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Curiosità

Sammartino, pazza idea WSOP: ‘potrei giocare il torneo da 111.111$, se…’

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26/05/2013 20:03

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Dario SammartinoAlle prossime WSOP sarà uno degli italiani più attesi, anche per i risultati ottenuti in una specialità – i tornei – che non è proprio la sua. Ma Dario Sammartino è un personaggio particolare, che quasi disorienta per quell’apparire anche “troppo perfetto”: forte in cash game come in MTT, consapevole di sé ma mai spocchioso, bello ma anche simpatico e ammirato da quasi tutti i colleghi.

Lo abbiamo intervistato poche ore prima della sua partenza per Las Vegas, e non potevamo che partire da questa curiosità.

Forte, ambizioso, bello, ricco e anche simpatico. Ok, ma adesso voglio sapere un aspetto negativo della vita da top pro
Ahahaha, dai troppo buono. Diciamo che in questo momento una cosa che patisco è la difficoltà ad avere una relazione seria, per via di ritmi che non possono collimare con quelli di una persona che non sia già in qualche modo interna al mondo del poker. Ad esempio ora sto per partire a Vegas e ci starò quasi due mesi: a noi sembra semplice, ma quante ragazze sarebbero disposte a tollerarlo?

Come nasce il giocatore Dario Sammartino?
Fin da piccolo ho avuto la passione per tutti i giochi di carte. La prima volta che entrai in casinò avevo 16 anni, perchè mio padre era un giocatore ed aveva ospitalità al Grand Hotel De Paris (a Montecarlo, ndr). Così entravo al privè dello Sporting dove iniziai – diciamo – a prendere confidenza con le cifre da capogiro che si giocavano ai tavoli.
Pokeristicamente mossi i primi passi diversi anni fa, nei circoli della mia zona. Non sono certo un esempio da seguire, perchè ignoravo totalmente il concetto del gioco in bankroll. Partivo subito dagli stakes più alti possibile, infatti nella mia “vita precedente” sono andato rotto almeno 5-6 volte.

E quando hai deciso di fare sul serio?
Nel 2009 decisi di provare a fare il professionista, e cambiai totalmente approccio.

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Ti consideri autodidatta o c’è qualche figura che consideri più importante nella tua crescita?
Fondamentalmente sono un autodidatta, anche se nel tempo il confronto con tanti amici professionisti italiani ha significato e significa sempre molto. Se devo scegliere una figura importante per me, dico Fabrizio Baldassari: mi fece assistere alle sue sessioni mentre mi trovavo con lui a Kiev per il mio primo EPT, e mi impressionò enormemente.

Cosa ha di speciale superbaldas?
Fabrizio BaldassariGuarda, tecnicamente forse lui e Marcello Marigliano (il suo maestro) pagano qualcosa rispetto ai top player, soprattutto quelli degli high stakes di Full Tilt e simili. Ma giocatori “nati live” come loro hanno sviluppato naturalmente elementi psicologici del gioco che li collocano su un altro pianeta.

Per esempio?
Loro vivono il cash completamente in un altro modo, portano il metagame a livelli altissimi e hanno una grande capacità di capire quando è il momento di far sentire il peso dei soldi.

A proposito di soldi, molti tuoi colleghi spendono parte dei loro guadagni in gamblate di vario tipo (betting, roulette, punto&banco etc) o nel lusso sfrenato (ristoranti, viaggi, divertimenti “vari”). Tu come ti collochi?
Dunque, se parliamo di ristoranti e hotel, io ho un’idea: questo è un lavoro che ti tiene impegnato anche 16-18 ore al giorno per settimane. Quindi, nel momento in cui vado a fare una trasferta voglio il massimo del comfort possibile e da quel punto di vista non mi pongo alcuna limitazione.
Sul gambling invece sono “una persona seria”. Anzi, ti dirò che da qualche tempo mi sono dedicato a investimenti differenziati: sono socio di un ristorante-pizzeria a Medjugorje, ho un Bed&Breakfast a Palinuro e un paio di giorni fa ho firmato dal notaio l’acquisto della mia prima casa.

Il poker è un gioco in cui il denaro gioca un’importanza fondamentale, eppure ci sono diversi top player che lo mettono in secondo piano rispetto alla competizione mentale. Se potessi scegliere tra avere al tavolo sempre nuovi fish e sfidare sempre i migliori, tu cosa faresti?
Dipende molto dal momento che stai attraversando. Voglio dire, se avessi roll infinito vorrei solo sfidare i migliori. Se invece prevale il bisogno di guadagnare allora sì, vorrei un fish al giorno.
Arrivati a certi livelli, il gioco diventa SOLO una competizione mentale
. E poi è importante avere stimoli: io non gioco quasi più al NL1000 su PokerStars.it perchè ho massacrato il livello.

E’ rimasta celebre una tua lunghissima sessione heads up con anma64 in cui vincesti circa 50mila euro. Qual è stata la tua sessione più lunga di sempre?
Circa 36 ore consecutive tra live ed online (all’EPT di Tallin). Solo online, senza staccare un momento, invece siamo sulle 18 ore.

E riesci a giocare sempre concentrato?
Ti dirò di più: il mio A-game cresce con il passare del tempo. In una sessione lunga di heads up contro un singolo avversario, il match diventa sempre più un accavallarsi di livelli e mosse che cerchi di fare a lui e viceversa. Anzi, dopo 7-8 ore di gioco inizio a rendere al meglio.

Live ti si conosce più per i tornei. Che considerazione hai di te come torneista?
Online sono nulla di che, giusto sopra la media. Live invece mi sento molto competitivo, perchè lì si aggiungono elementi che lo rendono un gioco molto diverso, un po’ come calcio e calcetto.

Dario al tavolo dell'EPT Grand Final con Daniel Negreanu e Alec Torelli

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Partecipare a eventi come EPT Grand Final è un segno della tua voglia di misurarti con i migliori. Che impressioni ti lascia confrontarti con un field del genere?
Quando giochi tornei così impari infinito, ma lo fai proprio mentre stai giocando. Quando mi sono trovato in late stage alle WSOPE, così come all’EPT Grand Final, sono riuscito a carpire miliardi di cose, dettagli piccoli e grandi che poi rielabori arricchendoti. Infatti non vedo l’ora di andare alle WSOP e mettere in pratica tutte le mosse che ho visto negli ultimi grandi tornei.

A proposito, visto che siamo in argomento, sarai di certo tra i più ricercati nel nostro Fanta WSOP. Hai già idea di quali e quanti eventi giocherai?
Farò tutti i tornei di No Limit Hold’em, compreso il 25k six-handed che non vedo l’ora di giocare. In tutto sarebbero circa 100mila dollari di buy-in, però…

Non me lo dire…vuoi giocare il One Drop High Rollers da 111.111$???
Diciamo così: se vinco bene a cash ci faccio più di un pensierino. In ogni caso, se decidessi di farlo cercherei di vendere quote almeno per un 50%. Però l’idea mi attrae molto…

Saresti il primo italiano a cimentarsi su un buy-in del genere, ti auguriamo di riuscirci. Sarebbe un altro segno che il livello poker europeo si sta avvicinando a quello americano. Tu cosa ne pensi?
Credo che siano stili molto differenti, in particolare sulle size, tendenzialmente più piccole per gli europei e più grandi per gli americani. Alla fine forse la perfezione sta nel mezzo, o meglio nel sapersi adattare ad entrambe.

Un esempio di size americana?
Steve O’Dwyer. Lui apre spesso 3x e 3-betta lunghissimo. E da bottone non apre 2x ma sempre 2.5x o 3x. Credo di avere capito perchè lo fa e penso sia anche vantaggioso. I motivi però – mi comprenderai – li tengo per me.

Certo, ci mancherebbe. O’Dwyer tra l’altro è di sicuro uno dei più in forma. Se ti chiedo di farmi due nomi su cui puntare alle Fanta WSOP, un italiano e uno straniero, lui sarebbe una tua scelta?
Sì, se devo fare due nomi a bruciapelo dico lui e Galb. Ma se dovessi puntare mille lire, lo farei su di me…

Dario Sammartino

E noi speriamo di rivederti a qualche tv table come accaduto di recente. A proposito, come ti trovi ai tavoli televisivi?
Se devo esser, sincero, male. Con le telecamere addosso non riesco ad esprimere il mio miglior poker, ad esempio bluffo molto meno rispetto a quanto avviene normalmente. E’ un aspetto su cui devo lavorare.

Alla fine, sono riuscito a trovare un leak in Dario Sammartino. Anche queste sono soddisfazioni del mestiere…Good luck in Vegas, Dario!
Eheh, grazie mille. Cercherò di farti scrivere di me il più possibile.

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