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Psicologia

Imparare a manipolare l’immagine al tavolo che oppo ha di noi: il thin slicing

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08/11/2019 19:30

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L’immagine dei giocatori contro i quali stiamo giocando è di fondamentale importanza rispetto al risultato che vogliamo perseguire al tavolo verde. Oggi vogliamo parlarvi della tecnica del “thin slicing”

 

L’immagine al tavolo fa tanto

Una delle più importanti componenti che possono aiutare a vincere al tavolo da poker, è la capacità di trarre informazioni dall’immagine che i nostri avversari forniscono mentre fanno le loro mosse. 

D’altro canto, va da sé, capire che tipo di immagine i nostri rivali abbiano di noi, è altrettanto importante. 

Più di una volta ci sarà capitato di incrociare un avversario al tavolo e di provare a carpirne lo stile di gioco, le sue caratteristiche, i suoi tells, i suoi betting patterns. 

Bene, occhio che se essi derivano da una visione superficiale, come una sola sessione, alcune mani giocate contro di lui o addirittura una sola mano specifica, una buona parte delle volte cadremo in fallo. 

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Il thin slicing

Nel suo libro del 2005 “Blink”, lo scrittore Malcom Gladwell ha reso popolare il termine “thin slicing”, che a una prima traduzione molto superficiale, in italiano equivarrebbe a un grossolano ma molto efficace, “affettatura sottile”. 

In realtà l’accostamento delle due parole descrive con una certa genialità la capacità di riconoscere dei modelli basati su una esperienza minima. 

Questo tipo di situazione ai giocatori di poker serve come il pane e più bravo e veloce sarai nell’arte dello thin slicing, più ti avvicinerai a prendere le migliori contromisure da adottare contro i tuoi avversari. 

Appena abbiamo a che fare con un avversario sconosciuto, la nostra mente spazia all’infinito per abbinare il suo profilo ad uno stile di gioco. È LAG? TAG? È un signore anziano, una donna, uno squalo, un fish, un giocatore ricreativo? Un turista?

Più riusciremo ad avvicinarci alla verità derivante dal suo aspetto, dalle sue maniere, dai commenti, dalle size, dalle frequenze, e più è probabile che contro di lui prenderemo le decisioni giuste. 

La percezione è la madre della realtà

Ma attenzione, tu non sarai l’unica persona a farlo. Di riflesso tutti i tuoi avversari, o almeno quelli capaci, otterranno informazioni su di te a seconda dell’abbigliamento, accessori, igiene personale e qualsiasi altra cosa che possa fornire loro un dato utile atto a smascherare il tuo gioco. 

Il problema per loro, e fino ad ora lo è stato per la maggior parte di voi che state leggendo questo articolo, è che la prima impressione tenderà ad essere “appiccicosa”, nel senso che essa cambierà difficilmente. 

Le loro percezioni diventeranno spesso realtà nella loro testa e questo succederà anche quando saranno completamente sbagliate. 

Un nuovo giocatore arrivato al tavolo capiterà proprio nel momento in cui sarete completamente card dead, cosa che, in taluni casi, vi costringerà a foldare per un’ora, ed egli concluderà che sei un nittone.

Il successivo, invece, si siederà poco prima che ti capiteranno 5 o 6 mali di fila in cui punterai e rilancerai senza mai andare allo showdown, originando in lui l’idea che tu sia un pazzo scatenato. 

Come sfruttare la loro percezione

Nel momento in cui sarai impegnato in una mano, la prima cosa a cui penserai, sarà l’immagine che hai del tuo avversario diretto, ma prova a fare l’esercizio opposto: prova a fermarti un paio di secondi a pensare che tipo di immagine possa avere lui di te. 

Non importa quanto essa sia accurata o meno, ciò che conta è come questo specifico avversario reagirà alle tue azioni in base all’immagine che possiede di te; ciò ti servirà in un futuro nemmeno tanto lontano, probabilmente la mano successiva. 

Sfrutta quindi ciò che pensano di te: un “Fort knox”, o super tight se preferisci, può runnare per un breve tratto della sessione e far passare delle mani migliori. 

Se pensi di avere fornito un’immagine maniac o giù di lì, sfrutta la situazione nel momento in cui hai una buona mano, esagera con il nuts, senza paura

I semi-bluff al turn, o quelli che per lo meno lo sono ai tuoi occhi, di giocatori anziani, magari del posto, esigono un’attenzione maggiore rispetto a quelli effettuati dal ragazzino con la felpa e le cuffie. 

Ma prestiamo sempre attenzione: mai sfruttare l’onda anomala per più di un paio di mani, o il piano andrà a monte. 

Torna presto ad essere come vogliono loro

Articolo liberamente tratto da Pokernews.com

 

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