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Vincere a poker nel 2022: il metodo del re dei micro limiti BlackRain79

Nel 2022 vincere a poker è sempre possibile? Chi si avvicina al poker si domanda se il texas hold’em online sia una potenziale fonte di reddito come altri business su internet. La prima risposta banale che viene in mente è che abbiamo esempi viventi di grinder professionisti che hanno fatto la fortuna giocando online.  Dal 2008 al 2022 però sono cambiati molti aspetti nel mercato del poker online.

Prima di iniziare ad entrare nel merito della domanda che ci siamo posti, è giusto fare una premessa: il poker è un gioco mentale che mette a dura prova le nostre capacità psicologiche. Ci vuole testa, costanza, applicazione e gran senso di responsabilità.

Per prima cosa bisogna avere rispetto del denaro e capire che, quando ci sono dei soldi in ballo, possono essere 1€ come 10€, non è più un gioco. Se non si è responsabili, non si va da nessuna parte.

Vincere a poker in modo costante è possibile? L’evoluzione tecnica influisce

Nel poker le cose vanno veloci come tutto il mondo dell’online e la condivisione delle conoscenze (al contrario del mondo delle scommesse) ha permesso un’evoluzione tecnica dei giocatori molto rapida.

I bello del poker è che non si gioca contro il banco come nel casinò o nel betting, ma è uno skill game (gioco d’abilità) e vede un giocatore contro un altro giocatore. Se però tutti i players hanno una conoscenza più approfondita delle strategie e della tecnica, per i players è sempre più difficile ottenere quegli obiettivi monetari. Emergeranno solo i migliori, almeno in teoria.

La diffusione della conoscenza nel poker

La conoscenza si è diffusa grazie alle scuole di poker, ai forum (nella prima ora sono stati una fonte preziosissima con il confronto tra i vari players) e alle sezioni strategiche dei siti come Assopoker (puoi trovare molti articoli interessanti).

La condivisione di tecniche e strategie (ma anche del modo di pensare e di approcciarsi con il corretto mental game) ha quindi inasprito la concorrenza e diminuito le occasioni di guadagno per i giocatori medi.

Negli anni d’oro, dal 2006 al 2011/2012, nel poker c’erano molti giocatori amatori, la cui presenza era una fonte di guadagno costante e sicura per i players professionisti ma anche per chi si approcciava al poker studiando ed applicandosi, interpretando il texas hold’em come un gioco divertente e un hobby remunerativo.

Nel 2021 molte cose sono cambiate e guadagnare con il poker non è affatto semplice come lo era 7,8 anni fa. Oggi la selezione verso l’alto è sempre più forte.

I fattori che agevolano il percorso dei players nel 2022

Eppure molti giocatori, grazie soprattutto alle scuole, riescono sempre a bruciare le tappe e crescere tecnicamente, con un approccio maturo (rispetto del proprio bankroll) e consapevole (studio grazie all’aiuto dei solver), oltre a programmi di skating che spesso risolvono problemi di budget per la scalata nel poker online.

Rispetto al poker live, nel quale il concetto di professionismo è molto difficile soprattutto in Europa (per via della varianza e del fatto che si giocano pochi tornei in una vita intera), nell’online è ancora possibile percorrere questa strada, ma non è così semplice.

Discorso a parte meritano gli States, in particolare Las Vegas, dove molti players riescono a trovare azione interessante nel cash game live.

Nell’online invece, oltre ai software che sono un reale supporto conoscitivo per i poker players di oggi, c’è anche un fatto non secondario che sta cambiando il mondo del poker: i sempre più ricchi montepremi garantiti per i tornei, soprattutto online. Sta aumentano la concorrenza a livello mondiale – con l’arrivo di poker rooms emergenti – che ha spinto i siti di poker più conosciuti a migliorare notevolmente la loro offerta, anche in termini monetari.

Prize pool difficili da immaginare fino a 10 anni fa. Oggi, i players possono contare su un’enorme liquidità online.

Vincere a poker è possibile? La teoria di “BlackRain79”

Il problema principale dei tornei è che bisogna essere mentalmente molto forti per accettare i violenti swings della varianza. Non è affatto facile.

Inoltre c’è sempre più la convinzione che per vincere a poker (e guadagnare) sia indispensabile giocare high stakes, quindi affrontare i giocatori più forti al mondo e con, alle spalle, budget importanti. Ma non è sempre così.

Chi è BlackRain79: il grinder professionista atipico

Non è dello stesso avviso “BlackRain79”, professionista specializzato in micro e mid stakes. Nel 2018 era stato certificato che avesse giocato oltre 4 milioni di mani tra NL 2 e NL 5. E’ riuscito ad ottenere 29 bb/100 al NL 2 su due milioni di mani ed ha accumulato un’esperienza enorme (incassando $13.147). E’ un grinder atipico.

E’ famoso per aver scritto il libro Crushing the Microstakes. Il nostro Gianluca Gotto ricorda nel 2019 la scalata di BlackRain79 “verso i mid stakes del cash game online. AL NL 5 ha giocato più di due milioni di mani, tenendo un win rate di 15 bb/100 e vincendo altri $13.000. Poi è passato al NL 10, poi al NL 25. Altri due livelli dove ha vinto migliaia di dollari pur vedendo il suo win rate diminuire. Una volta arrivato al NL 50 e al NL 100, Williams si è reso conto che il livello era sempre più difficile e inevitabilmente avrebbe vinto meno in termini di bb/100, rischiando più soldi. Così ha deciso di fermarsi. Negli ultimi undici anni, questo grinder americano non ha fatto altro che giocare tra il NL 2 e il NL 100″.

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La strada dei microlimiti: battere i giocatori scarsi

Nathan Williams (il suo nome lontano dai campi di battaglia pokeristici) sostiene che il percorso preferibile sia il cash game ai microlimiti, ripercorrendo i suoi passi, con molto realismo. A suo avviso, bisogna tornare alle origini, ovvero cercare la fonte principale di guadagno per un professionista: battere i giocatori scarsi.

Giocatori scarsi che però è sempre più difficile trovare a livelli medi come, ad esempio, NL100 (full reg). Bisogna quindi scendere nella giungla dei microlimiti.

E’ necessario battere players casual e inesperti, secondo la sua esperienza.

BlackRain79: “mi chiedono come vincere 20$ al giorno, ma il poker non funziona così”

BlackRain79 afferma: “mi chiedono sempre come possono guadagnare $20 al giorno giocando a poker o qualche altra somma come $50 o $100 al giorno. Ora, sfortunatamente il poker non funziona in questo modo.

Il poker non è come un lavoro normale in cui puoi aspettarti di guadagnare una certa somma ogni giorno, perché c’è una varianza nel gioco che significa alti e bassi costanti, non importa quanto sei bravo.

Quindi, se invece spostiamo la discussione sul guadagnare “mediamente $20 al giorno nel poker”, allora possiamo parlarne”.

La strategia di BlackRain79 per essere vincenti in modo costante

Il giocatore professionista statunitense afferma che ci sono dei modi interessanti per arrivare a quel ambizioso target, con un gioco solido e senza fronzoli: “giocare, ad esempio, tight aggressive (TAG) nel cash game ai microlimiti, NL2 o NL5, aprendo più tavoli contemporaneamente. Puoi anche giocare ai micro nei tornei con buy-in totali per $20 al giorno”.

Secondo lui non serve essere dei fenomeni, ma è necessario essere solidi e disciplinati ai microstakes nel cash game, facendo tanta massa (giocando tante mani) per la varianza.

Bisogna seguire una strategia solida e aggressiva sia nel cash che nei tornei per riuscire a battere i regular più deboli e “massimizzare il tuo valore rispetto ai giocatori amatori”.

Level up? “Si è possibile ma attenzione che ti scontrerai con giocatori molto più abili e non sarà facile. Per questa ragione è importante iniziare dai limiti più bassi. Prima è importante battere seriamente i primi livelli. Bisogna dimostrarlo sempre a se stessi per acquisire la necessaria sicurezza ed esperienza”.

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Giornalista e consulente nel settore dei giochi da più di due decenni, dal 2010 lavora per Assopoker, la sua seconda famiglia. Ama il texas hold'em e il trading sportivo. Ha "sprecato" gli ultimi 20 anni della sua vita nello studio dei sistemi regolatori e fiscali delle scommesse e del gioco online/live in tutto il Mondo. Editor in Chief.