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Curiosità

Doug Polk: “Quella volta in cui Rui Cao mi distrusse a PLO”

Doug Polk ha vinto tantissimo in carriera e non perde mai l'occasione per ricordarlo pubblicamente. Ma in un'occasione subì una lezione durissima da Rui Cao, che non dimenticherà mai.

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16/04/2017 09:23

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Siamo abituati a sentire Doug Polk vantarsi delle vincite ottenute nel poker e autoproclamarsi il più forte giocatore al mondo nel No-Limit Hold’em heads-up. Ma il professionista di Las Vegas, come tutti coloro che giocano da tanto tempo, non ha vissuto solo successi e momenti di esaltazione ai tavoli.

Abbiamo già visto quanto è stato difficile l’inizio della sua carriera, ma quei primi anni non sono stati l’unico momento buio. Nel 2013, quando era già un regular noto e affermato, subì una sconfitta pesantissima contro il professionista francese Rui Cao, da cui uscì devastato a livello psicologico.

“Il 2013 è stato un anno di esplosione per me, sono passato dai mid-stakes agli high stakes”, spiega Doug nello stesso video in cui parla della vita di un pro degli High Stakes Online. Di quel periodo ha tanti ricordi molto positivi, perché fu l’anno in cui iniziò a ingranare e vinse il suo primo milione. Ma sempre nel 2013 visse anche una delle giornate più negative della sua carriera: un errore di valutazione gli costò tutto il profitto ottenuto in mesi di duro lavoro.

Rui Cao, fenomeno delle quattro carte

Rui Cao, fenomeno delle quattro carte

“Nel 2013 ho commesso un enorme errore che mi è costato carissimo in due sole giornate”, continua WCG|Rider riferendosi all’11 e il 12 novembre 2013. “Avevo vinto tantissimo nelle settimane precedenti nel No-Limit Hold’em, così decisi di sfidare Rui Cao in un heads-up di PLO ai limiti $100-$200. Da questa sfida ho imparato una grande lezione”.

Doug non era propriamente rollato per giocare a quei limiti, specialmente in una disciplina nella quale non era molto competitivo come il PLO. Nel video, infatti, mostra il file Excel dove segnava i progressi giorno per giorno del suo bankroll. L’11 novembre, data dell’inizio della sfida con Rui Cao, aveva un bankroll di $1.779.851. Al $100-$200 ci si siede con $20.000, quindi non aveva nemmeno 100 buy-in da parte, la soglia minima per affrontare senza grandi rischi una variante swingosa come il PLO heads-up.

Ma dal punto di vista di Polk, l’errore che commise non riguardava tanto il bankroll, quanto la variante: lui era uno dei più forti al mondo nel No-Limit Hold’em heads-up ma invece di aspettare un avversario nella sua specialità, si buttò nel PLO. Senza grande esperienza e senza le skills necessarie per battere un top player come “PepperoniF”.

Il fatto di avere i soldi per giocare una certa partita è una trappola. Perché in realtà non sai mai quando le opportunità ti potranno ricapitare: all’epoca avevo action (nel No-Limit Hold’em heads-up, ndr) e circa un anno dopo quel giorno, non avevo più la possibilità di giocare online contro nessuno nella mia specialità, perché tutti si rifiutavano”.

Dal file si nota la differenza di 300k nel bankroll di Doug Polk dall'11 al 12 novembre

Dal file si nota la differenza di 300k nel bankroll di Doug Polk dall’11 al 12 novembre

Stupidamente, Doug decise di sfidare Cao nel PLO e finì inevitabilmente per perdere i massimi: il file excel mostra un bankroll di $1.779.851 l’11 novembre e di $1.408.072 il 12 novembre. Al termine della sessione fiume contro il francese, Polk aveva quindi perso $371.779, quasi un quarto del suo bankroll. Il ricordo di quei momenti è doloroso ancora oggi, tre anni e mezzo dopo.

“Ricordo che dopo quella sessione con Rui Cao mi resi conto di quanti soldi avevo perso. Erano le sei o le sette di mattina, non sapevo cosa fare. Iniziai a passeggiare per Vancouver e decisi di prendere un caffè come stavano facendo le persone normali intorno a me mentre andavano al lavoro. Volevo schiarirmi le idee, ero nascosto dal cappuccio della mia felpa, con gli occhi rossi, esausto“.

“Avevo perso tutti quei soldi e pensavo di non appartenere nemmeno a quel mondo da come mi sentivo male. Era tutta colpa mia, e il fatto di ammetterlo non mi faceva sentire per niente meglio. Ma alla fine dissi a me stesso che avrei imparato da quell’errore“.

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Doug si promise anche di iniziare a studiare e diventare competitivo almeno in un’altra disciplina, perché si rese conto che il divario tra il suo gioco nel No-Limit Hold’em e il PLO era enorme. Tuttavia, non scelse di dedicarsi alle quattro carte, una variante che ha più volte definito difficilissima da battere ad alti livelli. Scelse invece i tornei, campo dove si è imposto subito come un giocatore largamente vincente: negli ultimi tre anni ha vinto due braccialetti WSOP e due tornei da oltre $200.000 su Pokerstars.com.

“Alla fine ho deciso di giocare più tornei, ed è stata una bella idea visto che ho vinto molto. Tutto questo discorso, comunque, serve per dire che la prima cosa che devi fare è scegliere una o due varianti e concentrarti solo su quelle. Soprattutto se giochi agli High Stakes. Guardando al mio grafico su Full Tilt si potrebbe pensare che quella perdita contro Rui Cao fosse poca roba, ma invece non è così: quel giorno è stato fondamentale per la mia carriera, e soprattutto molto triste“.

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