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La GTO porterà alla fine del giochino? No, ma il divertimento è una cosa seria

La GTO nel poker moderno. Viviamo in un’epoca pokeristica in cui le leggi che governavano i range fino a qualche anno fa, sono state sostituite da tutta una serie di regole altre, che ne hanno diametralmente cambiato ogni tipo di dinamica .

Questa è l’epoca della GTO, del gioco perfetto da adottare in ogni situazione, per una élite di persone che, magari vincente, ma è tutto da dimostrare, compie le medesime mosse per situazioni che esattamente quelle mosse, richiedono.

Ci porterà al disastro?

Immaginando che un giorno tutti i giocatori di poker si sveglino con la GTO in testa e nessuno di essi abbia alcun problema ad applicarla, cosa succederebbe?

Il finale è abbastanza scontato, vista la mancanza di “fantasia” che la GTO presuppone. Fortunatamente non sarà mai così. Occorre troppo studio e la maggior parte delle persone, là fuori, è pigra, vuole giocare per divertirsi e nessuno deve rompergli le scatole per questo. Nemmeno quei cretini, sì, CRE-TI-NI, che, scoppiati, pensano di dover insegnare il proprio mestiere a chi è lì per passare due ore in compagnia, invece di fare silenzio e aspettare un’occasione per riprendersi ciò che gli è stato tolto da un river perfido e vigliacco.

I fautori della GTO dicono che non è possibile fare soldi a poker se fai il matto. Ed è vero: nel famigerato lungo periodo non avresti scampo, non hai scampo.

Ma proprio grazie alla follia dei maniac e alla esagerata disciplina dei giocatori super tight, il poker non morirà mai. Almeno quello live. Quello online ha tanti anni di vita, ma è decisamente più a rischio.

La speranza che ci dà il maniac

Se da una parte il loose aggressive player è quello che ci creerà i maggiori problemi nella sessione unica, nel lungo periodo i suoi soldi troveranno da soli la strada per arrivare verso chi si approccia al gioco in maniera professionale.

Sarà quindi un piacere quasi metafisico averli al tavolo. Sapere che si fionderanno dentro ai piatti quando siamo nuts. Decideranno di infilarsi in bluff senza senso. Daranno dei tells clamorosi. E così via.

All’inizio della sessione saranno quelli che si impossesseranno delle chips di tutti, fino a quando non sveleranno il proprio volto perdendo la maschera che li ha contraddistinti per tutta la durata della partita.

E non importa se chiuderanno QUELLA sessione con un notevole profitto, la successiva ci saremo noi a recuperare il maltolto. E se non ci saremo noi, ci sarà un altro “noi”, che a nostra volta sostituiremo da qualche altra parte.

Ma voi quando passate alla GTO?

Concettualmente e percentualmente, un buon 90% dei lettori di questo articolo, non fa parte ne della categoria dei LAG, e tanto meno di quella che utilizza la GTO.

Un calcolo a spanne può essere fatto con i conti della serva, visto che non esiste un sondaggio veritiero e oggettivo che ci porta a capire con una certa veridicità chi fa parte dell’una e dell’altra categoria.

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La stragrande maggioranza dei giocatori, anche dei piccoli e grandi regular delle nostre room del .it, utilizza ancora con una certa diffidenza la GTO.

E se non è diffidenza, qualche volta è la riluttanza a utilizzare certe meccaniche e a studiare approfonditamente. Eh sì, perché il lato oscuro della Game Theory Optimal, è quello che porta ad un risultato conclusivo paventato dai disfattisti: la mancanza del divertimento.

Un amico bolognese che tra i primi crushava le partite di cash game già all’epoca del .com, primissimi anni del nuovo millennio, mi disse questa cosa che non mi ha più abbandonato nel corso degli anni: “nelle partite di cash game cominci a fare soldi quando smetti di divertirti“.

Non so se sia vero, ma per quanto riguarda il sottoscritto, se devo smettere di divertirmi, smetto anche di giocare.

Ed è semplicemente questo il motivo per cui non vinco.

COMPARAZIONE GIOCHI
"C'è chi pensa che sia impossibile prendere parte a tutti i tavoli finali dei tornei a cui si partecipa. Questo è vero per tutti. Tranne per chi li racconta".