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Il top reg Rui Cao spiega cosa gli ha permesso di fare il salto di qualità ai tavoli

Il top reg francese Rui Cao, noto online come "PepperoniF", ha spiegato che a certi livelli studiare è necessario, ma non basta: è anche importante generare una consapevolezza tale da saper spiegare il significato di ogni singola decisione presa

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02/08/2019 18:30

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Rui Cao è uno di quei giocatori di poker a cui non piace stare più di tanto sotto la luce dei riflettori. Ecco perché di lui si parla poco nonostante frequenti i tavoli high stakes (live e online) da più di dieci anni. Il giocatore francese di origini asiatiche dava battaglia a “Isildur1” nel 2009 e massacrava Doug Polk nel PLO nel 2013. Con il passare del tempo e l’innalzamento del livello medio a certi tavoli, Rui Cao si è spostato con intelligenza sulla scena live e da diversi anni è una presenza fissa nelle ricchissime partite private di Macao (dove ha accesso anche perché parla il mandarino alla perfezione).

Il francese è molto riservato su tutto ciò che riguarda la sua vita e la sua carriera, ma in una recente intervista con Lee Davy ha deciso di aprirsi più del solito. Ha parlato del suo percorso pokeristico e in questo modo ha anche dato alcuni preziosi consigli a chiunque voglia migliorare il proprio gioco. Uno su tutti: l’importanza di generare una certa consapevolezza al tavolo.

Rui Cao, aka “PepperoniF”

Rui Cao: “A certi livelli, o studi o smetti di vincere”

“Quando ho iniziato a giocare ero molto pigro, non avevo molta voglia di impegnarmi”, confessa Rui Cao. “Quando ero a Parigi e grindavo online, infatti, non ero granché. Ma poi mi resi conto che dovevo fare un salto di qualità, era necessario. Così mi misi a lavorare duramente. Oggi sono un pro diverso: negli ultimi anni ho studiato davvero tanto”.

Secondo il professionista francese, primeggiare nel poker è una questione di continuo miglioramento. A Rui Cao non piace studiare, ma ha capito che l’alternativa è smettere di giocare a certi livelli e smettere di vincere.

“Non è che mi piaccia studiare ma quando arrivi a un certo livello non hai altra scelta: o studi e ti impegni e lavori duro, oppure smetti di vincere. Io sono piuttosto pigro ma a un certo punto se non studi smetti di migliorare e a quel punto gli avversari ti raggiungono e ti superano. Devi costringerti a studiare e a impegnarti di più, a certi tavoli anche solo per sopravvivere“.

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Il network è stato il “segreto” di Rui Cao

PepperoniF” ha anche parlato di come sia riuscito effettivamente a migliorare sempre di più negli ultimi dieci anni. Anche per lui, come per Fedor Holz, è stata una questione di network.

“La svolta è stata avere un gruppo di amici francesi, tutti pro e molto intelligenti. Siamo cresciuti insieme, avevamo tutti gli stessi obiettivi e la stessa mentalità, lo stesso desiderio di migliorare e restare in alto. Alcuni di loro li ho conosciuti giocando i tornei live, poi abbiamo deciso di aprire una scuola di poker che ha radunato i migliori giocatori francesi in circolazione. Io ne ho approfittato per imparare da loro e migliorare”.

In quel periodo, Rui Cao ha fatto anche il coach. Un’esperienza che gli ha aperto gli occhi sul modo corretto di approcciare il poker.

“Per un certo periodo ho fatto anche io il coach. Non credo di essere particolarmente bravo ma è stata un’esperienza interessante, soprattutto perché mi ha permesso di imparare e migliorare molto in prima persona. Quando insegni a un giocatore, sei costretto a ragionare step by step su tutto ciò che fai. Prima di fare coaching, facevo determinate cose senza sapere il perché”.

L’importanza cruciale di capire perché fai quello che fai

E così Rui Cao arriva al punto cruciale del suo discorso, il “segreto” che accomuna molti top player (specialmente i GTO Players): analizzare in modo chirurgico ogni singolo spot.

“Quando analizzi uno spot e ti scrivi tutto su carta, capisci perché fai le cose. Perché spesso, nel poker, prendi delle decisioni solo perché le prendono tutti oppure per una questione di abitudine. Ma quando metti tutto nero su bianco, rinforzi la tua capacità di analisi. Capisci perché fai una cosa, ti crei un’opinione precisa di come stai giocando. Sei costretto a spiegare razionalmente la tua scelta, e questo è cruciale. Ti permette di capire se ciò che fai al tavolo ha senso oppure no”.

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