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Strategie di Poker

Tornei di poker e strategia GTO. Quando uscire dalle linee ottimali

La GTO, che mira a segnare le linee della strategia ottimale, è ormai ampiamente utilizzata da molti giocatori. La domanda è se va bene sempre, oppure se ci sono casi in cui la si può parzialmente eludere

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02/03/2021 17:33

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GTO poker

La GTO è una chiave che va sempre bene?

La GTO applicata ai micro limiti.

Come già scritto in precedenti articoli, solo un giocatore di tornei small stakes. 

Ho iniziato come giocatore amatoriale e lentamente ho imparato la corretta strategia di poker nel corso della mia carriera.

Alla fine ho imparato a conoscere la strategia di gioco teoricamente ottimale (GTO) e ho provato a usarla come modo per colmare quelle che rimanevano le mie lacune. 

Una volta fatto, ho smesso di perdere soldi e ho iniziato a farne abbastanza per tenermi a galla. 

Era molto meglio che perderli, certo, ma mi sono reso conto che giocare in questo modo in questo tipo di tornei, non mi portava i profitti che vorrei, e, anzi, che avrei dovute produrre.

I tornei a basso buy in e le loro caratteristiche

Una strategia GTO non è l’approccio migliore per la maggior parte dei tornei di poker small stakes. Il tentativo di giocare la GTO è corretto in assenza di informazioni utilizzabili. 

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È il meglio che puoi fare quando non sai nulla dei tuoi avversari, tranne che sono buoni giocatori con pochissimi leaks evidenti nel loro modo di giocare. 

Tuttavia, questo non è quasi mai il caso nei tornei a basso buy in.

Anche se non sai esattamente quali errori faranno individualmente, dovresti conoscere le tendenze generali del field. 

Nei casi in cui un singolo avversario non segue quella tendenza, molto probabilmente rivelerà le sue linee subottimali a tempo debito. Ma lo farà, prima o poi.

Ciò significa che in queste partite, avere una comprensione del gioco GTO per riconoscere come i tuoi avversari stanno deviando da esso, è utile, ma tentare di implementare una strategia GTO da sola non lo è quasi mai.

L’approccio ottimale per i tornei Small Stakes

L’approccio ottimale per la maggior parte dei tornei di poker small stakes è presumere che i tuoi avversari commettano errori evidenti, identificare quegli errori e poi sfruttarli il più spesso possibile finché essi non si adatteranno.

Ad esempio, nelle partite a bassa posta a cui gioco, vedo spesso giocatori loose passive a cui piace limpare con le loro mani marginali. 

Di solito chiamano rilanci con il loro intero range, down-callano con progetti e mani marginali come una coppia postflop, e poi passano al river se non hanno migliorato. 

Una strategia GTO fa soldi contro questi giocatori perché contiene una serie di bluff su tre strade che beneficiano dei loro fold al river.

La GTO e il suo punto debole ai micro

Il problema è che una strategia GTO non bluffa con tutte le mani possibili contro questi giocatori. 

Si arrende con alcune mani in modo da non overbluffare come la GTO teorica insegna. 

È così che ho imparato a giocare a poker ed è così che mi sono trattenuto per anni. 

Ora mi rendo conto che l’overbluff è ottimale quando devo affrontare avversari ai micro limiti che overfoldano. 

Una strategia GTO è inutilmente difensiva e lascia troppi soldi sul tavolo contro questo tipo di giocatore.

Credo di poter fare soldi in modo più consistente e veloce uscendo dalla linea GTO contro questi giocatori per sfruttare i loro errori. 

Invece di costruire range di triple-barrel bilanciati, scelgo di puntare tutte le strade contro di essi, molto più spesso di quanto sia teoricamente ottimale. 

Questo mi permette di ottenere le loro chips prima che lo faccia un giocatore GTO. La linea severa del GTO, va benissimo nel cash game, ma è assolutamente fondamentale uscire da essa nei tornei in cui la pazienza non è una virtù, o almeno non lo è più da un certo momento in poi del torneo.

Gli adeguamenti non ci sono, tardano ad arrivare o sono rarissimi

Ovviamente questo tipo di strategia apre un errore sfruttabile nel mio gioco: bluffo troppo sui triple-barrel. 

In generale, però, questo non è un problema, poiché la maggior parte dei miei avversari non lo riconoscerà o non farà nulla al riguardo.

Invece di cercare di sfruttare il mio errore, la maggior parte di loro starà pensando a costruire un gioco completamente diverso. 

Per la maggior parte, stanno solo cercando di creare una mano premium con cui chiamarmi. Tuttavia, ogni tanto mi imbatto in un giocatore che cerca di aggiustare e sfruttare il mio errore, ma l’evento è più unico che raro. 

Carlos Welch-Pokernews