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Addio a Vito Planeta: il poker sotto shock piange “Invernomuto”

Sussulto, incredulità e il classico sgomento non rendono bene la gamma di stati d’animo che mi stanno percorrendo da quando ho appreso la notizia dell’improvvisa scomparsa di Vito Planeta. Lo “zio”, come affettuosamente si faceva chiamare nell’ambiente del poker, era uno di quegli individui che ti fanno ringraziare il giochino per avertelo fatto conoscere. Sì perché purtroppo la realtà è quella, difficilissima da accettare: un male tremendo e implacabile si è portato via Vito in pochi mesi, ad appena 57 anni.

Da Publitalia, ai trionfi nel poker online, al teatro in vigna: storia di Vito Planeta

Quando mi chiedono come sia lavorare nel mondo del poker, da sempre rispondo che si incontra gente interessante. In realtà la percentuale di persone stimolanti che si conoscono in questo microcosmo non è più alta che in altri, ma la naturale brillantezza di Vito Planeta elevava la media. Di più, aveva la capacità di renderti più ottimista sul genere umano.

Originale, carismatico, intellettuale eppure per nulla elitario, con cui si poteva parlare di letteratura e cazzate, di range di re-steal come dei meme più demenziali, di “Amaro del capo” come di serie tv, fino alla cucina, alla politica soprattutto siciliana e ovviamente al vino.

Un passato manageriale in Publitalia, negli anni immediatamente seguenti alla “Milano da bere”, quindi il ritorno in Sicilia a seguire l’azienda vinicola di famiglia, cresciuta incredibilmente negli ultimi 10-15 anni. E poi il poker, soprattutto online, scoperto a fine anni 2000 e che lo ha visto per diversi anni essere tra i torneisti più vincenti della penisola.

Invernomuto, per vincere “trollando”

Un nick che già diceva tutto su personalità, acume e una cultura sopra la media: Invernomuto, come l’intelligenza artificiale protagonista di “Neuromancer”, celebre capolavoro di fantascienza scritto da William Gibson. Una boutade sui server del poker online che potevano capire in pochi, ma a Vito di ciò non importava nemmeno un po’.

Un successo sfiorato anche live all’IPT, prima di un progressivo distacco dal mondo-poker iniziato a metà degli anni ’10. Ogni tanto tornava a riassaggiare i tornei online, come quella volta nel 2017 che fu anche l’ultima intervista con lui, dopo un successo nel Sunday Special.

Il suo distacco dal poker non aveva però inciso su quella che non saprei se chiamare amicizia, ma sicuramente una grande sintonia che si originava da una naturale simpatia reciproca. Devo a lui la scoperta di mille serie TV, di cui era un vorace consumatore e sempre con gusti raffinatissimi.

L’ultima gioia da “The White Lotus”

E proprio su una serie tv ci eravamo sentiti appena poco più di un mese fa. In quel caso mi ero complimentato, ma qui bisogna fare un passo indietro. In pochi sanno che una delle sue creature a cui più teneva, negli ultimi anni, era lo Sciara Nuova Festival, un appuntamento di “teatro in vigna” che organizzava in estate, coinvolgendo molti artisti soprattutto siciliani e attraendo un pubblico sempre nutrito, accomunato dalla grande passione per i vini di famiglia.

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Proprio la bellissima tenuta di Sciara Nuova, a Castiglione di Sicilia, era stata selezionata da HBO e Lucky Red come location per il quinto episodio della seconda stagione di “The White Lotus”. Il male lo aveva già colpito, ma non potevo immaginarlo perché lui era molto discreto, e poi era il Vito di sempre, in quel caso felicissimo per il bel traguardo ottenuto.

Due grandi amori, come il vino e la serialità televisiva, gli avevano regalato una gratificazione enorme. Non potevo immaginare che sarebbe stata l’ultima.

Ancora spero in uno scherzo terribile, per il quale incazzarmi dei mesi interi. Purtroppo non sarà così.

Ti vorrei ringraziare di tante cose, dalla scoperta di “The Wire” e “Mad Men” al sempre meraviglioso Chardonnay, all’Etna Bianco, fino alle ore trascorse a parlare di mille cose, dalle più fatue alle più alte. Spero che il festival di Sciara Nuova prosegua, nel ricordo di una mente instancabile, autoironica, geniale. Mi mancherai, zio Vito.

"Assopoker l'ho visto nascere, anzi in qualche modo ne sono stato l'ostetrico. Dopo tanti anni sono ancora qui, a scrivere di giochi di carte e di qualsiasi cosa abbia a che fare con una palla rotolante".
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