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Rino Fusco, il settimo sigillo del vero “Sunday King”: “Ad ABI80 gioco meno, gioco meglio”

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21/03/2017 17:10

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Rino Fusco, ultimo Sunday King

Rino Fusco, ultimo Sunday King

A vincere non ci si fa mai l’abitudine, su questo non ci sono dubbi. Certo però “shippare” per la prima volta uno dei più importanti tornei domenicali online del panorama italiano non può che inorgoglire ulteriormente Rino Fusco.

Il 28enne napoletano, stimatissimo player oltre che coach e recruiter di Pokermagia MTT, ha vinto la notte scorsa il Sunday King 50.000€ grt di People’s Poker, ormai secondo per montepremi al solo Sunday Special di PokerStars.it.

Oltretutto, come ci diceva tempo fa Maurizio Guerra, People’s è un network in netta crescita che punta apertamente sugli amatori, che chiude la porta alla compatibilità con i vari software. Ciò non ha frenato un giocatore forte come Rino e, come si comprenderà, questa non è una vittoria come tutte le altre. Ce lo conferma lui stesso in questa breve intervista.

Allora, a quanti major domenicali sei arrivato?

Questo dovrebbe essere il settimo, sempre una bella soddisfazione!

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People’s è un network un po’ particolare, che non ha proprio un occhio di riguardo per i professionisti ma nell’ultimo anno è cresciuto molto, forse proprio per quello, offrendo montepremi sempre più accativanti. I prizepool sono sicuramente una delle ragioni che ti spingono a giocarci, ma quali sono le altre?

Sicuramente il field molto morbido è la ragione principale per cui gioco su People’s, perchè bilancia ampiamente la mancanza di software di supporto e anche il client non bellissimo, a mio parere.

Si parla spesso di field morbido, ma sembra un concetto astratto. Nella pratica, questi vantaggi come si concretizzano?

Multitablando poco cerco di prendere vantaggi già dall’early stage, dove i “fish” – avendo tante chips – “sbavano” parecchio.
Però anche il late stage è fantastico se ci arrivi deep, perchè la struttura è stata migliorata e gli occasionali overfoldano pre e post flop.

Parli di multitablare poco, ma è una cosa momentanea o una scelta ben precisa di Rino Fusco?

No, è una scelta consapevole che ho fatto ormai un po’ di tempo fa, ovvero quella di giocare ad ABI (average buy-in, ndr)80. Ciò significa giocare molti meno tornei (in genere non supero i 10 a sessione e faccio massimo 3-4 sessioni a settimana) ma con più stimoli. Certo non è stata una scelta semplice, perchè escludere i tornei sotto i 50€ – tranne rari casi – significa avere pochi game a disposizione, quindi volumi molto ridotti. Quindi, nel caso di run negativa, questa può durare anche diversi mesi.

Però come ti dicevo è stata una decisione consapevole, che ho preferito rispetto a continuare a includere i tornei a buy-in più basso, ma con meno stimoli. Bustare 20° il NOS KO e continuare come se niente fosse il big 15 a 100 left è facile a dirsi, ma nella pratica ci riesce solo gente dal mindset di acciaio come Emiliano Conti.

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Rino con Emiliano Conti: collega, amico e mentore

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Ma la tua scelta significa anche puntare molto su tornei come i 250€. Secondo te è possibile tenere roi positivo, considerando il field più complesso e l’esiguo numero di game a disposizione? People’s, per esempio, non ne prevede per scelta.

La scelta di People’s è condivisibile, ma vorrei sfatare il mito sui field dei tornei da 250: è vero che pullulano di regular, ma non è assolutamente vero che manchino i fish. Quindi per rispondere alla tua domanda sì, è possibile tenere un roi positivo nei 250, soprattutto in quelli con montepremi più alto come il NOS KO: secondo me anche un reg di abi 30 può tenere senza problemi un buon ROI.

E’ un consiglio che stai dando a chi ci legge?

In un certo senso sì, credo che uno schedule bilanciato non possa non comprendere tornei come il NOS KO se non si hanno problemi di bankroll.

In questi tornei c’è sempre in agguato il problema di trovarsi di fronte qualche multiaccounter mascherato…

Sì ma non mi va di tornare su concetti triti e ritriti, anche perchè fino a che non ci saranno deterrenti dubito che le cose possano realmente cambiare. Più che altro mi infastidisce leggere su Facebook certi post di pseudodenuncia, che finiscono per essere solo sterili sfogatoi da parte di gente che di mestiere non fa il giocatore di poker, ma proprio il commentatore fb.

Rino Fusco

Rino Fusco

Chiudo con una curiosità sul coaching. Ormai sono diversi anni che sei in Pokermagia: entrato da allievo, sei diventato coach e hai formato decine di giocatori. Hai quindi il polso della situazione, una sorta di campione statistico dei leak medi e di come sono cambiati nel tempo.

Sì è vero, i leak in generale sono molto cambiati. Prima potevano essere il 3-bettare troppo o troppo poco, l’aprire troppo loose eccetera. Ora invece un po’ tutti sanno più o meno cosa devono fare, perchè online c’è davvero tanto materiale e ormai moltissimi hanno o hanno avuto esperienze di coaching. Oggi infatti il coaching va più nel dettaglio, nello spot da analizzare magari con l’aiuto di qualche solver. Però attenzione: programmi come ICMizer possono essere preziosissimi e aprirti la mente, però vanno conosciuti e utilizzati a modo, sapendo inserire bene i range e soprattutto studiandoli per essere in grado di interpretare nel modo giusto i dati che vengono fuori. Ma la cosa che più mi impressiona della mia esperienza di coach è un’altra.

E cioè?

Ormai ho alle spalle diverse decine di giocatori che ho coachato, e posso dirti che al massimo il 10% di questi ha realmente capito quello che deve fare, non tanto perchè glielo abbia detto io ma perchè ha fatto propri i concetti e trovato la sua strada. Il rimanente 90% si divide tra quelli che non ci arrivano proprio di testa, quelli che non lo fanno perchè non lo vogliono realmente fare e quelli che hanno grossi problemi di ego.

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