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Duhamel: “Cheong lo facevo in bluff. Candio la sorpresa”

jonathan-duhamelJonathan Duhamel, ad un mese dalla vittoria al Main Event WSOP e dopo un centinaio di interviste rilasciate in queste settimane in tutto il mondo, in occasione dell’incontro con la stampa britannica, ha finalmente parlato di poker, del tavolo finale ed ha analizzato le mani decisive che lo hanno visto protagonista nell’arena incandescente del Rio Casinò.

“Tutto è andato secondo i piani? Non direi proprio: contro Filippo Candio mi sono trovato dominato con AK contro AA, poi ho perso un grosso coin-flip con John Racener. In quel momento ho cercato di mantenere calma e compostezza ma vi posso assicurare che non è stato facile”.

“Candio – rivela – mi ha sorpreso un po’. John Dolan non ha giocato loose come sempre; molto probabilmente perché il sottoscritto era seduto alla sua sinistra”.  C’è stato un momento difficile durante il tavolo finale che l’ha visto in difficoltà, tutto poteva crollare in quel frangente: “Solo per poche mani mi sono trovato con 25 big blinds. Non ero particolare felice di quella situazione ma ero molto concentrato sul gioco e su quello che dovevo fare, quindi non ne ho fatto un dramma. Succede, è il poker. Non puoi vincere tutti gli showdown. Ho cercato di riprendermi e ci sono riuscito”.

filippo-candioContro Michael Mizrachi, Duhamel ha giocato un paio di mani decisive, da infarto: oltre a quella passata alla storia e che ha sancito l’eliminazione, giocando in slowplay AA, il canadese ricorda il flip A9 vs. 33. “All’inizio, sul suo rilancio, temevo di trovarmi contro AK, ma essendo una guerra tra bui, la ritenevo un’ipotesi poco credibile. A causa del suo over shove ho escluso che avesse in mano AA o KK. Proprio questa sua puntata sproporzionata mi ha fatto capire che potevo essere in coinflip o comunque molto vicino a lui. In quel caso, con tutti i soldi al centro del tavolo, in una guerra tra bui, ho dovuto un po’ giocare d’azzardo…”.

Arriviamo alla leggendaria mano contro Joseph Cheong che ha fatto storcere il naso a molti osservatori: QQ vs. A7 dello statunitense. Una sfida che è un mix tra coraggio e incoscienza. Ricapitoliamo: sono rimasti in tre a giocarsi il titolo mondiale con John Racener short che folda. Cheong dal bottone apre per 2.900.000, 3-bet di Duhamel a 6.750.000. Il californiano di origini coreane non ci sta a mollare il colpo e propende per una 4-bet fino a 14.250.000. A questo punto cosa è passato per la testa del canadese? La hand history tra i due può spiegare molte cose.

cheong-duhamel“E’ stata una mano molto interessante perché eravamo rimasti in tre e Racener era short stack. Potevamo entrambi foldare sulle 3-bet dell’uno o dell’altro ed invece Cheong mi aveva 4-bettato già un paio di volte. Così ho deciso che, con QQ, era ora di poter piazzare per la prima volta una 5-bet light, rilanciare poco, per dargli un certo margine per spingere ancora”. Così Duhamel lo 5-betta fino a 22.750.000 chips e lancia l’esca.

Secondo la sua versione, il canadese stava creando una trappola a Cheong: “Non avevo paura perché lo facevo in bluff. Come detto, prima di quella mano mi aveva indotto al fold con un paio di 4-bet. Non ho mai pensato di lasciare il colpo con QQ: eravamo in tre e lui era molto aggressivo. Le probabilità che avesse AA o KK erano minime, considerando il suo range. Ero convinto che le regine fossero davanti. Ricordo che in quel momento ho pensato solo ad una cosa dopo la sua 4-bet: non posso foldare una coppia del genere”.

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duhamel-racenerEd in effetti Cheong, sul rilancio minimo di Duhamel è andato all in per 82 milioni, con il call immediato del player di PokerStars. E’ stata la mano decisiva: “Sapevamo che il torneo si stava giocando in quel momento: c’è stato un po’ d’azzardo ma abbiamo entrambi giocato per la vittoria finale”.

Si arriva all’heads-up: “Mi ero preparato ad usare la tecnica small ball contro di lui, perché al tavolo finale Racener mi aveva sorpreso: non aveva voluto giocare molto. Ho provato anche a variare il gioco, a volte raisavo ed altre limpavo dal bottone. Ho giocato alla grande ma sono stato anche fortunato”. Racener aveva iniziato bene, con una serie di raddoppi: “Normale, lui aveva solo 10, 11 big blinds. Ho cercato di guadagnare ancora più terreno su di lui, con piccoli pot”.

Duhamel è rimasto impressionato soprattutto dal suo rivale di origini coreane: “Joseph Cheong ha giocato veramente bene al final table e merita molto rispetto, oltre a ‘The Grinder’ naturalmente. Racener ha giocato bene. E’ stato un tavolo finale difficile ma ora mi godo il successo ed ogni giorno lucido il mio braccialetto d’oro. Non lo metterò mai all’asta su eBay, è bellissimo”.

COMPARAZIONE GIOCHI
Editor in Chief Assopoker. Giornalista e consulente nel settore dei giochi da più di due decenni, dal 2010 lavora per Assopoker, la sua seconda famiglia. Ama il texas hold'em e il trading sportivo. Ha "sprecato" gli ultimi 20 anni della sua vita nello studio dei sistemi regolatori e fiscali delle scommesse e del gioco online/live in tutto il Mondo.