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Giulio Giorgetti: “tassare i giocatori nel betting exchange? Grave errore, c’è discriminazione ed è un assist all’ illegale”

Intervista con Giulio Giorgetti che giudica un "grave errore" tassare i giocatori nel betting exchange e spiega anche il perché si sta indebolendo il mercato legale a favore di quello illegale.

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16/09/2020 18:56

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La scorsa settimana è uscita la Determinazione Direttoriale” da parte dei Monopoli sull’applicazione della tassa dello 0,5% sulla raccolta nelle scommesse sportive. In particolare, per quanto riguarda lo scambio scommesse, hanno stabilito che i soggetti passivi del prelievo saranno i trader ed utenti delle piattaforme di betting exchange. Aggiungiamo noi che spostare la tassa dalle piattaforme (come sostituti d’imposta) ai players solleva più di un dubbio sulla violazione del divieto di doppia imposizione.

Il coinvolgimento dei giocatori ha aperto comunque un dibattito acceso ma costruttivo sulle possibili soluzioni e sul coinvolgimento stesso dei giocatori. C’è chi è favorevole (e gli abbiamo dato spazio) e c’è chi è contrario. Oggi ascoltiamo l’altra campana rappresentata da uno storico promotore ed esperto di Exchange come Giulio Giorgetti.

Per avere un quadro completo potete consultare sul sito di ADM la determinazione direttoriale in forma integrale.

giulio-giorgetti

Giulio Giorgetti

 

Ciao Giulio, bentornato su Assopoker. Ti abbiamo contattato dopo aver letto i tuoi editoriali sulla novità della direttiva dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM). La tua posizione è chiara: ritieni che sia un errore far pagare la nuova tassa dello 0,50% ai “cittadini”. Quali sono i motivi che ti inducono a pensare che coinvolgere i giocatori sia un grave errore? Si favoriscono gli operatori esteri senza licenza?

Far pagare la tassa dello 0,5% ai cittadini italiani invece che ai concessionari, lo reputo un gravissimo errore. Ci sono diversi punti su cui ragionare. Il primo è che si vuol far pagare la tassa ai giocatori solo nel caso del Betting Exchange, mentre per quanto riguarda le scommesse tradizionali i prelievi sono a carico dei bookmakers. Come mai questa discriminazione?

Altra considerazione: uno dei punti di forza dell’attuale sistema fiscale è che le ritenute sono già alla fonte, quindi il giocatore ha già la certezza di quanto ricevere, come compenso netto. Con il sistema che è stato proposto, il giocatore non sa quanto ha vinto perché non sa ancora l’entità delle tasse da pagare, lo saprà solo dopo parecchi mesi.

 

C’è anche il problema del divieto di doppia imposizione che non è un particolare da poco e potrebbe scatenare raffiche di ricorsi. Scusa se ho aperto e chiuso questa doverosa parentesi, ritornando al tuo punto di vista, quali conseguenze possono esserci con questo nuovo sistema? 

Nel momento in cui si ha una maggiore tassazione l’utente non può usare il Betting Exchange, perché non sa quale sia il reale valore della quota che sta prendendo. Al momento se io gioco 10 euro a quota 2.00 e vinco, ho un profitto netto di 10 euro al quale va tolta la commissione del bookmaker. Ipotizzando un 5% di commissione alla fine la mia vincita netta sarà di 9,50, in questo ricavato ho già pagato sia le tasse allo Stato sia la commissione al bookmaker. Semplice. Ora invece si deve pagare una maggiore tassazione il cui importo non si conosce e che rende impossibile capire quale sia il reale valore della quota presa.

 

Prevedi altre conseguenze negative dal sistema descritto nel documento?

Prendendo come riferimento la tabella fornita da ADM per i pagamenti: c’è un lasso temporale che può raggiungere mesi e scavallare addirittura gli anni, sia per conoscere e capire l’entità della tassa sia per pagarla.

Ad esempio facciamo conto che la scommessa che ho realizzato prima sia stata fatta il 16 settembre 2020, prendendo come riferimento le tabelle ADM, il versamento maggiorazione tassazione dello 0,5% relativo alle vincite nel periodo 1 settembre 2020 – 31 dicembre 2020, deve essere fatto entro il febbraio 2021.

Quindi il cittadino che effettua la scommessa oltre a pagare subito alla fonte la classica tassa, deve pagarne a distanza di 5 mesi un’altra il cui importo nemmeno si conosce.

Andando avanti. Il sistema prevede che il cittadino paghi le tasse solo sulle vincite, senza tener conto delle eventuali perdite. Quindi se io ho fatto vincite per 1.000 euro e magari ho perso 1.100 euro comunque dovrò pagare a febbraio 2021 un importo di cui non conosco nemmeno l’entità anche se poi nel periodo non ho avuto un profitto totale.

E ancora. I soldi sono prelevati, evidentemente proprio il 28 febbraio 2021, direttamente dal conto di gioco del cittadino. Così tutto ad un tratto a distanza di circa 150 giorni dalla scommessa del 16 settembre si ha un prelievo di soldi che paradossalmente potrebbe essere superiore all’importo che ho in cassa.

Cosa succede ai giocatori che magari non hanno soldi in cassa o che hanno chiuso il conto? Gli viene inviato un F24 per il pagamento! Insomma, mi sembra una assurdità totale quanto prevede lo Stato.

Spero venga subito corretta nei prossimi giorni: la tassa va fatta pagare ai concessionari e non dai cittadini, altrimenti si danneggia il Betting Exchange legale a favore di quello illegale.

 

In un mondo ideale, come si potrebbe risolvere secondo te questo problema?

Se si vuole tassare maggiormente il gioco la soluzione migliore sarebbe applicare un maggior prelievo seguendo il sistema di tassazione già esistente (sul profitto con il concessionario che agisce da sostituto d’imposta,ndr).

Perché reinventare la ruota per questa tassa dello 0,5%? In Italia si parla di semplificazione, ma qui mi sembra che invece si stia andando nella direzione opposta e si stia aumentando la burocrazia.

Dal 2008 al 2018, ho visto, anno dopo anno, crescere l’azione propositiva di AAMS/ADM e ho lottato insieme a loro per sostenere il gioco legale sia per la tutela dei cittadini sia per far rientrare quei miliardi che venivano sperperati sui siti illegali.

Quello che sto vedendo negli ultimi 2 anni è una serie di errori come il Decreto Dignità e ora questa applicazione della tassa dello 0,5% che prevede un sistema di gestione assurdo.

 

Come hai interpretato queste norme? A te – che sei un esperto di Exchange – sembrano chiare? Potremmo assistere a dei ricorsi nei prossimi mesi dal tuo punto di vista?

Purtroppo le norme sono confuse ed è stata la prima cosa che ho detto a caldo appena le ho lette. Da una parte mi ha fatto piacere vedere che finalmente con questo documento si inizia ad introdurre la specificità del Betting Exchange, ma la determinazione del calcolo è criptica.

Le cose sono due: o è sostenibile o non è sostenibile. Per essere sostenibile la tassazione deve essere applicata sul profitto e io avevo interpretato in questa maniera il documento. Che senso avrebbe pubblicare un documento, in cui il calcolo alla fine crea solo una insostenibilità del sistema?

Per questo motivo,  ho scritto subito, quando è stato pubblicato il documento, quanto fosse necessario avere un esempio pratico di calcolo.

Se si dovesse – ad esempio – scoprire che malgrado tutti questi mesi dall’uscita del decreto legge, ancora si vuol far pagare la tassa sulla racconta per le scommesse Punta e Banca allora i miei timori è che i tecnici che hanno sottoscritto quel documento  non conoscano  fino in fondo la specificità dell’exchange.

Confido che ADM, già in questi giorni, chiarisca a tutti come effettuare il calcolo.

 

Pensi  che ci possano essere dei ricorsi nei prossimi mesi?

Se la tassa non verrà calcolata sul  profitto (ma confido nel contrario) diventerà insostenibile il pagamento della tassa ed allora i ricorsi non solo saranno scontati ma anche dovuti.

Per non parlare poi dell’assurdità del pagamento della tassa da parte dei cittadini di cui abbiamo parlato prima. Anche in questo caso mi aspetto ricorsi, va corretta subito o il problema – penso – verrà risolto in tribunale.

 

Quale sarà la reazione del mercato a tuo avviso?

Mi scuso se ribadisco il concetto, ma tutto dipenderà se la tassazione sarà sostenibile o meno.

Se la nuova tassa tassazione sarà sostenibile e verrà pagata dai concessionari, a mio avviso non ci saranno grossi problemi . Se invece manca uno di questi due presupposti, allora diventa inutile parlare di altro: si sta solo uccidendo il betting exchange legale.

 

Cosa pensi  del Decreto Dignità e della tassa sui volumi? Non pensi che il mercato legale sia troppo penalizzato?

Lotto per la legalità da tanti anni e ho contributo a far capire ai giocatori italiani che giocare sul .it non solo è previsto dalla legge, ma ha il doppio vantaggio di tutelare il cittadino e di sottrarre risorse al mercato nero.

Vedere ora che il gioco legale in Italia potrebbe non avere più il betting exchange (o comunque vederlo penalizzato) rispetto a quello illegale, è qualcosa che nemmeno voglio prendere in considerazione.

Se i siti legali ADM non dovessero più avere l’opzione del betting exchange sarà solo un bel assist al mercato illegale dei cosiddetti siti .com,  e alle mafie. Proprio la criminalità organizzata sarebbe la prima a trarre benefici dall’indebolimento del gioco legale.

La diretta di Giulio Giorgetti su Youtube sul problema della tassazione:

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