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L' Opinione

“Il braccialetto? Troppo grosso per noi italiani, non è il mio stile”. Dario Sammartino mattatore a Poker After Dark

Ospite di una puntata speciale di "Poker After Dark", Dario Sammartino conferma le impressioni di grande spigliatezza e capacità da intrattenitore e aumenta i rimpianti: sarebbe stato lui il campione ideale, non solo per l'Italia.

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23/07/2019 20:55

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La prima uscita ufficiale da “Runner up del WSOP Main Event” di Dario Sammartino conferma tutte le impressioni che avevamo avuto nei giorni e nei commenti successivi al tavolo finale. “Main Event Hangover”, prima di due puntate speciali di Poker After Dark dedicate al torneo dei tornei, ha mostrato un Dario davvero scintillante. Attenzione, perché non parlo del suo essere più o meno forte perché non lo scopriremmo certo da 5 ore di cash game televisivo. Parlo di un tarlo che, da italiani, ci porteremo dietro per un po’: Dario Sammartino sarebbe stato un campione di straordinario impatto.

 

 

Perché dico questo? Ovviamente non per togliere i giusti meriti che già abbiamo attribuito a Hossein Ensan, che quel braccialetto se lo è guadagnato sul campo giocando l’heads up meglio dell’italiano. La mia è una riflessione da “Chi sarebbe stato il campione migliore per il poker?” E la risposta potete immaginarla.

Dario Sammartino

Il “nuovo” Dario Sammartino è una vera star

Televisivamente non c’è proprio match. Ensan è un cavallo di razza al tavolo da poker, ma fuori dal gioco è un personaggio che non offre grandi spunti. Lo si vede un po’ da come si presenta a Poker After Dark, sorridente ma un po’ poco a suo agio. Al suo arrivo, Dario invece sfoggia il solito stile impeccabile ma anche un piglio da consumato uomo di spettacolo.

Prima si intrattiene con Mike Matusow parlando del final table, poi si tuffa nel gioco ma sempre senza perdere occasione per mostrare uno dei lati più sorprendenti dell’ultimo Dario: la dimestichezza con l’inglese. La lingua era fino a poco tempo fa un po’ il tallone d’achille del campione napoletano, ma le lunghe ore trascorse ai tavoli e all’estero hanno affinato moltissimo la sua “comprehension” e anche la proprietà di linguaggio è ora decisamente buona.

Nel corso della partita, Dario Sammartino si soffermerà con i compagni di tavolo anche su spot discussi del Main Event, come per esempio il call forzato 11 left che ha generato molte polemiche, ma anche qualche mano del final table.

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Lo scherzo del braccialetto “tamarro”

Il siparietto più divertente si ha quando Dario vede il braccialetto appoggiato sul tavolo accanto a Ensan e gli chiede di farglielo indossare. “Ehi, ma non si era detto che avremmo fatto sei mesi per uno?” esordisce Sammartino. Poi, dopo averlo messo al polso, ci scherza ancora su: “No, è troppo grosso per noi italiani, non è decisamente il mio stile. Per il prossimo anno dovranno farlo un po’ meno vistoso”.

Dario scherza indossando il braccialetto che nella realtà ha solo sfiorato

L’effetto che viene trasmesso in chi guarda lo show è nettissimo. Se per assurdo accendeste la TV su questo episodio di Poker After Dark e non sapeste nulla di come è andato a finire il Main Event, verrebbe naturale pensare che il vincitore sia stato Dario Sammartino. Ensan, vuoi per età, per carattere o per altro, non avvicina neanche la spigliatezza del suo runner up. L’enorme rimpianto che ci portiamo dentro permane, se possibile ingigantito. Se immaginiamo il final table del Main Event come il copione di un film, Ensan sarebbe stato il runner up perfetto e Dario il campione ideale.

Ah, per la cronaca Dario ha terminato il day 1 con il secondo miglior profitto, dietro al solo Brandon Cantu. Ma anche questo non rappresenta certo una sorpresa. Dario nasce cash gamer, in passato si è segnalato per sessioni fiume lunghe ben oltre le 5 ore di questo tavolo, e con stake anche superiori al 25$/50$ bb ante 50$ di questo divertente show. Stanotte la seconda puntata, ma la presenza di Dario è in forse: lui stesso ha ammesso che ha molti impegni da sbrigare prima di ripartire verso l’Europa. Di sicuro lui si trova benissimo in questo suo nuovo ruolo da ambasciatore del poker e, se ne avrà l’occasione, si ripresenterà a questi appuntamenti.

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