in questo caso è interessante soprattutto per capire questa nuova e adrenalinica variante…

Il video in alta definizione:

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