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Psicologia · Visitatore

Le motivazioni peggiori per giocare a poker

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18/10/2015 11:15

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Il poker può essere divertimento, sfida, una forma di arrotondamento o addirittura una professione, e una volta che vi siete acquisiti il diritto di partecipare a una partita nessuno può costringervi a concepirla in modo diverso dai vostri desideri: ciascuno ha giustamente le proprie motivazioni.

Ed Norton in "Rounders": non esattamente un modello da imitare

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Fatta questa doverosa premessa, è anche vero che alcuni atteggiamenti al tavolo da gioco – che pure possono essere legittimi – difficilmente vi porteranno a buoni risultati, o a vivere il poker in modo sano e profittevole.

Fra questi, ad esempio, rientra il giocare a poker non per vincere ma piuttosto contro qualcuno, per le ragioni più varie legati a risentimenti personali. Quando viene spesso ripetuto che il proprio ego va lasciato fuori dal tavolo da gioco – sia questo quello di una poker room online piuttosto che di un grande torneo internazionale – ci si riferisce proprio a questo.

Anche se giocate a poker per divertirvi è probabile che troviate più divertente vincere, e per vincere è sempre necessario fare le scelte con il ritorno atteso maggiore in termini di lungo periodo: giocare con il solo obiettivo di  “dare addosso” a qualcuno difficilmente potrà conciliarsi con questo scopo.

Altro aspetto da evitare è quello di giocare per recuperare perdite precedenti: la partita di un grinder idealmente non finisce mai, e quando gioca ed è in un periodo negativo non lo fa per ripianare passivi, ma semplicemente per vincere, perché quello è il suo scopo ogni volta che si siede ad un tavolo, virtualmente o meno.

Tutti noi vorremmo chiudere le nostre sessioni negative almeno in pareggio, ma ciò che è sbagliato – semplicemente perché pregiudica la possibilità di fare le scelte migliori – è farsi condizionare da mani precedenti sfortunate o semplicemente mal giocate, facendosi assalire dalla smania di dover recuperare. Il vostro bankroll è lì anche per ammortizzare le perdite, voi siete seduti per vincere: non avete bisogno di assumervi altri oneri.

Va da sé che cedere alla tentazione di giocare partite di livello superiore a quello abituale – dunque ampiamente fuori bankroll – con questo scopo è quanto di più lontano dall’essere dei giocatori di poker, che certo non sono al tavolo per giocare d’azzardo. Che è esattamente quello che starete facendo, se ascolterete sirene di quel tipo.

Ancora una volta, quindi, si tratta di scegliere da che parte stare: giocare a poker significa anche sposare una filosofia e applicare un metodo, fatto che potrà apparire faticoso o perfino noioso, ma che è l’unica strada capace di portarvi a  risultati positivi, concreti e duraturi.

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