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Doug Polk: “Holz ha vinto i milioni perché ha venduto sempre meno quote, chi lo ha imitato è andato broke”

A tutti gli appassionati di poker è successo di chiedersi almeno una volta cosa si provi a incassare più di 15 milioni di dollari in pochi mesi dominando gli avversari e vincendo tutti i colpi più importanti come ha fatto Fedor Holz nell’ultimo anno. Succede a chiunque di fantasticare sull’idea di sperimentare in prima persona una run del genere, non solo ai giocatori amatoriali ma anche ai professionisti. Il problema è che molti di loro, attratti dalla possibilità di vincere così tanto e in così poco tempo, finiscono per rischiare troppo e perdere gran parte del bankroll.

Si tratta di una circostanza molto più comune di quanto si creda, che porta molti ottimi giocatori a bruciare tutto il profitto ottenuto con grande fatica nel corso del tempo. Ne ha parlato recentemente Doug Polk sul suo canale Youtube trattando il tema più generico dei giocatori che si guadagnano da vivere con i tornei dal vivo.

Per affrontare il discorso, “WCG|Rider” parte dalla vendita di quote per i tornei con il buy-in più elevato, una pratica a cui quasi nessuno può fare a meno: “Se giochi un torneo da $100.000 solo con i tuoi soldi, dovresti avere almeno 5-6 milioni di dollari da parte, ma realisticamente più di 10 milioni. Quasi nessuno li ha nel poker. Quindi, quando guardate questi high roller sappiate che nessuno dei pro ha più di 20-30-40% della propria action, e questi numeri sono già molto alti”.

L'ultimo successo di Fedor Holz: l'high roller da €50.000 dell'EPT Barcellona
L’ultimo successo di Fedor Holz: l’high roller da €50.000 dell’EPT Barcellona

La maggior parte dei professionisti vende quindi più di metà della propria action per poter partecipare ai tornei high roller. Qualcuno, tuttavia, decide di azzardare tenendo per sé una percentuale molto più grande, andando contro a buonsenso e bankroll management. Una pratica che Doug condanna duramente:

“Immaginate di avere il 40% del vostro buy-in nel Big One Drop da un milione di dollari: state investendo $400.000 in un singolo torneo! Dovreste avere un bankroll da 25 milioni di dollari per farlo. Molti pensano che trattandosi di un evento che si tiene una volta ogni tanto si può rischiar ma in realtà è totalmente irresponsabile, è follia pura! Alcuni lo fanno ed è una decisione che va rispettata. Alla fine, però, finiscono quasi tutti broke“.

Secondo Doug, sono gli esempi portati da colleghi che hanno vinto tantissimo in poco tempo a spingere molti a fare il passo più lungo della gamba. Su due noti top player, svela un retroscena: “Fedor Holz e Dan Colman hanno accumulato tanti soldi per un motivo ben preciso: man mano che vincevano, tenevano per sé una parte sempre più grande della loro action. In questo caso, se le vincite sono ravvicinate, il profitto sale alle stelle”.

Polk sta dicendo che Holz e Colman hanno adottato un bankroll management estremamente aggressivo per non dover spartire una grossa parte delle eventuali vincite. Dopo i primi successi milionari, hanno iniziato a vendere sempre meno quote. Se sei un giocatore fortissimo come loro e la run ti supporta, puoi davvero accumulare una fortuna in poco tempo.

Questa non è solo l’opinione di Doug Polk: è risaputo che Dan Colman abbia giocato il Super High Roller da $300.000 di buy-in dell’Aria vendendo pochissime quote, mentre Fedor Holz ha ammesso di aver giocato gran parte dei tornei vinti questa estate al 100%.

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Dan Colman dopo la vittoria del Big One Drop

Si tratta di run spettacolari e rarissime. Pochi giocatori nella storia del poker hanno vissuti periodi favorevoli come successo a Colman e Holz. È un dato di fatto, ma molti torneisti sono accecati dall’idea di imitarli e finiscono con il perdere tutto. “Quando un regular dei $10.000 vince un torneo grosso, cerca sempre di shottare agli eventi più alti, dove i field sono più facili grazie ai businessman. Quando qualcuno di questi reg inizia a vincere, si schiera ai tornei successivi con una percentuale di buy-in sempre più alta per provare ad aggredire i super high roller”.

Il problema è che molti provano e falliscono, e questo fa molto male“, continua Doug Polk. “Questo è il motivo per cui tanti reg spariscono dopo aver vinto bene: cercano di inseguire run che hanno visto in passato investendo troppi soldi. Questa strategia ha distrutto più giocatori di quanti ne abbia premiati“.

In conclusione, Doug avvisa tutti gli appassionati di poker che spesso la realtà è ben diversa da ciò che vediamo. Lo fa raccontando un aneddoto: “Un giocatore che prende parte con regolarità agli high roller non è necessariamente ricco. Ce ne sono molti, e non farò i nomi, che sono più broke di quanto possiate immaginare. Avendo giocato molti high roller, l’ho visto con i miei occhi: molti degli iscritti sono disposti a mettere gli ultimi $100.000 che gli rimangono in un singolo torneo per provare a recuperare“.

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