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Alla vigilia del Final Table più atteso, un lutto colpisce le WSOP

Hans 'Tuna' LundScherzi del destino, spesso non a caso definito “cinico e baro”. Proprio alla vigilia del tavolo finale più atteso dell’anno, arriva la notizia che un amato protagonista degli anni passati ci ha lasciato.

Hans “Tuna” Lund non era famosissimo da noi in Italia, ma ha avuto un ruolo importante negli anni in cui il poker non era ancora un fenomeno di massa. Due braccialetti vinti, uno nel 1978 in un evento No Limit Hold’em da 1500$ di buy-in, l’altro ben 18 anni dopo, nel 1996 e in una specialità rara e particolare come l’Ace-to-Five Draw.

Ma Lund è stato molto altro. Quel sogno che da stasera Ivey e i suoi otto compagni d’avventura coltiveranno fino a che non ne rimarrà soltanto uno, Hans lo ha sfiorato per ben due volte in carriera, l’ultima nel 1992 in cui arrivò terzo (vittoria di Dastmalchi, ndr).

“Tuna” arrivò vicinissimo al titolo assoluto WSOP anche due anni prima, nel 1990, in una edizione destinata a passare alla storia. Era l’anno in cui Stu Ungar non si era presentato al day 3 dopo avere macinato una montagna di chips, talmente abbondante che gli consentì di giungere al tavolo finale anche da assente, terminando nono.

All’heads up finale di quel 1990 arrivarono proprio Hans Lund e Mansour Matloubi. Quest’ultimo fece call per il proprio allin al raise di Hans su flop 9 4 2. Lund aveva A9, mentre Matloubi partiva davanti con una coppia di 10. Un A sul turn diede la doppia coppia ed il vantaggio ad Hans, che quindi era ormai ad un passo dall’agognato titolo. Ma un 10 sul river ribaltò ancora una volta le sorti della mano e del torneo, facendo doubleuppare Matloubi che sarebbe poi andato a vincere.

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Chissà come sarebbe andata, se avesse vinto Lund. Chissà se due anni dopo Stu Ungar avrebbe sfidato lui, al posto di Matloubi, per stabilire chi fosse il migliore. Magari non ne sarebbe venuto fuori quello che viene ricordato come “the best call ever“, chi può saperlo?

Hans Lund se n’è andato ad appena 59 anni, sconfitto da un implacabile cancro. Ci piace immaginare che quell’heads up mancato con il grande Stuey i due possano giocarlo adesso, dovunque si trovino.

Riposa in pace, Hans!

 

"Assopoker l'ho visto nascere, anzi in qualche modo ne sono stato l'ostetrico. Dopo tanti anni sono ancora qui, a scrivere di giochi di carte e di qualsiasi cosa abbia a che fare con una palla rotolante".
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