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Donald e Ivanka Trump irrompono nel poker online

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21/10/2011 05:45

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ivanka-trumpBernard Tapie ha mandato in prima linea il figlio Laurent per trattare l’acquisto di Full Tilt Poker e non è da meno l’istrionico Donald Trump, proprietario di numerosi hotel e casinò negli Stati Uniti: il vecchio squalo ha deciso di affidare alla bellissima erede Ivanka un ambizioso progetto sul poker online che vede coinvolto anche il potente finanziere Marc Lasry, direttore di un hedge fund di New York, con una forte passione per i giochi high stakes.

Donald Trump, nonostante sia ancora a capo di un impero immobiliare, non naviga in buone acque ed è in guerra aperta con l’amministrazione Obama: sono quotidiani e pubblici i suoi scontri con il presidente degli Stati Uniti. Il mitico finanziere americano però ha ancora le sue buone talpe a Washington e si è detto convinto di una imminente regolamentazione del gioco online negli USA.

Insieme a Steve Wynn ed altri magnati di Las Vegas, è sempre stato contrario alla diffusione del gambling in rete ma negli ultimi mesi ha cambiato strategia ed ha deciso di creare una joint venture con Marc Lasry. Qualcosa bolle in pentola, non a caso proprio in queste ore, Bwin-Party ha confermato di voler puntare sugli States, come da noi anticipato due mesi fa: nei piani della multinazionale europea, PartyPoker deve riprendersi il mercato che era nelle sue mani prima del 2006.

La nuova società, in tutti i casi, manterrà il marchio Trump ed opererà con le licenze dei casinò di Trump Entertainment Resorts, la holding di famiglia. E’ probabile che l’online venga permesso negli stati dell’Iowa e del New Jersey nei prossimi mesi, dove il gruppo possiede diversi casinò e licenze.

La bella 29enne figlia Ivanka Trump, vice presidente esecutivo della Trump Organization, conferma: “è solo una questione di tempo… l’online sarà regolamentato. D’altronde rappresenta una straordinaria fonte di reddito imponibile per i singoli Stati e per il governo federale, senza contare che verrebbero generati molti posti di lavoro”. Il gruppo Trump è indebitato e vede nell’online una nuova fonte di business per il rilancio visto la crisi che ha colpito le sale da gioco di Atlantic City: “Il nostro brand sarà un elemento decisivo per valorizzare la joint venture e avere un vantaggio nel mercato USA rispetto alla concorrenza. Su internet il marchio legato al nome di mio padre sarà essenziale per attirare nuovi giocatori”.

donald-trump-ivankaInfine una nota di colore: secondo quanto pubblicato da Bloomberg, il futuro socio Marc Lasry ha una forte passione per il poker ed ha organizzato in passato alcune partite private high stakes con buy-in da 20.000$, coinvolgendo numerosi pezzi grossi dell’alta finanza newyorkese.

Un altro ricco finanziere, il texano Andy Beal, protagonista in passato di scontri milionari al tavolo con Phil Ivey e Doyle Brunson,  ha deciso di sostenere la candidatura alle presidenziali di Ron Pau, l’unico aspirante alla Casa Bianca che vorrebbe regolamentare il gioco su internet, al contrario di Obama che si professava un sostenitore ed appassionato pokerista, prima di resettare il mercato statunitense nell’aprile di quest’anno.

D’altronde le potenzialità del settore sono incredibili: da pochi giorni la rete Merge Gaming ha deciso di accettare nuovi clienti negli States ed in meno di una settimana ha registrato un incremento del traffico del 15%. Donald Trump forse non ha tutti i torti, Obama permettendo…

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