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Strategia scommesse: ecco il metodo usato dagli scienziati dell’Università di Tokyo per scovare value bets (roi 8,5%)

Come il professore Lisandro Kaunitz dell’Università di Tokyo e il suo team erano riusciti a battere il banco prima di essere bannati perché troppo vincenti.

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06/02/2018 15:30

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Il ricercatore Lisandro Kaunitz dell’Università di Tokyo ed altri scienziati sono riusciti a trovare un metodo scientifico e sistematico per battere i bookmakers. Dopo pochi mesi però sono stati bannati da quasi tutte le società di betting. Ve ne avevamo parlato 4 mesi fa: i ricercatori universitari erano riusciti ad ottenere un ROI dell’8,5% prima di cadere nella black list.

Per testare il loro metodo avevano usato un campione di 479.440 partite di calcio giocate dal 2005 al 2015. La simulazione si era rivelata molto efficace.

 

In 5 mesi hanno poi piazzato 256 scommesse da $50 con un win rate del 47,2% e un profitto di circa $950. Ma i bookies hanno presto capito che gli scienziati facevano sul serio ed il loro metodo poteva essere un problema per il banco ed hanno interrotto la festa.

Ma quale metodo usavano? A svelarlo ci ha pensato la rivista MIT Technology Review.

La gestione del rischio e lo spostamento delle quote crea value bets

Nell’articolo si spiegano le dinamiche di gestione del banco e di come il professor Lisandro Kaunitz e il suo team siano riusciti ad individuare value bets e scommettere per valore (leggi qui il significato).

In estrema sintesi, è bene ricordare come il banco gestisce le quote e conserva un vantaggio in termini percentuali (una sorta di rake, commissione). Come noto, le odds in genere, in apertura, riflettono in maniera molto efficiente le probabilità reali di uscita dell’evento. Oramai i bookmakers si stanno avvicinando alla perfezione nel calcolo delle quote ma anche i quotisti meno bravi spesso sono avvantaggiati dalla percentuale di allibramento (la rake del book).

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Gli alti volumi concentrati su un evento possono comportare uno sbilanciamento nella gestione del rischio del book e quindi spostare la linea delle odds. Se ad esempio tutti scommettono sulla vittoria del Barcellona a quota 1.30 contro l’Atletico Bilbao, i quotisti, per ridurre il rischio nel caso il Barca vinca, calano la quota sui favoriti a 1.27 (per esempio) ed aumentano le quote sui segni opposti per bilanciare il rischio ed attrarre maggior gioco sulla vittoria della squadra rivale (il Bilbao) o sul pareggio.

In tal caso Kuaunitz, ma anche la maggior parte dei bettors professionisti, sostengono che questi movimenti delle odds creano del valore. Il problema spesso è quello di riuscire ad individuare queste quote che possono portare valore nel lungo periodo.

Strategia scommesse: il metodo per individuare valore

Come facevano i ricercatori dell’università di Tokyo a capire se stavano scommettendo per valore?

L’abilità di Lisandro Kaunitz e del suo team è stato quello di individuare un metodo semplice ma efficace con un software a supporto.

Il team di universitari partiva proprio dalla convinzione che i bookmakers fossero molto bravi a calcolare le quote e quindi le probabilità di uscita dell’evento. Analizziamo il metodo.

La media delle odds

Gli scienziati hanno selezionato un paniere di bookies ed hanno calcolato la media per ogni quota, applicando la teoria della saggezza della folla.

Secondo loro(in base ai test effettuati), la odd media riflette in maniera molto accurata le probabilità reali. Il loro sistema poi individua quelle quote che si allontano dalla media. E dopo vari test su un campione di 10 anni di scommesse sul calcio, scoprono quanto sia vantaggioso scommettere su queste odds anomale nel lungo periodo. Per quote anomale intendono quelle che riflettono valori lontani dalla media e per loro se sono più alte delle medie, sono value bets.

Così hanno fatto ed hanno creato un software che calcolava le odds medie e che segnalava le quote anomale. Naturalmente, il tempismo era fondamentale per questo sistema.

Dopo avere testato il sistema su un campione di 479.440 partite di calcio hanno iniziato a scommettere ottenendo da subito un roi importante dell’8,6% ma i bookmakers li hanno individuati in poco tempo, considerando che scommettevano sempre sulle quote “sbagliate” o comunque sfavorevoli al banco. Per questo motivo è interessante parlare in un’ottica di “strategia scommesse”.

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