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Jason Koon: “Nel 2009 ho vinto tutto, ma non ero granché…”

[imagebanner gruppo=pokerstars] Jason Koon è uno di quei giocatori professionisti che, senza usare mezzi termini, sa di aver avuto molta fortuna nella propria carriera: lo statunitense ha infatti ottenuto molti importanti successi quando c’erano un sacco di soldi in ballo, e deve anche a questo il proprio successo.

Nel 2009 ho vinto qualsiasi cosa, sembrava che bastasse sedermi davanti ad un computer per vincere – ha ammesso recentemente nel podcast di Joe Ingram – tuttavia, per quanto fossi bravo c’erano indubbiamente giocatori più forti di me, e così quando andai alle WSOP quell’estate mi presero a calci in bocca. Fu allora che capii che in questo mondo gli arroganti finiscono spesso con lo schiantarsi“. Ed anche se a lui personalmente non è accaduto, è probabile sia stato testimone indiretto di più di un “tonfo”.

jason-koon-1kProprio nel 2009 vinse un importante torneo su PokerStars che gli consegnò in un colpo solo oltre 300.000 dollari, assieme a diversi altri risultati che fra Full Tilt Poker ed Ultimate Bet gli consegnarono altri 300.000 $, e la sua buona sorte non finì qui.

Nel 2011 infatti, ad appena un paio di mesi dal Black Friday, si piazzò secondo alle FTOPS in un evento da 300 $ che contava oltre 4.000 iscritti: morale della favola, altri 460.000 dollari presero la sua direzione, una somma talmente grande che neppure un bankroll come il suo poteva restarne indifferente. Ma poi, appunto, arrivò il Black Friday.

Jason accusò molto quel periodo, soprattutto perché dovette salutare la sua vecchia vita senza saper bene con quale sostituirla: “Persi una relazione di sette anni con una ragazza, la mia famiglia, fui costretto ad andarmene all’estero per continuare a giocare ma non riuscivo a viverla come una motivazione sufficiente. Cominciai a chiedermi quale fosse il senso delle mie giornate, e probabilmente ero depresso, anche se all’epoca non me ne rendevo conto. Io di solito sono una persona estremamente attiva, sono felice di incontrarmi con gli altri giocatori durante i tornei e cose del genere, ma in quel periodo non era affatto così”. Ma anche in quel periodo opaco non era solo.

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In questo senso, decisivo fu il supporto di due giocatori (e buoni amici) come Ben Tollerene e Phil Galfond, assieme ad un nuovo approccio verso la sua vita quotidiana che non mancò di portare risultati: “Anziché domandarsi come stare meglio o come mettere a posto una relazione con qualcuno, penso sia meglio porsi dei piccoli obiettivi, come ad esempio oggi mi cucinerò il pranzo, farò il bucato, andrò ad allenarmi e parlerò con qualche amico che non sento da un po’. Così facendo, nel tempo, tutto acquista maggior valore e significato“.

E così, anche il suo rapporto con il fitness e la palestra si è evoluto: “Ho cominciato ad allenarmi quando avevo 7 anni, faceva parte di una mia insicurezza alimentata dalla rabbia – spiega – da giovane ero spesso e volentieri in mezzo a delle risse, c’è stato un punto nella mia vita in cui ero una persona pericolosa, fin quando a 22 anni mi resi conto di essere diventato un tipo di persona che semplicemente non mi piaceva”.

Naturalmente adesso è molto più consapevole di tutto questo, e dev’essere anche per questa ragione che nel prossimo futuro spera di cambiare il suo stile di vita errabondo: “Mi piacerebbe cominciare a vivere in un posto per più di sei mesi, in modo da avere anche delle relazioni stabili – spiega Koon – Vancouver è in cima alla mia lista, ma vedremo. Nel frattempo ci sono le WSOP, e mi sento pronto più che mai per lasciare il segno, così se qualcuno ha intenzione di mettere su un team per le FantasyWSOP sappia che può puntare su di me…”.

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