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Curiosità

Vivian Saliba: “Amo profondamente il PLO, ho rinunciato a un buon lavoro per diventare una pro”

Vivian Saliba è una delle giocatrici di poker più in forma del momento. La professionista brasiliana ha raccontato il suo percorso nel podcast di Joe Ingram

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23/11/2017 10:40

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Vivian Saliba è una delle giocatrici di poker più in vista degli ultimi tempi. Dopo una serie di ottimi risultati ottenuti alle WSOP di Las Vegas, la professionista brasiliana ha vinto un Ladies Event che metteva in palio un pacchetto per il Main Event WSOPE, e proprio a Rozvadov è entrata ufficialmente nel team pro di 888Poker.

Nonostante stia diventando sempre più popolare nel mondo del poker, non si sapeva molto su questa bella ragazza brasiliana venuta fuori dal nulla e immediatamente competitiva nel PLO. Per questo motivo, il suo amico Joe Ingram le ha dato la possibilità di raccontarsi nel leggendario Poker Life Podcast. La Saliba ha svelato il suo percorso.

Vivian Saliba, team pro di 888Poker

La scoperta del poker nei club brasiliani

Gioco a poker da sei anni, professionalmente da due“, dice la ragazza brasiliana. “Considerando che ho 24 anni, mi sento ancora piuttosto giovane”.

Come aveva già detto in altre interviste, Vivian scoprii il poker a 17 anni, quando era minorenne. Il padre – sicuramente non un buon esempio – le aveva fornito una carta d’identità falsa per giocare insieme a lui in un club privato.

“Ho iniziato da minorenne con una falsa carta d’identità (ricordiamo che il gioco è severamente vietato ai minori e condanniamo fortemente questa pratica, ndr). In questo club c’era un torneo nel quale pagavi il buy-in e se venivi eliminato potevi rientrare pagando $10. Per un paio di anni ho giocato così, ed ero terribile“.

Nonostante ammetta le scarse abilità dell’epoca, Vivan sostiene che il livello fosse talmente basso da permetterle di vincere bene.

“Pur non studiando, ero comunque più forte dei miei avversari e riuscivo a fare soldi. Ci giocavo per hobby ma poi all’università ho iniziato a vincere sempre di più. Guadagnavo bene con le partite di cash game, potevo comprarmi ciò che volevo con i soldi che incassavo”.

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Vivian Saliba: da un contratto di lavoro al poker full time

La svolta c’è stata al terzo anno di università. Vivian era una studentessa con la passione (molto profittevole) per il poker. A un certo punto si trovò di fronte a un bivio: continuare a studiare e iniziare un percorso lavorativo tradizionale, oppure provare a diventare una professionista?

“Al terzo anno di università ho ricevuto un’offerta di lavoro da parte di una grande azienda“, ricorda. “Quando mi sono presentata per firmare, ho fissato quel contratto e non ci sono riuscita. Con quel lavoro non avrei più potuto giocare a poker. In quel momento ho preso la decisione di mollare tutto e dedicarmi esclusivamente al poker“.

Vivian Saliba

Quella di Vivian fu una scelta istintiva e irrazionale. Tuttavia, oggi è sicura di aver fatto la cosa giusta.

“Volevo seguire il mio cuore e fare quello che mi piaceva davvero. Amavo profondamente il poker. Non mi pento di quella scelta, anzi, oggi svolgo un lavoro unico e meraviglioso: non esiste niente come essere un poker pro. Ho una libertà grandissima, adoro il mio lavoro“.

Vivian Saliba, la regina del PLO

Solitamente quando una ragazza si afferma nel mondo del poker, lo fa nei tornei. Da Liv Boeree a Maria Ho, la maggior parte dei nomi noti femminili nel poker sono legati agli MTT.

Vivian, invece, è una cashgamer. Oltretutto di PLO, la sua grande passione.

“Negli ultimi tre anni ho giocato esclusivamente a PLO cash game, solo da quest’anno ho iniziato a giocare anche i tornei di No-Limit Hold’em. Devo ancora migliorare tanto ma ho già ottenuto qualche risultato. Perché non gioco al NLH cash game? I giocatori sono troppo nitty, il gioco è lentissimo e tutti fanno sceneggiate. Inoltre so per certo di non essere competitiva come nel PLO”.

Il suo amore sconfinato per le quattro carte fa pensare che la vedremo a lungo ai tavoli. Anche perché quest’estate Vivian ha già dimostrato il suo valore iscrivendosi e sfiorando il final table nel Main Event PLO delle WSOP, torneo da $10.000 di buy-in.

“A Las Vegas volevo giocare il cash game e i tornei minori con i miei soldi. Non volevo vendere quote per il Main Event, né partecipare al PLO da $10.000. Alla fine hai insistito (si rivolge a Ingram, ndr) e mi hai convinto a mettere in vendita la mia action. Ho venduto tutte le quote a disposizione quasi subito. Le persone mi hanno dato fiducia e io le ho ripagate con l’11° posizione (da $48.000, ndr)”.

 

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