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I 5 peggiori bluff

Saper bluffare è una abilità molto importante nel gioco del poker. Per alcuni giocatori, addirittura, realizzarne uno è molto meglio che vincere un piatto con il punto più forte. A parità, comunque, di diversi fattori quali: – il tipo di gioco in cui si è coinvolti – il giusto timing – la giusta lettura degli avversari – l’immagine che si ha al tavolo ci sono alcuni bluff che funzionano meglio di altri. Nel materiale che segue cercherò di illustrarvi quelli con normalmente non funzionano e che conviene assolutamente rimuovere dal proprio repertorio di mosse.

1. All-in contro un giocatore pot-committed e short-stack .

Mi capita spessissimo di assistere a questa scena: siete contro qualcuno il cui stack è di molto inferiore al vostro e, dopo tre giri di puntate nei quali avete investito abbastanza denaro, decidete di andare all-in anche con niente in mano pensando che l’altro non rischierà tutto quello che gli rimane per vedere la vostra puntata. Purtroppo vi è sfuggito un piccolo particolare: l’altro ha davanti a se così poche chips rispetto al piatto che non indugerà un istante nel fare call. Potrebbe non essere troppo felice di farlo, certo, ma alla fine deciderà per il call e il vostro tentativo di spaventarlo il più delle volta avrà come effetto un’assottigliamento della vostra posta. In questa situazione dovete bluffare prima che l’avversario sia già pot-committed.

Come fare a sapere quando agire? Bhe, di solito se un giocatore ha più chips nel piatto che nel suo stack allora è più o meno pot-committed e sarà molto dura fallo foldare. In un torneo, l’altro sarà pot-committed anche quando penserà che se perde la mano gli resteranno così poche chips da non aver più nessuna speranza di andare avanti nel gioco. Non siate avidi! Fate il vostro check e se l’altro punta valutate se continuare basandovi unicamente sul valore della vostra mano. Non provate a bluffare qualcuno che sarà matematicamente obbligato ad un call.

2. Bluffare contro uno stack più grande

La regola non scritta nel poker è che i giocatori con stack più grandi tendono a mettere pressione su quelli con stack più piccoli. La regola vale meno nel cash-game in cui i giocatori possono fare un rebuy quando hanno perso tutto. Non sottovalutatela! Se avete davanti a voi solo quaranta dollari e siete contro un avversario che ne ha più di trecento, non spingete il gioco nella speranza di un fold. L’altro verrà a vedervi con molti tipi di mano, anche con un draw. Nella sua mente penserà sicuramente “Male che vada perdo 40$, potrei anche giocarmela…”.

Se siete in un torneo, c’è inoltre in ballo la possibilità di eliminare un altro giocatore in caso di vittoria, e quindi la voglia di venire a vedere cos’avete sarà ancora più forte. Non c’è niente di sbagliato a spingere quando siete short-stack. In effetti è realmente l’unica cosa che potete fare quando siete ormai fuori dai giochi. Fatelo però con due carte che ritenete buone, perché probabilmente da qualche parte arriverà un call, particolarmente da chi ha più chips a disposizione.

3. Il rilancio minimo

Questo bluff a volte funziona, ma soltanto ai limiti più alti. Per il low-limit NL ed i tavoli pot-limited, di solito il call scatta automatico.Anche se è l’avversario stesso in bluff, spesso verrà a vedere solo per evitare che gl’altri pensino che è un giocatore che ha paura di perdere. Se punta $30, non si dispererà oltremodo se rilanciate $30 in più. Quando fate check e qualcuno dopo di voi punta e voi pensate che sia in bluff, un bel check-raise anche senza niente in mano può essere molto efficace. Il piatto è ancora relativamente piccolo e il vostro avversario potrà tranquillamente foldare pensando che abbiate al flop almeno doppia coppia. Non rilanciate mai il minimo. Puntate tre – quattro volte quello che ha messo lui nel piatto. Rendetegli la chiamata più costosa.

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4. Rubare i piccoli piatti

Questa situazione si presenta almeno un paio di volte per ogni ora di gioco, sia nel cash-game sia nei tornei. Ci sono tre-quattro giocatori a contendersi un piatto non rilanciato e il flop sembra non aiutare nessuno. Tutti fanno check e il dealer scopre il turn. Ancora un giro di check ed ecco arrivare il river. A quel punto qualcuno prova a prendere il piatto con una puntata di ugual misura nella speranza che a nessuno interessi più di tanto. Tutto ciò in genere non funziona, e quando tutti foldano la ricompensa spesso non vale assolutamente la spesa.

Questo è particolarmente vero quando siete voi a tentare una mossa del genere. Normalmente, giocatori con la seconda coppia e un kicker basso, oppure con una terza coppia e qualsiasi kicker, non penseranno che la loro mano sia la migliore contro altri tre o quattro avversari. Ma se c’è stato un giro di check e poi qualcuno fà una puntata allora sorge il dubbio che sia un tentativo di rubare il piatto. Diventa ancora più sospetto se quel tale giocatore agisce in questo modo piuttosto spesso. Cominceranno ad arrivare call e reraise a raffica. Non fate quest’errore. Se pensate di avere la mano migliore allora puntate, altrimenti continuate pure a fare check.

5. L’ overbet PreFlop

Capita più spesso online che non nel gioco live e probabilmente perchè dal vivo qualcuno potrebbe scoppiarvi a ridere in faccia. State giocando in un tavolo 2-5$ NL dove, di solito, i rilanci pre-flop si assestano tra i 20 e i 25 dollari. In preda alla noia decidete di spingere con A-4 offsuit ma, poiché avete paura che qualcuno venga a vedere, sparate 75$. Nove volte su dieci il piatto sarà vostro, ma di tanto in tanto qualcuno chimerà la vostra puntata e allora potrete star certi che avrà in mano due carte sicuramente migliori delle vostre. A quel punto vi trovere ad un bivio: o rischiate ancora altre chips in un tentativo di bluff oppure fate la brutta figura di passare al flop dopo che avete rilanciato pre-flop 15 volte il big blind.

In conclusione: anche se bluffare comporta dei rischi, cosa comunque normale nel gioco del poker, potete agire in maniera tale da minimizzarli valutando sempre l’eventuale ricompensa. Puntare tanto pre-flop solo per rubare i blind non è un gioco efficace né remunerativo, soprattuto se lo fate molto spesso durante una sessione di gioco. Ok, volete rilanciare con A-4 offsuit? Liberissimi di farlo, ma nel giusto modo. Agite quando siete in posizione e puntate la cifra solita per quel tipo di rilancio e poi prendetevi pure il piatto se i vostri avversari mostrano debolezza. Altrimenti rischiate di giocarvi una Ferrari per vincere una bicicletta. E questo sicuramente non è buon poker.