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Dan Cates: “Sono più forte di Phil Ivey, vorrei averlo al tavolo più spesso”

Per essere giocatori di poker vincenti è necessario avere grande sicurezza nei propri mezzi. L’autostima dev’essere ai massimi livelli e bisogna avere la certezza di poter battere chiunque con la giusta preparazione tecnica.

Ci sono però avversari che sono spesso considerati “intoccabili”, mostri sacri di inavvicinabili per chiunque. Uno di questi è certamente Phil Ivey, indicato da molti come “il più forte di tutti i tempi”. Ovviamente di fronte a questa definizione molti altri top player non sarebbero d’accordo, come si evince da alcune dichiarazioni recenti di Dan “Jungleman12” Cates. Il professionista statunitense, battuto in heads-up da Ivey nell’high roller di short deck poker tenutosi in Montenegro, ha detto chiaramente che sarebbe felice di averlo al tavolo più spesso…

Dan Cates e la seconda posizione al Triton Super High Roller

Con la seconda posizione nel Triton Super High Roller Short Deck Ante Only, “Jungleman12” ha vinto $400.000, portando le sue vincite lorde nei tornei live a oltre 8 milioni di dollari.

“È stata sicuramente una bella giornata”, ha detto Cates ai microfoni di Laura Cornelius di Pokernews.com. “Non posso lamentarmi della seconda posizione e non capisco quelli che se ne lamentano quando gli succede. Voglio dire, 60 persone sono state eliminate prima di me”.

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Dan Cates: “Io più forte di Ivey nello short deck poker”

L’unico giocatore in grado di batterlo e negargli il successo è stato Phil Ivey. La leggenda del poker statunitense gioca le stesse partite altissime a Macao a cui prende parte anche Cates, motivo per cui i due si conoscono ormai molto bene. Proprio in base alla sua esperienza passata, Dan si dice convinto di essere più forte del 10-volte campione WSOP. Almeno nello short deck poker

“In base alla mia esperienza, penso di essere più forte di lui a questo gioco, ma quel giorno sembrava giocare davvero bene. Penso che in heads-up abbia giocato meglio di me, ma credo anche che abbia visto carte migliori. Io sono stato costretto a fare dei bluff stupidi perché non chiudevo un punto. In ogni caso, di Ivey posso dire che sarei felice di averlo più spesso al tavolo…”

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Dan Cates e l’amore originario per il No-Limit Hold’em a 52 carte

Poco prima di iniziare l’intervista, Cates era impegnato in una partita high stakes su una app cinese con tavoli anonimi. Non ha voluto parlare di questi tavoli nosebleed (non si gioca a soldi veri, ufficialmente sono partite playmoney, ma in realtà i giocatori si scambiano poi il denaro vinto o perso di persona) ma ha detto che anche in quel caso si trattava di short deck poker. Cates si sta convertendo alla variante a 36 carte del No-Limit Hold’em? La risposta è negativa.

Mi piace ancora il No-Limit Hold’em a 52 carte, anzi mi piace di più perché l’abilità ha un ruolo molto più importante. Puoi vincere tanti piatti senza avere una mano, perché ci sono più possibilità e opzioni. Questo non è sempre vero nello short deck poker: a volte puoi vincere solo con la mano migliore“.

Dan Cates: “Tornerò a Las Vegas per la fine delle WSOP”

Infine, Dan ha parlato dei suoi piani futuri: continuerà a giocare nelle partite high stakes di Macao fino a luglio, quando volerà a Las Vegas.

“A Vegas ho un condominio tutto mio, il mio indirizzo è registrato là, ma ci vado raramente. Al termine delle WSOP tornerò per giocare il Big Game di Mixed Games. Giocherò ovunque ci saranno le partite più alte, come sempre”