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Barny Boatman: chi è il più anziano campione EPT della storia

Da poco meno di 48 ore il suo nome è tornato “a bomba” su tutti i tabloid inglesi. Sì, perché Barny Boatman è considerato una sorta di versione inglese di Doyle Brunson, “the Godfather of UK poker”, come lo definisce il Daily Star. Il trionfo all’EPT Main Event di Parigi lo ha rilanciato alla ribalta anche perché, con i suoi 68 anni, Boatman ha battuto un notevole record.

A 68 anni, Barny Boatman è ufficialmente il più anziano giocatore a vincere un Main Event EPT, nell’ormai ventennale storia del circuito ideato e prodotto da PokerStars.

Barny Boatman, chi è il “nonno” dei campioni EPT

Nato nel 1956 a Londra e cresciuto sempre nella zona nord della capitale, la cosiddetta Greater London, Barny viene da una famiglia con idee socialiste, ha un’infanzia piuttosto ribelle e in gioventù decide di lasciare la scuola dell’obbligo alla prima occasione possibile.

Barny il giramondo

Il giovane Barny intraprende una vita da girovago, che lo porta a vivere e lavorare a Barcellona, Hong Kong, Sri Lanka, Australia. Negli anni, Boatman ha svolto i lavori più disparati, dal barista all’impresario edile, ma anche giornalista, programmatore informatico e persino consulente legale.

La nascita di “The Hendon Mob”

Tornato nella madre patria, si avvicina al poker insieme al fratello minore Ross, che faceva l’attore ma che presto lascia la professione per tuffarsi in un’avventura che segnerà la storia del poker in Gran Bretagna. I due, insieme all’ex giocatore di snooker Ram Vaswani e al gambler ed ex broker Joe Beevers, danno vita al cosiddetto The Hendon Mob. È il 1999.

Nonostante “mob” abbia un’accezione criminale, si traduce più semplicemente con “la cricca di Hendon”, come la definì un altro veterano del poker britannico come John Kabbaj. Hendon era infatti il sobborgo dal quale provenivano tutti e quattro, che si erano conosciuti in alcune partite private e avevano iniziato a frequentare insieme il “The Vic” (Grosvenor Victoria) di Londra.

I quattro diventano delle celebrità grazie alla partecipazione al Late Night Poker, uno show televisivo che è stato la chiave nella diffusione del Texas Hold’em in Inghilterra.

The Hendon Mob diventa anche un sito, inizialmente più improntato a un blog di avventure e resoconti pokeristici. “L’idea era più che altro quella di attirare sponsor per il nostro team, non avevo la minima idea di cosa sarebbe diventato”, raccontava Barny in un’intervista del tempo. In effetti lo scopo viene raggiunto, poiché i quattro ottengono presto una sponsorizzazione da Prima Poker, una delle room online dell’era pionieristica, mentre poi è Full Tilt a metterli sotto contratto e dar loro ulteriore notorietà. Col tempo, però, THM diventa il database di tornei live più noto e completo al mondo.

La mente intorno a THM è proprio Barny, anche perché il più anziano dei quattro e quello con una maggiore esperienza nella gestione dei contenuti. Nell’estate del 2013, il sito di Hendon Mob viene acquistato dal Global Poker Index di Alex Dreyfus, per una cifra intorno ai 3 milioni di dollari.

Barny Boatman: la sua storia nei tornei live

Quello che molti non sanno, però, è che il primo successo di Barny Boatman nella sua lunghissima carriera è stato a Nova Gorica, precisamente al Park. Era l’aprile del 1998 e si trattava di un torneo di Seven Card Stud da 500mila lire italiane di buy-in. Boatman vinse il torneo davanti all’italiano Giuseppe Caccamo, incassando 21,4 milioni di lire.

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Nel 1999 arriva il terzo posto in un torneo del Masters Classics of Poker, battuto da Ram Vaswani con cui da poco aveva formato il team.

Tra i suoi successi personali, occupano un posto primario i due braccialetti WSOP. Il primo lo ottiene alle WSOP 2013 vincendo l’event #49, un 1.500$ NLHE davanti a 2246 avversari, e incassando 546.080$.
Il secondo lo ottiene due anni dopo alle WSOPE 2015. In quel caso il festival si teneva a Berlino, dove Barny vince l’event #7, 550€ Pot Limit Omaha, mettendo in carniere un premio da 54.725€.

Oltre al talento come giocatore, Barny ha nel suo skillset anche quello di intrattenitore, e infatti è stato a lungo ed è ancora un commentatore molto apprezzato, per l’innato sense of humour e la prontezza di spirito.

Nonostante l’età avanzi, Barny Boatman continua a girare per tornei, da Tallinn a Cipro, Marrakech, Punta Cana, Rozvadov, oltre ovviamente a Londra e Las Vegas. E Parigi, dove ha compiuto il suo capolavoro forse più inatteso.

La rivincita della old school? No, Barny Boatman è un caso a parte

Molti hanno interpretato la sua vittoria come una rivincita della “old school” contro la generazione dei solver, ma è solo una parte di verità. Al netto della ovvia run necessaria nel singolo evento, Barny Boatman è un esempio di uomo poliedrico, che in tutta evidenza ha un tipo di cervello molto più sveglio e allenato rispetto alla media della sua età. Questo ovviamente grazie al poker ma non solo, perché nei suoi hobby rientrano diverse altre attività anche piuttosto estreme, come il paracadutismo, lo snowboard, la pesca subacquea e il motociclismo. In quest’ultimo caso ha rischiato la vita a causa di un incidente, alcuni anni fa.

Parliamo dunque di un sessantottenne decisamente anomalo, e non c’è da sorprendersi se – dall’alto di una esperienza ai tavoli da poker che pochi altri esseri umani possono vantare – dia la paga a gente teoricamente più giovane e preparata.

Immagine di copertina: Barny Boatman (courtesy of Danny Maxwell & Rational Holdings Ltd)

"Assopoker l'ho visto nascere, anzi in qualche modo ne sono stato l'ostetrico. Dopo tanti anni sono ancora qui, a scrivere di giochi di carte e di qualsiasi cosa abbia a che fare con una palla rotolante".
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