Gioco legale e responsabile

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Mario Draghi ha un problema: mancano €5 miliardi dal gioco, il gettito è crollato (-34%)

Il futuro e probabile Governo del Premier incaricato Mario Draghi avrà anche il problema di dover fare a meno di un gettito minore derivante dal settore del gioco pubblico, soffocato dal Covid19 e dalle politiche restrittive dei precedenti Esecutivi.

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04/02/2021 20:35

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“Huston, abbiamo un problema” o meglio… “Italia abbiamo un problema”.   Mancano 5 miliardi di euro di gettito dal gioco pubblico.  Purtroppo è il buco derivante dalle minor entrate erariali nel 2020. Certo, il probabile futuro Premier Mario Draghi avrà altri problemi a cui pensare (come mettere d’accordo tutte quelle teste ben pensanti che fanno parte del Parlamento) ma i suoi collaboratori dovranno comunque fare delle riflessioni di fondo sul gioco pubblico italiano (dovrà essere sempre strategico per le politiche fiscali del nostro Paese come lo è stato fino al 2018?).

Il drastico calo del 34% – messo in evidenza dal Conto riassuntivo del Ministero del Tesoro – rispetto agli incassi fiscali del 2019, è dovuto principalmente all’emergenza Covid-19 e al lockdown derivante dalle attività del gioco pubblico terrestre (vedi chiusure per sale slot e Vlt, agenzie di scommesse e casinò) ma anche a politiche ostili al settore.

Il professor Mario Draghi è stato chiamato dal Presidente della Repubblica per risolvere l’emergenza sanitaria e la grave crisi economica

Nel 2019 l’aumento della pressione fiscale ed entrate record

Ricordiamo che il 2019 è stato l’anno record per il gioco pubblico in ottica di entrate erariali, con incassi fiscali per 14,8 miliardi, con un aumento della pressione fiscale importante che ha messo in difficoltà la filiera ed i gestori. Il Covid19 e le relative chiusure degli esercizi, rischiano di dare il colpo finale alle attività e al settore.

Quest’ anno i giochi pubblici hanno garantito allo Stato un flusso pari a 9,8 miliardi di euro. Un bel passo indietro dovuto al lockdown ma anche alle politiche volte ad ostacolare il gioco legale (vedi Decreto Dignità) ed agevolare quello illegale (che nel 2020 si è diffuso a macchia d’olio). E tutto ciò può essere un problema (non il prioritario) per il futuro Governo del (probabile) presidente del Consiglio (al momento incaricato) Mario Draghi (che deve ancora sciogliere le sue riserve).

Una sfida da €5 miliardi per il Tesoro

Senza dubbio recuperare quei 5 miliardi sarà una sfida importante per il Ministero del Tesoro nei prossimi anni. Un risultato che potrà essere perseguito solo con nuove misure a sostegno e a favore del gioco legale e restrittive per l’offerta non autorizzata.  In tempi di carestia meglio non lasciarsi alle spalle nulla. E’ vero che dall’Unione Europea arriveranno più di 200 miliardi di euro di finanziamenti (recovery fund) ma più di 130 miliardi saranno a debito. Tradotto: sarà denaro che dovrà essere restituito dagli italiani in futuro e già il rapporto debito-Pil ha sfondato il muro del 160% (un vero record mondiale del quale non andare fieri).

Quindi perché lasciare 5 miliardi in più nelle tasche di chi gestisce il gioco illegalmente e non dello Stato italiano?

Il contributo dei singoli giochi al fisco

Cala il gettito del gioco del lotto (-22%) pari a 5,9 miliardi, mentre i giochi di abilità e concorsi pronostici (+35% secondo l’agenzia Agipronews) hanno garantito 313 milioni. Le slot e VLT hanno fatto incassare al fisco 3,2 miliardi con un calo pesante del 51%. Il bingo (-7,3%) ha contribuito ad assicurare allo Stato 1,4 miliardi.

I fortunati vincitori del gioco del lotto hanno “donato” 455 milioni di euro (-12&) con la tassa della fortuna.

Nei prossimi giorni analizzeremo la spesa di tutti i giochi online, oltre alle entrate fiscali.

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