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La mano dei sogni alla Premier League: sei nuts e fa tutto il tuo avversario

Nel gioco del poker ci sono situazioni in cui le cose vengono talmente facili che ci fanno dimenticare per un momento tutti i momenti negativi che abbiamo trascorso negli anni. Trickett ne sa qualcosa. La mano dei sogni.

Scritto da
05/06/2020 14:05

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Sam Trickett

La mano dei sogni

Quando si pensa ad una mano dei sogni, la si percepisce come qualcosa in cui prendiamo il massimo che possiamo prendere, senza nessun tipo di sforzo, nella quale siamo nuts al flop, nuts al turn e praticamente nuts al river. 

La concepiamo come quelle in cui non dobbiamo faticare più di tanto perché il nostro avversario si incastra da solo in qualche bluff, oppure con un punto leggermente inferiore al nostro, in modo tale che non dobbiamo bruciare il nostro cervello alla ricerca delle size perfette che lo facciano pagare, al timing, all’history, al metagame… nulla. 

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Trickett e Frankland

La mano che vi proponiamo oggi è quella che vede protagonisti Sam Trickett e Mathew Frankland in una fortunata edizione, la quinta, della Premier League organizzata da partypoker al Montesino, uno dei più bei casinò di Vienna. 

Nell’heads up del gruppo B di quella edizione, sono arrivati Trickett, invitato dall’organizzazione del torneo e Mathew Frankland, a quell’epoca qualificato per sfidare i campioni. 

Al testa a testa finale tutto inglese, Frankland dimostrò in più di una occasione di non essere lì per caso, anche se le carriere dei due sfidanti non ebbero esattamente lo stesso percorso, e questa mano lo dimostra, seppur non andata a finire nel modo migliore per lui.

Il colpo

I due sono alle prese con uno stack piuttosto importante, anche se la grafica non ci aiuta nel suo conteggio effettivo. 

Frankland gioca da bottone e, a T40.000, apre la disputa a 80.000 in click raise con la mano peggiore del campo, seppur suited a quadri, 7 2 .

Trickett dal canto suo decide di flattare una sorridente e fiera coppia di assi, uno di quadri e uno di picche. 

La trappola è servita. 

Il flop non è esattamente nemico del giocatore che ora agirà fuori posizione e che, a seguito di un terzo asso che casca in apertura di board, opta per un timido check. 

La mano, ma questo lo sappiamo noi che vediamo anche le carte del suo avversario, è già chiusa e Frankland decide di farne tre, una dietro l’altra, tutte, fino all’ultima stilla delle sue chips. 

Pre flop, flop, turn e river. 

La condotta di Frankland è di quelle che provano a raccontare una storia vera e legittima, ma il buon Trickett nasconde bene il suo punto e il suo avversario è del gatto. 

La mano in questione è la prima di questo shot di mani.

Buona visione! 

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