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Luca Pagano: “Il Team QLASH avrà una Grindhouse. eSports? L’Italia deve cambiare”

Luca Pagano torna a parlare del Team QLASH e delle novità in campo eSports, mentre si trova a Londra per il PokerStars Festival. Dopo l’Hearts & Spades si intensificano i lavori sulla squadra che proverà a imporsi sulla scena internazionale di Hearthstone.

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27/01/2017 08:46

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Il primo PokerStars Festival si sta disputando in questi giorni a Londra e Luca Pagano è tra i protagonisti. Il capitano del Team PokerStars Pro ha partecipato all’High Roller e al Day 1B del Main Event: nel primo caso non è andata bene, nel secondo è riuscito a imbustare 135.700 chip (14° assoluto)

Poco prima dello start del suo Day 1B, Luca è tornato a parlare con noi non solo di poker, ma anche e soprattutto del Team QLASH, l’iniziativa che segna la sua discesa in campo nel settore degli eSports, Hearthstone in particolare.

Luca Pagano Team QLASH

Luca Pagano con la patch del Team QLASH (photo courtesy of Mickey May)

Allora Luca, come sta andando a Londra?

“Per il momento non benissimo, come si dice spesso nel poker. Ho giocato l’High Roller e sono stato card dead sin dallo shuffle up and deal. Poi in una mano con A-T ho perso due terzi dello stack contro A-J, su un flop A-J-T.

Tra poco mi siederò al Day 1B del Main Event, sperando che vada meglio (effettivamente è andata meglio, ndr). Spero anche che così facendo io possa evitare il dinner break. Ho notato che al ritorno dalla pausa cena spesso perdo lo smalto, come se fermarmi interrompesse il giusto flow del game. Vediamo come va”.

Sappiamo che anche se sei a Londra continui a lavorare su altri progetti.

“Ebbene sì. Dopo il successo clamoroso di Hearts & Spades sono sempre più convinto che gli eSports siano un settore destinato a crescere in maniera esponenziale. Attualmente stiamo lavorando alacremente per limare i dettagli sul Team QLASH. Come puoi vedere dalla patch, sto già cercando di diffondere il verbo…”

Ecco, a proposito di Team QLASH, ci puoi svelare qualche altro dettaglio?

“Non posso ancora darvi i nomi i membri della squadra, ma sapete già che il capitano sarà Simone ‘VKingPlays’ Larivera. Posso dirvi che però il roster è già definito, anche se stiamo ancora scegliendo chi inserire tra i finalisti dell’Hearts & Spades.

Posso però dirvi, visto che l’ho già accennato durante la finale di Hearts & Spades, che il Team QLASH avrà la sua Grindhouse.”

Accidenti, questa è una bella bomba. Dicci di più!

“La Grindhouse del Team QLASH sarà a Lugano e permetterà ai giocatori di fare tante cose: allenarsi, fare streaming, team building e chi più ne ha più ne metta. Ci saranno tante telecamere che ci permetteranno di costruire prodotti speriamo interessanti, nuovi e coinvolgenti per tutti gli amanti degli eSports e, perché no,anche del poker”.

Che cosa può rappresentare il Team QLASH per gli eSports in Italia?

“Sicuramente proveremo a portare quanta più visibilità possibile al movimento, che ha bisogno di essere riconosciuto in primis dai media generalisti. Viviamo in un paese ancora piuttosto ‘anziano’ dal punto di vista mediatico, e ancorato ai vecchi mezzi di comunicazione: se una cosa non passa in televisione, allora è come se non esistesse.

Con il lavoro del Team QLASH vogliamo raggiungere tanti obiettivi – anche personali, ovviamente. Organizzeremo tornei che permetteranno a chiunque di far parte della squadra, eventi di beneficienza e quant’altro.

Proveremo anche a vincere i tornei ai quali parteciperemo, naturalmente. Perché come diceva il mitico Giampiero Boniperti, “vincere non è importante, è l’unica cosa che conta”. Battute a parte, sarà molto dura e lo sappiamo, ma ci stiamo preparando come meglio non potremmo”.

Chiudiamo chiedendoti cosa ne pensi di queste nuove modifiche che PokerStars sta testando.

“Ti riferisci a quanto annunciato da Severin Rasset (QUI e QUI, ndr)? Ormai la strada per il futuro prossimo è chiara: andare sempre più incontro ai giocatori amatoriali, per fare in modo che trovino un ecosistema quanto più vivibile e adeguato alle loro esigenze.

Accontentare tutti è impossibile, ma qui non si tratta di giusto o sbagliato: si tratta di fare scelte che si adattino al mutare dei tempi e delle esigenze, tanto dei giocatori quanto degli addetti ai lavori”.

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