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Isaac Haxton: ‘Abilità o fortuna? E’ un dibattito senza senso’

Scritto da
21/05/2014 09:43

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Spesso negli anni si è discusso di quanto il poker sia un gioco con una componente di abilità prevalente, e lo si è paragonato a questa o quella disciplina per legittimarlo: tuttavia, secondo Isaac Haxton, questo tipo di discussione è sbagliata in partenza.

Il dibattito è nato su Twitter, con il pro di PokerStars che anziché elaborare una tesi in grado di dimostrare che il poker sia un gioco ad abilità prevalente ha sostenuto un’altra posizione, che da sempre gli è cara quando si tocca questo argomento.

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“L’abilità ed il caso – scriveva lo statunitense già tempo fa – non hanno fra loro una relazione tale per cui abbia senso discutere quale delle due prevalga sull’altra. In ogni disciplina dove l’abilità abbia un qualsiasi peso, la skill sarà sempre il fattore predominante nel determinare il risultato, semplicemente perché l’elemento di casualità nel lungo periodo si annulla”.

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Isaac Haxton, genio senza sregolatezza

E prosegue: “Maggior casualità non significa minore abilità, così come è vero il contrario. E’ una forzatura sostenere che si tratti di una misura scalare, per cui abbia senso paragonare l’ammontare di abilità nel poker con quella negli scacchi, o l’ammontare di casualità insita nel backgammon con quella di una partita di Pot Limit Omaha deepstack”. Esempi non casuali, per lui che negli scacchi è stato un giovane fenomeno, prima di diventarlo nel poker.

Ma, come spesso gli accade, Haxton va oltre: “Se anche fosse possibile misurarla in qualche modo, sarebbe in ogni caso testardamente ignorante immaginare che esistano relazioni quantificabili fra le due, che consentano un confronto quantitativo del rapporto fra abilità e fortuna, o di quali dei due elementi prevalga in un determinato gioco. La verità è che entrambi sono presenti nel poker senza alcun dubbio, e che non ci sia altro da dire sull’argomento”.

Per spiegare meglio il proprio punto di vista, Isaac fa un semplice esempio: “Immaginate due persone che stiano di fronte ad una grande roccia grigia, con uno che sostenga che la roccia sia prevalentemente grigia, e l’altro che sia prevalentemente larga. Che cosa potrebbero dire, che è meno grigia di altri oggetti comunemente considerati piuttosto larghi?”.

Il dibattito insomma è destinato a rimanere irrisolto perché malposto, almeno dal punto di vista di Haxton, che sarà pure miope ma su questi argomenti spesso vede decisamente più in là degli altri.