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Andrea Piva: la mia vita “lontano” dal poker online

Andrea Piva in una delle sue ultime apparizioni liveOrmai sono passati quasi due mesi dal suo “arrivederci” ufficiale al poker, ma il distacco di Andrea Piva dal mondo del texas hold’em è stato qualcosa di graduale quanto momentaneo. Abbiamo raggiunto Andrea nell’esilio “dorato” della sua casa di Bari, intrattenendoci piacevolmente con un personaggio come sempre originale, la cui allergia alla banalità è qualcosa che – a parere di chi scrive – manca terribilmente al mondo del poker nostrano.

E’ noto che l’ex membro del Sisal Poker Team Pro si è allontanato dal poker per riprendere le fila della sua attività di scrittore, ed iniziare a lavorare al nuovo libro. Naturalmente non riesco a scucirgli nulla sul soggetto della sua nuova creatura, anche perchè siamo ancora a una fase preliminare, una fase di “pulizia” che ci spiega lo stesso Andrea.

Piva: In questo momento mi sto liberando di tutte le “zavorre”. Dopo anni vissuti in una dimensione particolare, per immergersi di nuovo nella scrittura c’è bisogno di una fase di “pulizia interiore”.

AP: In generale ti trovo molto bene però. Pimpante, direi.
Piva: Sono quattro domeniche che non gioco, e devo dire che senza poker sto davvero bene, almeno per adesso. Da circa 10 giorni ho iniziato a provare una strana “felicità“, che non mi spiegavo e ho impiegato un pò a capire da dove provenisse.

AP: Mi vuoi dire che il poker online ti portava infelicità?
Piva: Assolutamente no, esso è parte di me e per tante ragioni ben difficilmente ne farò a meno in futuro. Ma è indubbio che il giocatore di tornei è un pò “schiavo” del suo lavoro. Al contrario di un cash o s’n’g grinder hai molto poco potere sulla durata e la gestione delle tue sessioni. Sederti e non sapere quando ti alzi è qualcosa che mi pesa molto più di prima.

AP: Fammi capire, rinneghi la tua natura di MTTer?
Piva: Per nulla! Anzi, tornassi indietro grinderei in modo ancora più massiccio. Mi rimane forse un certo rimpianto di non avere sfruttato in pieno i primi tempi delle .it (come molti specialisti di s’n’g hanno fatto ottenendo profitti unreal). Comunque sia non rinnego nulla, e devo dire che ricordo con grande piacere il periodo in cui agguantavo qualcosa da mangiare con la brama di chi ha per le mani una bella donna e poi via, di corsa al tavolo. Semplicemente, ora stare impegnato dalle 20 alle 4 di notte mi pesa tutto molto di più rispetto a qualche anno fa. Quando faccio le 2, adesso tendo ad andare in coma. D’altra parte la mia giornata attuale inizia la mattina presto, quindi è abbastanza naturale.

AP: Ma il tuo è stato un cambio repentino? dal grinding selvaggio a zero grinding?
Piva: Certo che no. Avevo già iniziato a calare da quasi un anno, prima del mio “addio”. Da un pò di mesi addirittura giocavo quasi solo la domenica e il lunedì, ma la media dei tavoli aperti era già calata, da 20 a 14 e anche meno. Sembra un particolare trascurabile, ma ti assicuro che incide.

AP: L’addio con Sisal Poker ha colto un pò tutti di sorpresa. D’altra parte parte, visto il tuo score live soprattutto nella prima stagione (con il secondo posto assoluto al Poker Grand Prix 2009 e tanti piazzamenti di prestigio, ndr) era difficile pensare che Sisal volesse liberarsi di te…
Piva: Infatti è stato tutt’altro. Diciamo che le esigenze mie e della room andavano in direzioni diverse, e abbiamo convenuto di terminare così, da buoni amici. D’altra parte, per me il richiamo della letteratura era troppo forte, e in un certo senso tutto era iniziato con un percorso quasi speculare.

Andrea con il fratello Alessandro, regista cinematograficoAP: Sarebbe a dire?
Piva: Anni fa fu proprio in un momento in cui non riuscivo a lavorare, e le uniche proposte che avevo erano per la TV, ma una TV orrenda. Così iniziai a cercare dei modi per guadagnare online, scoprendo il poker. Da allora iniziai ad informarmi ed a studiare la disciplina, fino a raggiungere i livelli che mi hanno portato a venire notato da Sisal.

Ora invece tornava troppo forte per me l’esigenza di scrivere, e non è qualcosa a cui puoi permetterti di non dedicare tutto te stesso. Come disse qualcuno, “fare lo scrittore è un pò come tenere un negozio“: magari per giornate intere non entra nessuno, ma non puoi mai chiudere perchè magari ti perdi un cliente importante che passava da lì”. Comunque, se con il live ho di fatto chiuso, il poker online tornerà presto a riempire le mie giornate. Il gioco fa parte di un mio certo modo di essere competitivo.

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AP: Una cosa che mi sono sempre chiesto è come fanno a convivere in te la dimensione dello scrittore/creativo e quella dell’inguaribile competitor. Sono semplicemente due caratteristiche separate in una persona eclettica?
Piva: Credo di sì. Il mio lato competitivo è spiccato da sempre. A volte mi piace pensare che esiste la reincarnazione, e di essere stato in una vita passata qualcosa di simile ad un samurai, per la mia voglia di dominare ogni avversario accompagnata dal rispetto assoluto per lui. In generale mi sono sempre sentito un pò un uomo “rinascimentale”: mi piace applicarmi in diversi campi e arrivare al massimo possibile in ciascuno.

AP: Il tuo allontanamento dal poker ti porterà a perdere gli amici che ti sei fatto in questo mondo?
Piva:
No, anzi guarda, questo si lega al discorso che facevamo poco fa. Avendo esplorato diversi campi, mi è sempre venuto naturale cercare persone con cui approfondire discorsi relativi a quell’ambito preciso. Mi è accaduto con la letteratura, col cinema e anche col poker. Naturalmente c’è sempre una parte di queste conoscenze con cui si diradano i contatti, ma le amicizie vere restano, in tutti i campi. Nel poker i primi amici veri che ho avuto sono stati Crisbus e Toms2up, ma se devo nominarne altri due dico Emanuele Marzano (con cui ho scoperto molte cose in comune) e Maurizio Guerra, che è un pò come un fratello.

AP: Quindi non lo molli, questo mondo del poker.
Piva: E come potrei? Guarda, mi viene in mente una frase che mi disse uno dei primi amici che mi feci nel poker online. Si chiamava Puggy82 (vero nome Neal Stewart, ndr) e si parlava del diventare o meno poker pro. Ricordo che lui – ora affermato pro che guadagna moltissimo – mi disse “I just can’t afford to work” (non posso permettermi di lavorare). Me lo disse con una tale sicumera che mi rimase scolpito nella mente. Ecco, io non posso permettermi di non giocare più online. Ho sempre cercato di rendere la letteratura indipendente dalla vita economica, e in questo senso il poker è e rimarrà un elemento irrinunciabile.

AP: Un aneddoto divertente di questi anni da “grinder for a living”?
Piva: Ce ne sono diversi, ma uno è indimenticabile. In quel periodo stavo lavorando alla sceneggiatura di “Galantuomini” di Edoardo Winspeare. Un pomeriggio mi chiama il produttore, per comunicarmi che il mio lavoro era stato riconosciuto come “di interesse nazionale”, e che quindi ci davano 500mila euro di contributi per realizzare il film. “Stasera vieni che festeggiamo!”, mi disse mentre io ero impegnato in due tornei online su una .com. Arriva la sera e dovetti chiamarlo e inventare una scusa per non andarci: ero arrivato al tavolo finale in entrambi i tornei, e alla fine li vinsi tutti e due! Fu la prima ed unica volta, tra l’altro, che mi capitò di vincere due mtt in un solo giorno.

Si chiude qui la nostra lunga chiacchierata con Andrea Piva, al quale auguriamo innanzitutto un grande successo editoriale e poi di tornare alle buone abitudini: far soldi “shippando” tornei online!

"Assopoker l'ho visto nascere, anzi in qualche modo ne sono stato l'ostetrico. Dopo tanti anni sono ancora qui, a scrivere di giochi di carte e di qualsiasi cosa abbia a che fare con una palla rotolante".