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Psicologia e poker: le sfide nel poker online

Viktor 'isildur1' Blom: uno che senza sfide non potrebbe vivereSe chiedete ad un giocatore di poker perché si confronti con il poker online, con tutta probabilità vi sentirete rispondere che lo fa per guadagnare denaro. Piuttosto intuitivo, penserete, ma nella realtà a volte si assiste a qualcosa di diverso.

La maggior parte dei giocatori, infatti, non sono professionisti. Immaginandoci un ideale continuum con ai poli opposti “divertimento” e “guadagno”, se il giocatore occasionale tenderà decisamente verso il primo polo, il professionista coinciderà praticamente con il secondo. Cosa accade, allora, a chi è un giocatore più o meno regolare ma certamente non un professionista, e si colloca quindi in qualche punto di questo ipotetico segmento?

Cercherà forse una sorta di compromesso: giocherà sì per guadagnare e vincere, ma non a tutti i costi, perché quello non è il suo lavoro. Cosa rischia di succedere, allora, quando questo tipo di giocatore incappa in un periodo negativo? Che perda stimoli e costanza di gioco, il vero tratto distintivo che differenzia il grinder da colui che vorrebbe, ma non vuole o non può.

Ci sono infatti numerosi giocatori, tecnicamente preparati e in grado di battere con profitto il proprio livello, incapace di sostenere mentalmente quella partita infinita che un vero grinder è costretto a giocare: è per questo che talvolta nascono le sfide nel poker online.

Certo, c’è chi le propone unicamente per raccogliere scommesse, o per godere in breve tempo di una popolarità addirittura internazionale: sono due modi diversi per cercare di guadagnare denaro, in fondo. Tuttavia, ci sono altre sfide che nascono con obiettivi più modesti, in qualche modo antieconomici perché richiedono tempo ed energie che se impiegate a grindare farebbero guadagnare di più. Infatti, lo scopo è probabilmente diverso: quello di dare un senso al proprio sforzo.

Immaginiamo infatti due nuotatori, fisicamente preparati: uno gareggia in mare aperto, l’altro in una vasca da 25 metri. Il primo nuota in una sorta di solitudine, dove bracciata dopo bracciata rischierà di sentirsi perso in qualcosa che non ha più né un inizio né una fine: sa che davanti a lui dovrebbe esserci un traguardo da qualche parte, e continua a nuotare, senza che l’acqua attorno possa rassicurarlo che la meta sia ora un po’ più vicina.

Il secondo nuotatore, invece, non perde mai di vista l’obiettivo, che è chiaro e netto: che debba fare cento metri o dieci chilometri il fondo vasca è sempre là, immobile e rassicurante. Può contare quante vasche manchino al traguardo, può perfino stimare quante bracciate gli occorrano prima che una nuova capriola subacquea lo ricacci indietro.

Tom 'durrrr' Dwan: il suo durrrr challenge è tuttora fra i più celebri di sempreNella nostra vita quotidiana, siamo più spesso nuotatori da piscina, che da mare aperto. Non necessariamente perché ci manchi coraggio, ma perché la vita molto spesso ci mette di fronte ad obiettivi finiti, frazionabili, che possiamo raggiungere come risalendo una scala, gradino per gradino.

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Il corso di chitarra dura infatti venti lezioni, una laurea vale 300 crediti che corrispondono ad un certo numero di esami, con cinque euro di benzina il mio scooter percorre circa 120 chilometri, e così via. La lista potrebbe essere davvero lunga: tutto è però quantificato, misurabile, scomponibile.

Scegliere quindi di affrontare una sfida attraverso il poker online può permettere di sfuggire dall’immensità del mare aperto del grinding – che nell’ inseguire un long period indefinito per sua stessa natura può scoraggiare – per rifugiarci in una più tranquilla piscina, in cui esiste un obiettivo chiaro e definito, così come chiari e definiti sono i passi necessari per raggiungerlo.

Questo consente di affrontare le normali frustrazioni derivanti dall’andamento delle partite in modo migliore per alcuni giocatori, perché avendo un obiettivo chiaro, comunque a termine e che va erodendosi riescono a trovare nei momenti negativi un senso maggiore e quindi stimoli nel superarli. Per cosa si soffre, invece, quando la partita non ha mai fine? Raggiungere uno status o una certa cifra ecco che appare più semplice, da un punto di vista mentale.

Questo naturalmente non vale per tutti, così come non significa che sia una condanna inevitabile. Molti grinder infatti adottano un semplice “trucco”, che consiste nel fissare degli obiettivi giornalieri o mensili da rispettare, in modo da dare una cadenza più definita alle proprie bracciate, da renderle più regolari e costanti in modo che li spingano, ancora una volta, un po’ più lontano degli altri.