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Gordon Vayo-PokerStars: la querelle giudiziaria si fa dura per l’uso della VPN durante lo SCOOP

Continua la battaglia giudiziaria tra Gordon Vayo e PokerStars sulla confisca della vincita maturata nello SCOOP 2017 per uso della VPN. I legali di PS sono passati alla contro offensiva.

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14/09/2018 12:03

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Il vice campione del mondo del 2016, Gordon Vayo (arrivò runner-up nel Main Event WSOP) è stato sorpreso a giocare con l’ausilio della VPN (strumento che consente di camuffare il proprio IP) dalla California durante l’event da $1.050 dello SCOOP 2017, da lui vinto. PokerStars appena scoperto l’inganno ha bloccato la vincita da $700.000 per redistribuirla agli altri players, ma gli avvocati del giocatore americano sono ricorsi alla giustizia ordinaria.

Gordon Vayo

Come vi avevamo raccontato Gordon ha ammesso l’uso della VPN ma non di aver giocato con l’ausilio della stessa. PokerStars ha fatto sapere che “l’integrità del gioco viene prima di tutto”.

Come noto la California ha una normativa molto rigida contro il gioco online e nella maggior parte degli Stati sono proibite le transazioni finanziarie da e verso i siti di gioco (ad eccezione di Nevada, Delaware, New Jersey e Pennsylvania). Per questo motivo (legge UIGEA) Stars si è cautelata bloccando i cash out in attesa che un giudice si esprima sulla querelle.

Vayo ha violato i termini di servizio del contratto di PokerStars e la normativa federale e statale sul gambling, questo è evidente, ma ha deciso di ricorrere dinanzi ad un tribunale civile della California per riottenere la vincita da $ 692.460.

L’importo è ancora accreditato sul suo account ma, in attesa della sentenza, non può ritirarlo. Come vi avevamo raccontato, PokerStars lo accusa di aver camuffato l’IP con una VPN, violando i Termini e le Condizioni d’uso del contratto accettato dal giocatore.

Il player è stato sorpreso ad usare la VPN per far risultare l’IP dal Canada una cinquantina di volte nell’arco di un mese, durante lo SCOOP, dalla sua residenza californiana. Ma i sofisticati mezzi del team di sicurezza della room lo hanno intercettato.

Il giocatore si è difeso sostenendo che usava la VPN per avere un IP canadese ed accedere a contenuti video on demand non visibili in California. Ed il player sostiene che le date dell’uso della sua VPN non coincidono con quelle dei tornei.

La novità degli ultimi giorni è che i legali di PokerStars sono passati alla contro-offensiva: la room sostiene che la giurisdizione competente sia l’Isola di Man e non un tribunale californiano, per il semplice fatto che nei Termini e Condizioni di uso di PokerStars, è previsto che siano i giudici dell’isola britannica a decidere ogni contenzioso legale con i players sul .com.

Naturalmente il cambio di giurisdizione non è gradito dai difensori del giocatore. I legali di PokerStars sostengono inoltre che la California non sia competente perché “gli avvocati di Vayo sostengono che tutte le azioni oggetto di questa causa sono state compiute dal suo cliente in Canada”. Per la giurisprudenza della Corte Suprema USA quindi vi è un difetto di competenza ed i tribunali statunitensi non possono decidere, al massimo il ricorso doveva essere depositato in Canada.

Il tribunale della California ha rinviato la causa all’udienza del 6 novembre, dovrà prima valutare le eccezioni sul difetto di competenza sollevata dai legali della room.

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