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Strategie di Poker

Passione prolungata e resilienza: il metodo dei piccoli obiettivi per raggiungere il grande obiettivo

Passione prolungata e resilienza: il metodo dei piccoli obiettivi per raggiungere il grande obiettivo e diventare dei campioni di poker.

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14/06/2019 17:28

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Al termine della prima parte di questo articolo diviso in due tronconi, avevamo messo l’accento su come Pete Clark di PokerStarsSchool, desse una certa importanza alla grinta, vista come una sorta di spartiacque tra chi diventa un campione e chi è destinato a fallire.

Chip Riffle

Di questa caratteristica ci stavamo per soffermare su due ingredienti fondamentali che ne compongono il nocciolo, la passione a lungo termine e la resilienza. 

La passione prolungata

È possibile migliorare il nostro livello di passione verso il poker? La prima cosa da chiarire è che guardare un campione alle WSOP e fare il tifo per lui, piuttosto che farsi ispirare da un noto professionista, non rientrano in questa casistica. 

Questi due casi possono essere annoverati tra quelli che regalano una scintilla iniziale, o un improvviso innamoramento verso il gioco, ma non serviranno per una carriera intera.

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Un modo per alimentare la passione a lungo termine nel poker è quello di fissare un obiettivo per il quale serva del tempo per raggiungerlo. 

Per i giocatori di poker che hanno una certa grinta, gli obiettivi a lungo termine arrivano dal cuore. 

Cambiare un lavoro che non ti piace, regalare una lunga vacanza esotica alla tua ragazza, diventare il capo di te stesso e ottimizzare il tempo a secondo dei tuoi ritmi per il resto della tua vita. 

Provare a centrare un obiettivo a lungo termine, può significare spezzettarlo in numerosi obiettivi a breve e medio termine. 

Per rendere l’immagine più strutturata è possibile definire tutti gli obiettivi: orari, giornalieri, settimanali e a lungo termine. 

L’immagine complessiva può apparire in questo modo:

Resilienza

La capacità di recupero nel poker consiste nel riuscire a sopravvivere ai downswing, ai cali di motivazione alle interferenze della vita reale e così via.

Il problema principale sta nel fatto che il nostro subconscio non è disposto ad accettare una sessione perdente. Provando a rapportare il tutto alla nostra vita reale, proviamo a pensare alle malattie che ci impediscono di andare a scuola o a lavoro, a un imprevisto alla macchina, ai problemi familiari con la nostra ragazza. 

La vita continua, dopo qualche tempo dobbiamo rimetterci in piedi. E così va nel poker, se attraversiamo un periodo non esattamente positivo, dovremmo utilizzarlo come carburante per per migliorare. 

La sconfitta può essere positiva per i giocatori resilienti i quali solitamente la utilizzeranno per ispirarli a lavorare meglio per il loro gioco.

Ma perchè i giocatori resilienti ci riescono e altri no? Torniamo al discorso precedente: il loro obiettivo finale per loro è veramente importante.

Pochissime persone riescono a fare qualcosa di importante se non hanno alcun interesse a completarla. 

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